Lavoro: previste 6.000 assunzioni fino a giugno, ma trovare personale è sempre più complicato
L'analisi del Sistema informativo Excelsior elaborata dalla Chambre, mostra un mercato del lavoro sempre fortemente stagionale, con la domanda "turistica" che ora è sostituita da quella del settore edile; rimane ormai strutturale la difficoltà nel reperire personale
Lavoro, previste 6.000 assunzioni entro giugno, trainate dall’edilizia, ma la difficoltà nel reperire personale è ormai strutturale.
Sono i principali dati emersi dall’analisi del Sistema informativo Excelsior ed elaborati dalla Chambre Valdôtaine, relativi al fabbisogno delle imprese valdostano, che mostra un mercato del lavoro con una domanda significativa, ma in trasformazione.
Lavoro: 6.000 assunzioni da qui a giugno
Secondo i dati rielaborati dalla Chambre, ad aprile le imprese rossonere prevedono circa 1.080 entrate, che salgono a quasi 6.000 nel trimestre aprile-giugno.
I dati mostrano un confronto interessante con i mesi precedenti, caratterizzati dalle oltre 4.000 assunzioni di dicembre, seguite da una stabilizzazione a gennaio (1.390) e febbraio (1.140), per poi scendere al migliaio di marzo e aprile.
In questi numeri si nota il cambiamento di una domanda comunque legata alla stagionalità, se è vero che nei mesi invernali il turismo giocava la parte del leone con oltre 2.000 ingressi a dicembre, in progressiva riduzione nei mesi successivi.
Qui parte la crescita di edilizia e settore produttive, con l’edile, ad esempio, a passare dalle poche assunzioni di dicembre, per crescere a circa 200 a febbraio, fino a diventare un motore della domanda primaverile.
Lavoro: cambiano le figure richieste
Col variare dei mesi cambiano anche i profili richiesti.
Ad aprile, ad esempio, crescono le figure operative.
Il 39% delle entrate, infatti, riguarda operai specializzati e conduttori di impianti (circa 420 unità), mentre il 36,5% si concentra nelle professioni commerciali e dei servizi (circa 390 unità).
Per le figure di alta specializzazione si parla di circa il 10%.
Inoltre, il 7% della domanda è destinato a laureati, il 67% richiede esperienza specifica.
Oltre il 60% delle entrate è per imprese con meno di 50 dipendenti, mentre il settore dei servizi rappresenta circa il 60% della domanda complessiva (come ormai abitudine).
Lavoro: continua la difficoltà di reperimento di personale
Nell’analisi del Sistema informativo Excelsior sul mercato del lavoro, emerge ancora una volta la difficoltà di reperimento della manodopera.
Ad aprile, oltre il 52% delle posizioni è considerato difficile da coprire, a fronte del 55% dei mesi precedenti.
Il fenomeno è ormai continuo, se è vero che da dicembre ad aprile la quota di profili introvabili non scende mai sotto il 52%, facendone un dato ormai strutturale.
Per quanto riguarda la causa, la principale è proprio la scarsità di candidati disponibili, che incide per oltre il 30% dei casi.
Elemento che, unito alla forte richiesta di esperienza, contribuisce a rendere il mercato sempre più selettivo.
Infine, il 28% delle assunzioni è rivolto agli Under 30, il 22% interessa lavoratori stranieri e il 78% dei contratti è a tempo determinato.
Ancora una volta a conferma della stagionalità del sistema economico regionale.
Lavoro, Sapia: «Problema è trovare persone che lavorino»
Analizza la situazione il presidente della Chambre, Roberto Sapia.
«Questi dati mostrano con chiarezza come il mercato del lavoro valdostano non segua una dinamica lineare, ma si trasformi nel corso dell’anno, accompagnando i cicli economici e stagionali del territorio – spiega il presidente -. Oggi il vero problema non è creare lavoro, ma trovare le persone per farlo. Non siamo di fronte a una semplice difficoltà di reperimento, ma a un fenomeno strutturale che incide direttamente sulla capacità delle imprese di programmare, crescere e investire».
Per provare a intervenire, per Roberto Sapia è «fondamentale disporre di informazioni puntuali e continuative: leggere questi cambiamenti in modo tempestivo significa aiutare imprese e istituzioni ad anticipare i fabbisogni, orientare meglio formazione e politiche attive e intervenire in modo più efficace sulle criticità, a partire dalla disponibilità di personale – conclude -. In questo senso, il patrimonio informativo del sistema camerale rappresenta uno strumento concreto di supporto alle decisioni e allo sviluppo del territorio».
(al.bi.)
