Mango e avocado, in 15 anni in Italia import +420% e +363%
Roma, 15 apr. (askanews) – Mango e Avocado piacciono sempre di più agli italiani. Il nostro Paese è al quinto posto in Europa per importazione di avocado, al settimo per consumo di mango. A dirlo sono i dati anticipati da Fruitimprese in vista di “Mango and Avocado Explosion”, l’evento che a Macfrut fa incontrare l’intera filiera mondiale, dalla produzione alla commercializzazione, con esperienze da quattro Continenti (Brasile, Colombia, Egitto, India, Italia, Kenya, Perù, Repubblica Dominicana). Protagonisti i due prodotti tropicali, “eletti” a simbolo della 43esima edizione della fiera, in programma al Rimini Expo Centre dal 21 al 23 aprile prossimi.
“Ogni anno l’Italia importa 1 milione di tonnellate di frutta tropicale, in maggior parte banane, e ne esporta circa il 10% – spiega Pietro Mauro, direttore di Fruitmprese – In questa statistica i ruoli di mango e avocado hanno visto crescere la propria importanza: negli ultimi 15 anni l’import di mango è aumentato di oltre 5 volte, passando da circa 5.000 tonnellate a oltre 26.000 (+420%). Bene anche l’import di avocado che ha numeri simili passando dalle 14.459 tonnellate del 2011 a oltre 67.000 nel 2025 (+363%)”.
Mauro evidenzia come nell’ultimo decennio sia cambiata la provenienza di questi due prodotti che hanno registrato anche un importante sviluppo delle produzioni nel nostro Paese. “Per il mango negli ultimi 10 anni è cambiata la geografia delle nostre importazioni; dipendono sempre in maniera preponderante dall’Olanda, che funge da hub per tutta l’Europa, tuttavia l’avvento di nuove varietà come la Palmer, con caratteristiche di migliore conservabilità, ha dirottato l’import di questo prodotto dalla commercializzazione per via aerea a quella attraverso nave. Questo ha aperto nuovi scenari: ha fatto scendere il prezzo e favorito il consumo con prospettive per la coltivazione anche nel nostro Paese”.
Diverso il discorso per l’avocado. “I consumi in continua crescita e la ricerca della qualità hanno portato i nostri operatori a rivolgersi sempre di più direttamente ai Paesi produttori, come nel caso del Perù che oggi rappresenta il 20% del prodotto che arriva sulle nostre tavole. Anche in questo caso l’incremento dei consumi e la progressiva tropicalizzazione delle nostre regioni del Sud stanno portando un ottimo sviluppo di questa coltivazione nel nostro Paese. Le quantità sono ancora da prodotto di nicchia, ma la qualità è ottima e alcuni operatori storici della frutta tropicale stanno già investendo in questo senso”.

