80 anni fa nasceva il Consiglio Valle, alle origini dell’Autonomia Valdostana
Celebrato l'80° anniversario della prima seduta del Consiglio nominato dal Comitato di Liberazione Nazionale
80 anni fa nasceva il Consiglio Valle, alle origini dell’Autonomia Valdostana.
Le celebrazioni
«Senza questa giornata, senza questo atto inaugurale, il nostro presente istituzionale semplicemente non esisterebbe». Con queste parole, il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, ha aperto la cerimonia per l’80° anniversario della prima seduta del Consiglio nominato dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), tenutasi questa mattina, sabato 10 gennaio, nella sala del Consiglio della Corte dei Conti.
Celebrazioni per gli 80 anni del Consiglio Valle
I temi all’ordine del giorno di questo primo incontro ruotavano attorno al ripristino dei nomi delle località modificati dal regime fascista, alla ricostituzione dei comuni della Valle d’Aosta esistenti prima del 1922, alla trasparenza dell’azione pubblica, alla ricostruzione economica e sociale, alla gestione delle risorse, all’insegnamento della lingua francese, alla giustizia, alla solidarietà verso i più fragili.
«Il fil rouge che ha attraversato i dibattiti del Consiglio di Valle nominato dal CLN è stato la fiducia tra le nascenti istituzioni della Valle, verso lo Stato italiano e nelle regole democratiche – ha affermato il presidente Aggravi -. Questa fiducia è oggi responsabilità di ciascuno di noi, consiglieri regionali, e del Consiglio Valle come istituzione legislativa, a volte percepita – a torto – come secondaria rispetto all’Esecutivo. Il Consiglio non è un accessorio: è il cuore della democrazia regionale. Nel rispetto dei ruoli, delle identità politiche e del gioco democratico, è qui che si costruisce l’interesse generale».
Ospiti d’onore
Ospiti d’onore della cerimonia, organizzata dal Consiglio Valle, sono stati il vicepresidente del Parlamento della Repubblica e del Canton Giura, Patrick Chapuis, e il presidente del Parlamento della Federazione Wallonie-Bruxelles, Benoît Dispa. La loro presenza ha ricordato la dimensione transfrontaliera e francofona dell’Autonomia valdostana.
Gli interventi
Nel corso dell’incontro hanno preso la parola i capigruppo dell’Assemblea valdostana.
Ricordando il lavoro dei primi 25 Consiglieri e di tutti i Presidenti e Consiglieri in questi 80 anni di Consiglio Valle, il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha affermato: «Non dobbiamo limitarci a leggere la storia della Valle d’Aosta, ma dobbiamo avere la capacità – e mi auguro che l’avremo in questa legislatura – di volgerci verso l’Autonomia di domani, pensando prima di tutto agli abitanti della Valle d’Aosta».
La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, ricordando la forte opposizione al voto del 10 gennaio 1946, ha parlato di un netto confronto tra due visioni del futuro della Valle d’Aosta: «La visione di Chabod di una Valle d’Aosta autonoma in seno a uno Stato democratico italiano si contrappone a quella di Caveri – oscillante tra separatismo e federalismo-: oggi possiamo tutti riconoscere che si trattava di una visione feconda».
Per la vice-capogruppo del gruppo Pd-Federasti Progressisti VdA, Clotilde Forcellati, questi primi Consiglieri «hanno superato le loro differenze ideologiche per porre la prima pietra della nostra casa comune: senza questo fondamento di pluralismo e coraggio, la nostra autonomia non sarebbe che una struttura vuota, mentre questa è un contratto sociale basato sulla libertà».
Il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste, Andrea Manfrin, ha sottolineato «Nonostante fosse evidente la natura “di transizione” del Consiglio, esso esercitò funzioni legislative concrete, dalla gestione dell’economia post-bellica alla promozione dell’autonomia, ponendo le basi, in soli tre anni, per lo Statuto speciale del 1948».
Per il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis, «la politica valdostana ha il dovere morale e istituzionale di affrontare le sfide europee e globali, pensando ad una Valle d’Aosta perla delle Alpi, attrattiva e competitiva, capace di trattenere i giovani e garantire a imprese e comunità condizioni per prosperare».
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, parlando di memoria storica che deve «tradursi in serietà istituzionale, confronto leale e assunzione di responsabilità», ha osservato che «l’Autonomia speciale va letta non come una separazione, ma come un potenziamento delle istituzioni territoriali pienamente inserite nell’Unità della Repubblica».
Per il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, la memoria di questo anniversario impone una riflessioe: «È fondamentale recuperare la fiducia dei cittadini, oggi sempre più lontani dalla politica. Solo con un coinvolgimento ampio e condiviso si potrà contrastare questo fenomeno e rilanciare la centralità, la credibilità e l’autorevolezza dell’Assemblea regionale».
Il capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, ha dichiarato: «Non dimentichiamo la nostra storia e le nostre radici, né il valore dei decreti luogotenenziali e dello Statuto speciale: non l’affermazione di privilegi, ma un necessario riconoscimento a tutela del particolarismo valdostano».
Aggiornare l’autonomia
La cerimonia si è conclusa con l’intervento del presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha sottolineato che, in un mondo profondamente cambiato, «dobbiamo affrontare la nostra identità e la nostra autonomia con cautela e coscienza, mostrando la stessa responsabilità e seguendo gli stessi principi dei 25 che formarono il primo Consiglio Valle nominato dal CLN 80 anni fa. In un momento così difficile, si potevano prendere in considerazione diverse soluzioni, ma ne è stata scelta una: quella che teneva conto delle specificità e dell’autonomia. Oggi non si tratta di reinventare qualcosa, ma di aggiornarlo, mantenendo chiara la nostra identità e modernizzando le risposte alle esigenze della nostra comunità, pur rimanendo fedeli alle fondamenta che la storia ha tracciato per noi».
(re.aostanews.it)
