Zona Gressan-Montfleury: non passa la mozione sull’implementazione della sicurezza
Nel mirino dei consiglieri della Lega Vallée d’Aoste finiscono l’area nelle vicinanze della nota discoteca di Les Iles del Gressan e i gruppi etnici africani
Zona Gressan-Montfleury: non passa la mozione sull’implementazione della sicurezza.
Nel mirino dei consiglieri della Lega Vallée d’Aoste finiscono l’area nelle vicinanze della nota discoteca di Les Iles del Gressan e i gruppi etnici africani.
Sicurezza in primo piano
«Torniamo sul tema sicurezza» esordisce in aula il consigliere della Lega Vallée d’Aoste Simone Perron, illustrando la mozione nella quale si invita il governo regionale «a valutare, in collaborazione con le Forze dell’ordine ed i comuni interessati di Aosta e Gressan, l’implementazione delle misure di sicurezza del tratto indicato, quali telecamere e maggiore illuminazione, al fine di rendere più sicura e controllata la zona menzionata in premessa in vista del periodo estivo».
La mozione è stata respinta.
Le precisazioni
Il consigliere dell’Uv Michel Martinet ha tenuto a precisare: «Mi sento parte in causa alla luce dei 15 anni da sindaco. Garantire la sicurezza è il compito più giuridicamente complesso Negli ultimi anni il Comune ha installato videocamere per 97 mila euro. Altri 220 mila euro saranno spesi per l’installazione di 39 telecamere 5 per la lettura delle targhe delle auto in entrata e uscita del paese e 11 in prossimità della discoteca. La zona incriminata è comunque illuminata. Il Comune aveva disposto anche un servizio di sorveglianza all’uscita dalla discoteca. Non abbiamo mai preso con leggerezza la sicurezza della zona nell’occhio del ciclone dei colleghi».
Mozione, le premesse
«Sono numerose le segnalazioni riguardanti la scarsa sicurezza della strada adiacente alla Dora nella zona di una delle discoteche più frequentate dai giovani valdostani a Gressan – ha sottolineato in aula Perron -, dall’inizio del ponte che collega la zona di Aosta Montfleury alla stessa Gressan, fino e anche oltre al sottopasso dell’autostrada che porta alla piscina regionale e al pala ghiaccio».
Premette «non è una questione di razzismo» ma «gli episodi di violenza sessuale riguardanti gli stranieri in Italia, ascrivibili anche a gruppi etnici africani presenti in Valle, i quali dalle segnalazioni ricevute e a differenza di altri gruppi etnici allogeni, paiono appostarsi in gruppo in alcuni tratti di strada del tratto menzionato recando preoccupazione in particolar modo alle ragazze che escono dalla discoteca».
Pd-Fp
Ha chiarito Titti Forcellati (Pd-Fp): «La sicurezza dei cittadini non è appannaggio di una forza politica. L’impegnativa è per noi sostenibile ma non lo sono le premesse della mozione che non possiamo condividere, Dunque esprimeremo un voto contrario più del 60% delle violenze sessuali sono appannaggio di autoctoni».
Sulla stessa lunghezza d’onda Eugenio Torrione (Avs): «La premessa non è assolutamente condivisa. È una strumentalizzazione non calata nella realtà valdostana.
Vota a favore Fratelli d’Italia e il capogruppo Alberto Zucchi sbotta: «Vi ostinate in maniera quasi infantile a bocciare tutte le iniziative dell’opposizione».
L’astensione
Il presidente della Regione Renzo Testolin ha concluso: «Analoghe iniziative sono state messe in piedi dal Comune di Aosta. Le forze dell’ordine sono al corrente delle criticità e tengono le aree sensibili sotto controllo. Sicuramente ci saranno ulteriori iniziative in un’ottica di rendere sempre più sicure le zone citate. Ringraziando il senso civico dei giovani della Lega che hanno segnalato alcuni episodi, sulla mozione ci asterremo».
(da.ch.)
