Codice rosso: attivo a Donnas il centro per uomini violenti
Sociale, violenza di genere
di gazzettamatin il
27/03/2026

Codice rosso: attivo a Donnas il centro per uomini violenti

Il Centro per Uomini Autori di Violenza (Cuav), attivo da marzo,ha già preso in carico 6 persone; si prende in carico uomini autori di violenza domestica e di genere

Codice rosso: attivo a Donnas il centro per uomini violenti.

Il Centro per Uomini Autori di Violenza (Cuav), attivo da marzo,ha già preso in carico 6 persone.

È un servizio specialistico rivolto agli uomini autori di violenza domestica e di genere, finalizzato alla presa di consapevolezza delle condotte violente, alla responsabilizzazione individuale e alla prevenzione della recidiva, attraverso percorsi strutturati di valutazione, trattamento e monitoraggio.

Le priorità

«La priorità resta garantire il supporto e i diritti delle vittime di violenza domestica e di genere – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi -. Il Cuav in questo senso rappresenta uno strumento importante che si incasella nel più ampio sistema regionale di contrasto alla violenza di genere. In questi anni abbiamo costruito un modello integrato che mette in relazione prevenzione, tutela delle vittime e responsabilizzazione degli autori, a partire dalla formazione iniziata nel 2023, proseguendo con la progettazione e la successiva presa in carico degli uomini maltrattanti, sino ad arrivare a oggi con la concretizzazione di questo servizio che è stato pensato e declinato sulle esigenze del nostro territorio».

Codice Rosso

L’attivazione del Centro si inserisce nel quadro normativo nazionale, in particolare nelle misure previste dal cosiddetto “Codice Rosso”, e si affianca agli strumenti già esistenti, come gli ammonimenti del Questore e le misure disposte dall’autorità giudiziaria, offrendo una risposta operativa anche sul versante degli autori di violenza. Il Cuav rappresenta il risultato di un lavoro di rete sviluppato in particolare negli ultimi quattro mesi, che ha portato alla costruzione di un sistema strutturato basato su tre protocolli tra loro integrati.

Il primo definisce il sistema istituzionale integrato tra Regione, Tribunale, Procura, Uiepe, Azienda Usl, Cuav e Centro Antiviolenza (Cav), regolando la valutazione dei percorsi, il monitoraggio degli esiti e la comunicazione delle eventuali violazioni degli obblighi stabiliti dall’autorità giudiziaria.

Gli interventi

Il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Aosta, Manlio D’Ambrosi, ha evidenziato: «Nei procedimenti per violenza domestica e di genere, in particolare nei cosiddetti “codici rossi”, è fondamentale poter contare su percorsi strutturati e verificabili. Il sistema costruito consente non solo l’invio ai percorsi, ma anche il monitoraggio degli esiti e la segnalazione di eventuali inadempienze, rafforzando l’efficacia delle misure giudiziarie».

Il funzionario giudiziario di Presidenza del Tribunale di Aosta, Maria Pia Maiuri, ha dichiarato: «Il Cuav consente l’effettiva attuazione delle disposizioni impartite dall’autorità giudiziaria, in particolare nei casi in cui la frequenza dei percorsi trattamentali è prevista quale obbligo connesso alla sospensione della pena. Il secondo è il protocollo operativo tra Uiepe e Cuav, che disciplina in modo puntuale le modalità di accesso ai percorsi, la presa in carico e il monitoraggio dei casi, sia su invio dell’autorità giudiziaria sia su base volontaria».

Il direttore dell’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe), Antonella Giordano, ha sottolineato: «L’attività del Cuav si inserisce nei programmi di trattamento principalmente nei casi di sospensione condizionale della pena, di esecuzione penale esterna e messa alla prova. Il ruolo dei nostri Uffici è verificare l’effettiva partecipazione ai percorsi e monitorarne l’andamento, trasmettendo all’autorità giudiziaria eventuali violazioni o esiti del percorso, in coerenza con quanto previsto dalla normativa».

La direttrice del Dipartimento strutturale di Area territoriale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, Hélène Imperial ha evidenziato: «Il protocollo prevede un raccordo con il Centro di Salute Mentale, il Ser.D. e l’ambulatorio di prevenzione e trattamento violenza del reparto di Psicologia. Questo consente di integrare il percorso trattamentale con eventuali prese in carico cliniche, nei casi in cui emergano condizioni di disagio psichico, dipendenze o dinamiche relazionali complesse, garantendo un approccio realmente integrato».

Protocollo Zeus

”Il terzo, il cosiddetto “Protocollo Zeus”, disciplina il raccordo tra Questura e Cuav nei casi di ammonimento, prevedendo l’attivazione di percorsi volontari di responsabilizzazione.

Il Questore di Aosta, Gianmaria Sertorio, ha sottolineato: «Con il Protocollo Zeus l’ammonimento del Questore non si esaurisce più in un atto formale, ma diventa l’avvio di un percorso. La possibilità di indirizzare i soggetti ammoniti verso il Cuav consente di intervenire tempestivamente nelle fasi iniziali del rischio, rafforzando l’efficacia della prevenzione.Elemento centrale del modello è il collegamento con il sistema di tutela delle vittime».

La Presidente del Centro Antiviolenza (Cav) di Aosta, Anna Ventriglia, ha dichiarato: «Il protocollo prevede un raccordo strutturato tra Cuav e Centro Antiviolenza, finalizzato alla valutazione del rischio e alla tutela delle vittime. La collaborazione sarà valutata caso per caso, nel rispetto della nostra metodologia e dell’auto determinazione della donna. Questo collegamento è essenziale per garantire che i percorsi rivolti agli autori non siano mai disgiunti dalla sicurezza delle donne e dei minori».

Il funzionamento operativo del Centro è affidato al soggetto gestore specializzato, responsabile della realizzazione dei percorsi trattamentali.

La presidente del Cipm Liguria, soggetto gestore del Centro, Elisabetta Corbucci, ha dichiarato: «I percorsi del Cuav si fondano su un approccio criminologico, che lavora sulla comprensione delle condotte violente, sul riconoscimento della responsabilità e sulla prevenzione della recidiva. Dopo una fase iniziale di valutazione, viene definito un programma trattamentale strutturato, individuale e di gruppo, orientato alla modifica dei modelli relazionali e comportamentali».

(re.aostanews.it)

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