Aosta, rendiconto 2025: l’avanzo scende a 26 milioni, 9,98 milioni quello libero, ma rimangono 43 milioni di crediti
Il sindaco Raffaele Rocco e la presidente di commissione Sara Timpano
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 22/04/2026

Aosta, rendiconto 2025: l’avanzo scende a 26 milioni, 9,98 milioni quello libero, ma rimangono 43 milioni di crediti

Approvato in quarta commissione il documento contabile, «solido e che permette di mantenere i servizi». Servirà il reperimento di nuove forme di finanziamento per gli investimenti dopo il tramonto del Pnrr. «Il 2026 servirà per capire quali grandi progetti portare avanti e come, ma deve cambiare la Legge di riparto»

Un avanzo di amministrazione ridotto a oltre 26 milioni di euro, di cui 9,98 milioni di avanzo libero, con però 43 milioni di euro di residui attivi. Il tutto unito all’immancabile preoccupazione sul futuro delle risorse degli investimenti nel post Pnrr.

Sono i dati principali del rendiconto 2025 del comune di Aosta, approvato in prima battuta dalla quarta commissione presieduta da Sara Timpano (voto contrario della leghista Sylvie Spirli e di Cristina Dattola di Renaissance), in attesa del passaggio in consiglio comunale della prossima settimana.

Rendiconto 2025: «Bilancio solido, salvaguardati i servizi»

Parla di rendiconto, bilancio e situazione economica «solidi» il sindaco di Aosta Raffaele Rocco, evidenziando come non si sia reso necessario «l’incremento delle aliquote locali – dice -. La sfida che ci arriva dal rendiconto è quella di aumentare la capacità di riscossione, essere più puntuali nel programmare la spesa e aumentare la parte di entrate, in particolare in parte corrente, per avere un bilancio più flessibile».

Dal bilancio solido, comunque, «il Comune può proseguire nell’erogazione dei servizi – aggiunge -. Nel 2025 si è risposto in maniera positiva al compito primario, ovvero l’attenzione verso i cittadini. Le relazioni, peraltro, ci consentono di individuare dei colli di bottiglia nell’organizzazione per migliorare la capacità di erogazione e presenza sul territorio».

Rendiconto 2025: i dati

Il primo cittadino snocciola poi i dati principali di un rendiconto che «appartiene alla precedente consiliatura, ma ciò non significa che non debba essere particolarmente attenzionato».

Entrando nei dettagli, l’avanzo di amministrazione totale scende a oltre 26 milioni di euro (era 34,3 milioni nel 2024), con 9,1 milioni di accantonamenti (in buona parte per crediti di dubbia esigibilità), 6,685 milioni accantonati per trasferimenti statali e leggi regionali specifiche, con un avanzo libero di 9,98 milioni.

Il fondo cassa è di 37 milioni di euro, con pagamenti nell’anno per 103 milioni e riscossioni per 90 milioni di euro.

Per quanto riguarda i capitoli «da attenzionare» per il primo cittadino, ci sono 43 milioni di euro di residui attivi (crediti), a fronte comunque di una capacità di riscossione migliorata fino al 60%; 29 milioni i residui passivi.

Rispettati gli equilibri di bilancio, così come gli otto parametri ministeriali che decretano la solidità del documento, il sindaco ha evidenziato «la tempestività nei pagamenti» (14 giorni), ma anche la spesa per il personale, salita nel 2025 a 17,9 milioni di euro, con 4 milioni legati agli arretrati contrattuali (incidenza al 30% sulle spese correnti).

Infine, l’utile di esercizio è di 6,1 milioni di euro, con patrimonio netto di 180 milioni.

Rendiconto 2025: l’analisi

Sugli aspetti più delicati, il primo cittadino analizza poi diversi aspetti.

Per prima cosa, Raffaele Rocco evidenzia come il Comune di Aosta rispetti i tre parametri governativi sugli equilibri di bilancio (risultato di competenza a 7,3 milioni; equilibri a 6,4; equilibrio complessivo a 6,2 milioni) e «questo ci fa dire che siamo messi molto bene nel panorama dei comuni italiani» aggiunge il primo cittadino.

