Scialpinismo: aperte le iscrizioni al 22° Millet Tour du Rutor Extrême
La tappa valdostana che chiuderà la Grande Course 2026 è in programma sabato 28 e domenica 29 marzo
È partito il conto alla rovescia che porterà al 22° Millet Tour du Rutor Extrême.
Si sono aperte le iscrizioni a una della classiche dello scialpinismo mondiale.
La tappa valdostana che chiuderà La Grande Course 2026 è in programma sabato 28 e domenica 29 marzo.
Tutto pronto per la Grande Course 2026
Con l’arrivo del nuovo anno sta per scattare La Grande Course 2026.
Il circuito mondiale che racchiude alcune delle gare più iconiche dello scialpinismo è composto da tre appuntamenti e non comprenderà più la Pierra Menta.
Si comincerà il 31 gennaio e l’1 febbraio sui Pirenei francesi con l’Altitoy Millet.
Il secondo appuntamento è una new entry assoluta nel calendario.
Il 27 e 28 febbraio, infatti, ci sarà la Transcavallo sulle Dolomiti bellunesi.
A chiudere il programma sarà il Millet Tour du Rutor Extrême, previsto per il 28 e 29 marzo.
Aperte le iscrizioni al 22° Tour du Rutor Extrême
La marcia di avvicinamento al Tour du Rutor Extrême è cominciata con l’apertura delle iscrizioni.
Per assicurarsi un pettorale bisogna collegarsi al sito dell’evento.
La gara sarà a coppie per il settore assoluto e individuale per le categorie giovanili.
Queste ultime potranno contare su percorsi dedicati.
Le due tappe del 22° Millet Tour du Rutor Extrême
La prima tappa scatterà sabato 28 marzo.
Si partirà dal centro di La Thuile per arrivare a Valgrisenche.
Si tratterà di un tuffo nella storia, con un garone che propone oltre 2400 metri di salita, ricalcando, in parte, l’itinerario del 1933, data della prima edizione del Trofeo del Rutor.
Esattamente come nella passata edizione, è prevista una spettacolare traversata su uno dei ghiacciai più grandi della Valle d’Aosta.
Domenica 29, invece, andrà in scena una tappa con partenza e arrivo da Planaval di Arvier, dove è nato il Tour du Rutor moderno.
L’anello di gara ruoterà attorno allo Château-Blanc.
Il tracciato porterà i concorrenti, dopo avere superato gli alpeggi Orfeuille e Plan-Petet, in vetta a quota 3.422 metri.
Il dislivello positivo della frazione decisiva sarà di 2.300 metri.
Marco Camandona: «Torniamo al passato per assicurare un futuro roseo al Tour du Rutor»
«Rispetto alle ultime edizioni, abbiamo scelto di proporre due giornate di gara per andare incontro alle esigenze di un calendario sempre più inflazionato di eventi nella parte centrale dell’inverno e povero di gare a inizio stagione – spiega Marco Camandona, direttore del Tour du Rutor e presidente de La Grande Course -. La nostra scelta è una sorta di ritorno al passato per garantire un futuro roseo al Tour du Rutor. Mi spiego meglio. Oggi giorno la gente ha sempre meno tempo, possibilità economica e neve per potersi allenare e preparare al meglio una long distance spalmata su più giorni. Con due tappe di questa portata garantiremo comunque agli atleti un’experience in vero stile Tour du Rutor, permettendo a un numero maggiore di concorrenti di partecipare».
(d.p.)

