Atlante: Palinodie posa il peso del mondo sulle spalle dello Splendor
Martedì 14 aprile il debutto di "Atlante. Oggi splende il sol", la nuova produzione della compagnia teatrale aostana Palinodie nell'ambito della Saison Culturelle
Luci accese in sala, brusio, arrivano gli ultimi spettatori, chiacchiere: gli attori entrano in scena e sembra stiano sistemando gli ultimi dettagli, ma è già spettacolo.
Siamo tutti nel terminal di un aeroporto, ma nessuno se ne accorge.
Le luci si abbassano e cala il silenzio, è Atlante e, con lo Splendor, per una sera, divide il peso del mondo sulle spalle.
Palinodie, il ritorno alla Saison Culturelle
La compagnia teatrale aostana Palinodie ha debuttato ieri sera, martedì 14 aprile, in un Teatro Splendor quasi completamente esaurito, con il nuovo spettacolo Atlante. Oggi splende il sol, nell’ambito della Saison Culturelle 2025/2026.
Un ritorno per la compagnia della regista Stefania Tagliaferri e della drammaturga e attrice Verdiana Vono nel cartellone della Saison, dove hanno debuttato nel 2018 con Bian o la teoria dei barattoli e sono tornate nel 2021 con Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa.
Atlante. Oggi splende il sol
Nell’aeroporto di Atlante si incrociano storie, sogni, destini e paure.
C’è chi parte per divertimento, chi per salvare vite, chi viaggia per salvare se stessa e chi transita per portare scompiglio.
«Lo spettacolo intreccia diverse fonti: storiche, biografiche, notizie di attualità, ricordi personali, visioni immaginate» spiega la compagnia con didascalie luminose sulla porta al centro della scena, quasi un monolite di kubrickiana memoria.
Tra queste visioni c’è anche quella di Alberto Zanin, cooperante di Emergency dal 2015 al 2024, musicista e già voce degli Iubal, amico d’infanzia della regista Stefania Tagliaferri, il cui incontro, a distanza di anni, ha dato origine allo spettacolo.
Il testo è stato scritto da Verdiana Vono prima del blocco aereo nel Medio Oriente e della più recente guerra in Iran, ma l’attualità entra di prepotenza e alimenta la tensione crescente della messa in scena, perché «c’è sempre una guerra da qualche parte».
Un viaggio teatrale tra privato e pubblico, tra leggerezza e conflitto, che prova a immaginare un atto di coraggio collettivo: indicare una direzione, tendere una freccia verso il sole, e chiedersi se sia ancora possibile reggere il mondo senza esserne schiacciati.
Robin Hood, Vie, Fun e gli altri
Lo spazio dell’aeroporto, un non luogo per eccellenza, grande e dispersivo, con l’avanzare dello spettacolo diventa sempre più stretto, claustrofobico, e costringe i personaggi a una vicinanza, se prima casuale e fortuita, sempre più obbligata.
«Lei è Rbh (Nadia Casamassima), nel mondo si traveste per ingannarlo» si presentano i personaggi dietro la porta metateatrale, teatro d’ombre e luci che regalano un alone di fiabesco e straniante alla scenografia essenziale.
Un personaggio, ispirato a Robin Hood, che ha sempre affascinato la regista Stefania Tagliaferri, che sognava di essere un po’ come lui: quello che fa le cose giuste, un po’ come quel bambino coraggioso, ammirato da lontano, leader tra i compagni. «Alberto per me era quello che faceva le cose giuste. Abbiamo parlato del nostro modo di stare al mondo ed è iniziato così il lavoro sullo spettacolo».
Ci sono poi Vie (Verdiana Vono) che «si fa strada nel mondo a modo suo» con una valigia e un taccuino di poesie; Sun (Zanin) il musicista, il Robin Hood bambino che sente di aver bruciato le tappe della sua vita o della sua carriera; Fun (Andrea Cazzato) che «va a esplorare il mondo» alla ricerca dello small world disneyano che sogna da una vita, ma che alla fine lo spaventa; Sin (Andrea Santantonio) che «ha avuto un’idea» e Zen (Silvia Pietta) che «sta andando a salvare il mondo».
Gli aerei però non partono: con voce e intonazione sempre diverse, l’altoparlante continua ad annunciare ritardi, attese, una tempesta solare, e un’attesa già di per sé lunga (in verità nessuno ci obbliga ad arrivare in aeroporto così presto, svela Vie) si dilata sempre di più.
Le ansie e le nevrosi esplodono insieme alla tempesta solare e di sabbia che copre tutto il corpo, entra nella bocca, penetra nel naso.
Salta la corrente elettrica: fa caldo, è buio, saltano gli schemi.
Per fortuna, però, ad Atlante oggi splende il sol: i voli possono ripartire e i destini si dividono, perché «c’è sempre una guerra da qualche parte, ma oggi non è qui».
(erika david)