Inoltre, Rocco sottolinea il calo del debito bancario (da 18 a 13,7 milioni), frutto soprattutto dello «spostamento del debito legato al servizio idrico».

Con gli interessi che incidono per lo 0,76% sulle entrate correnti (il limite è del 10%), il Comune ha il 95% delle fatture liquidate entro i termini massimi.

Sul capitolo investimenti, il 2025 ha visto, sull’onda del Pnrr (ma non solo) una vera e propria esplosione, che ha raggiungo i 30 milioni di euro (+68% sul 2024).
Sull’avanzo di amministrazione libero (9,98 milioni di euro) «dovremo fare dei ragionamenti, vanno trasformate in investimenti per far crescere la città» continua il sindaco.

L’eredità «pesante» è legata ai 43 milioni di crediti non riscossi.

«Questo vincola il bilancio – ammette Raffaele Rocco -. Negli obiettivi di performance abbiamo dato indicazioni puntuali sulla gestione. L’ufficio unico di riscossione è stato attivato e vogliamo rafforzarlo ulteriormente».

Rendiconto 2025: il dibattito

Relatrice nel prossimo consiglio comunale, al solito è stata Sylvie Spirli a sollevare alcune criticità.

«Residui attivi e passivi hanno subito un lieve peggioramento, ma è un problema che ci ha accompagnato per l’intera consiliatura – esordisce la consigliera del Carroccio -. Lascia perplessi l’analisi delle entrate correnti, peggiorate del -5,31% sul 2024, nonostante il +13,4% dell’imposta di soggiorno e la crescita di Tari e Irpef».

Spirli è preccupata anche «dall’indice di rigidità della spesa corrente» e dal futuro degli investimenti.

«L’avanzo superava i 40 milioni nel 2022 (21,5 milioni quello libero ndr.) e si è riusciti a spendere, soprattutto per lavori legati al Pnrr – aggiunge Spirli -. Questi finanziamenti, però, stanno terminando, così come Aosta Capitale, e bisogna trovare nuove entrate in conto capitale, altrimenti si rischia una politica di gestione e non di programmazione».

Rendiconto 2025, Rocco: «Progetti avanti per step, Legge di riparto da riformare»

Il sindaco ribatte ed entra ancor più nei dettagli, spiegando come l’aumento dell’imposta di soggiorno sia dovuto «al boom turistico degli ultimi due anni, ma anche all’emersione delle case vacanza» e si concentra sull’avanzo.

«La riduzione è buona o cattiva a seconda dei punti di vista – aggiunge Rocco -. Credo sia un indice su cui lavorare, perché consente di avere risorse quando si programma, senza aspettare la fine dell’anno».

Sugli investimenti, la fine del Pnrr è un momento delicato.

«Il Governo nazionale si sta muovendo per nuovi programmi, sostenendo anche progetti Pnrr non completati, per il resto dovremo programmare gli investimenti nel quinquennio anche con fondi regionali e statali – sviscera il sindaco -. Ci stiamo muovendo con la Regione, affinché la politica di “gestione” non sia il non fare, ma aumenti l’attrattività della città».

Sul tavolo ci sono grandi progetti e nei prossimi mesi si giocherà la partita decisiva.

«Ci sono alcuni progetti divisivi, come piazza della Repubblica, mercato coperto e Parco Puchoz – sottolinea il sindaco -. Noi dobbiamo capire quali possano essere mandati avanti e con che contenuti. Nel 2026 analizzeremo tutti i progetti e capiremo la forma definitiva, magari capendo anche se si possa procedere per step. Noi vogliamo comunque la condivisione col territorio, per poi capire quali finanziamenti siano disponibili».

Poi, la stilettata.

«La crescita di indebitamento dovrà essere valutata in termini di sostenibilità futura – conclude il primo cittadino -, ma prima di tutto bisogna mettere mano alla Legge di riparto, nata 30 anni fa e non più rispondente alle esigenze dei Comuni».

(alessandro bianchet)

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