Chiusura gallerie di Sorreley e Signayes: i lavori costeranno 40 milioni e dureranno 370 giorni
La Sav dà finalmente comunicazioni ufficiali in merito al maxi lavoro che partirà giovedì 11 giugno e porterà notevoli disagi a tutta la viabilità della Plaine; inizialmente il tempo previsto era di 494 giorni. Sul progetto, però, c'è la spada di Damocle della richiesta, da parte della Protezione civile, di «una valutazione tecnica indipendente»
Dopo le numerose polemiche, ora c’è la definitiva ufficialità della Sav: le gallerie Côte de Sorreley (4.725 metri) e Signayes (2.044 metri) chiuderanno l’11 giugno, i lavori dureranno 370 giorni e costeranno 40 milioni di euro.
Dopo le levate di scudi dei sindaci di Aosta e della valle del Gran San Bernardo, lunedì nel comitato operativo per la viabilità erano arrivate le prime risposte, ma ora la concessionaria della tratta autostradale A5 Quincinetto – Aosta Ovest e del raccordo A5-SS27 del Gran San Bernardo, mette tutti i puntini sulle i.
Chiusura gallerie Côte de Sorreley e Signayes, i dettagli
Secondo quanto comunicato in una nota dalla Sav, l’intervento da 40 milioni di euro si è reso necessario, come già scritto più volte, dal rispetto dei requisiti previsti nel dl 264/2006, seguito ad alcuni incidenti in galleria negli anni ’90 e 2000.
Gli elevanti standard di sicurezza da implementare in gallerie più lunghe di 500 metri, devono essere completati entro il 2027.
Per quanto riguarda gli interventi, secondo Sav «richiedono forzatamente l’occupazione integrale della sede stradale» e riguardano «lo smantellamento totale dei vecchi impianti, importanti scavi nei piedritti e sotto la piattaforma stradale per l’intera lunghezza delle gallerie e l’installazione di migliaia di nuovi apparati».
In base a quanto spiega la concessionaria, «essendo gallerie a fornice unico, la complessità strutturale e impiantistica di tali lavorazioni risulta totalmente incompatibile ad assicurare le imprescindibili condizioni di sicurezza necessarie per la circolazione veicolare».
Così, come spiegato anche al comitato operativo per la viabilità, «la chiusura totale del raccordo è risultata l’unica soluzione tecnicamente praticabile per operare in sicurezza e garantire la trasformazione integrale dell’opera – spiega ancora Sav -. Una prima disamina dell’impatto sulla viabilità alternativa è stata effettuata in seno al Comitato Operativo per la Viabilità, sulla base dei dati di traffico mensili ed orari resi disponibili da SAV e relativi all’ultima annualità 2025».
Gallerie Côte de Sorreley e Signayes: «Lavorazioni dureranno 370 giorni»
Sav si dice «consapevole dell’impatto sul territorio» e per questo ha «posto come priorità assoluta l’ottimizzazione dei tempi», tradotta in «lavorazioni previste h24, sette giorni su sette», così da ridurre di 124 giorni le stime iniziali, che parlavano di 494 giorni di lavori, contro i 370 necessari ora.
La chiusura è prevista, come anticipato da Gazzetta Matin, per giovedì 11 giugno «data individuata per non interferire sul 2026 con il calendario scolastico, con la tappa valdostana del Giro d’Italia e le festività primaverili».
La “restitution” è prevista per il giugno 2027, così da «evitare la sovrapposizione con la prossima chiusura prolungata del Traforo del Monte Bianco, programmata per l’autunno 2027».
Secondo quanto comunicato da Sav, le gallerie disporranno poi di impianti di sicurezza totalmene ammodernati e consistenti in:
▪ Sicurezza attiva: 127 telecamere con tecnologia di detezione automatica degli eventi e 186 nicchie di emergenza
▪ Impiantistica: 2.942 nuovi corpi illuminanti, 49 ventilatori assiali per il controllo della propagazione dei fumi, 737 km di cavi, 116 quadri elettrici, 34 km di passerelle portacavi
▪ Telecontrollo: 125 km di cavi in fibra ottica per il monitoraggio remoto di circa 20.000 parametri degli impianti di sicurezza
▪ Infrastruttura: 64.000 mq di nuova pavimentazione stradale e 45 km di tubazioni sotterranee.
Protezione civile: necessaria una valutazione tecnica indipendente»
Ma tutto questo, secondo quanto appreso, sembrerebbe quasi un voler forzare la mano da parte di Sav.
A seguito del comitato operativo per la viabilità della Valle d’Aosta, infatti, il capo della Protezione civile, Valerio Segor, ha inviato a Sav una richiesta ufficiale in cui si «ritiene necessario acquisire un vostro ulteriore approfondimento tecnico».
Nel documento, la Protezione civile regionale, infatti, chiede alla concessionaria di «procedere a una valutazione tecnica indipendente, finalizzata a verificare se le soluzioni tecniche e operative attualmente previste per l’esecuzione delle lavorazioni costituiscano effettivamente le uniche e più idonee opzioni».
Per la Protezione civile, «l’analisi dovrà essere condotta nel rispetto dei tempi imposti dagli adeguamenti normativi, ma tenendo in debita considerazione la necessità prioritaria di limitare, per quanto possibile, l’indisponibilità al transito di un’infrastruttura viaria di rilevanza strategica e per tutelare al massimo le esigenze di fluidità del traffico nelle zone di impatto oltre a non stressare oltremodo aspetti legati alla sicurezza così come a pregiudicare il traffico turistico e commerciale da e verso la Valle del Gran San Bernardo».
In base a quanto richiesto da Valerio Segor, poi la «valutazione dovrà esaminare in modo esplicito l’eventuale percorribilità di soluzioni alternative o integrative che consentano forme di parziale fruizione dell’asse viario durante l’esecuzione dei lavori, evidenziandone vincoli, benefici e impatti comparativi rispetto alle soluzioni attualmente ipotizzate».
Tale riscontro, per la Protezione civile, è da «intendersi quale elemento necessario per consentire alle autorità locali e al Cov di completare le ulteriori valutazioni di rispettiva competenza».
Infine, la richiesta di riscontro «entro il 15 maggio».
(al.bi.)
