Africa, Modavi: Terzo Settore strategico per successo del Piano Mattei
Milano, 28 apr. (askanews) – Il Piano Mattei come leva strategica per il posizionamento internazionale dell’Italia e il Terzo Settore come elemento decisivo per trasformare la visione in risultati concreti. È questo il messaggio emerso nel corso dell’incontro “Enrico Mattei: cooperazione internazionale, Africa e nuove generazioni”, promosso da Modavi presso la Sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in occasione del 120° anniversario della nascita di Enrico Mattei.
L’evento, realizzato nell’ambito del progetto cofinanziato dal Ministro per lo Sport e i Giovani attraverso la Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale, ha segnato l’avvio di un percorso più ampio che coinvolgerà atenei italiani e territori, con l’obiettivo di approfondire il ruolo dell’Italia nella cooperazione internazionale e le prospettive aperte dal Piano Mattei.
Ad aprire i lavori è stato il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, che ha evidenziato il valore del Piano Mattei come strumento di cooperazione capace di coinvolgere attivamente le nuove generazioni, sottolineando il ruolo dello sport e delle politiche giovanili nella costruzione di relazioni tra comunità e territori, coniugando lo sviluppo economico con la generazione di valore reale per tutte le Nazioni coinvolte. Un approccio improntato al bene che crea bene mettendo sempre la persona al centro. Il Ministro Abodi ha poi sottolineato la centralità di realtà come Modavi e del Terzo Settore tout-court per la concretizzazione del Piano Mattei sui territori.
Il Presidente del Modavi Francesco Piemonte ha posto l’accento sulla dimensione operativa del Piano: “Il Piano Mattei rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, ma perché si traduca in risultati concreti servono soggetti capaci di lavorare sui territori, coinvolgere le comunità e garantire continuità. Il Terzo Settore è una leva strategica per il successo del Piano Mattei”. Piemonte ha poi illustrato l’attività di Modavi nell’ambito della cooperazione internazionale, un’esperienza ormai ventennale che vede progetti in essere in diverse nazioni, tra cui il Kenya, dove Modavi ha una propria sede operativa.
Nel primo panel, dedicato al passaggio dalla visione di Enrico Mattei al Piano Mattei, Barbara Mineo, Responsabile Local Development Programs & Corporations di Eni, ha richiamato l’attualità del modello matteiiano, evidenziando come la cooperazione basata su interesse reciproco e sviluppo condiviso rappresenti ancora oggi un elemento centrale nei progetti internazionali. In particolare, la rappresentante di Eni si è soffermata sull’approccio dual-flag impostato da Enrico Mattei improntato, cioè, sul superamento delle logiche figlie del colonialismo e sul rapporto tra pari con i partner africani. Infine, Mineo ha sottolineato la trasposizione di questo approccio nell’operato di Eni in tutti i 60 Paesi in cui è presente.
Alessandro Zehentner, Presidente di Snam e Fondazione Snam, ha sottolineato l’importanza di integrare infrastrutture e impatto sociale, anche attraverso le attività della Fondazione Snam, come leva per uno sviluppo sostenibile dei territori: un modello virtuoso replicabile anche all’estero anche in partnership con Enti di Terzo Settore. Lorenzo Ortona, Coordinatore Vicario della Struttura di missione per il Piano Mattei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha indicato tra le priorità del Piano la necessità di una governance efficace e coordinata, evidenziando come la capacità di esecuzione rappresenti il vero banco di prova. Nel suo intervento, Ortona ha rappresentato in modo estremamente efficace ogni substrato della fittissima rete organizzativa che intreccia tutti i livelli: istituzioni, imprese e attori locali.
Il secondo panel ha posto al centro il ruolo delle nuove generazioni. Federica Celestini Campanari, Presidente dell’Agenzia Italiana per la Gioventù, ha ribadito la necessità di costruire percorsi strutturati capaci di rendere i giovani protagonisti delle politiche di cooperazione internazionale, sottolineando come proprio i giovani – per l’assenza di sovrastrutture e pregiudizi – possano rivelarsi come il vero valore aggiunto per un progetto ambizioso come il Piano Mattei. Sulla stessa linea Leonardo Samà, Segretario Generale del Consiglio Nazionale Giovani, che ha evidenziato il passaggio da giovani destinatari a attori di sviluppo, sottolineando il ruolo della partecipazione e della diplomazia dal basso.
Massimiliano Montini, dell’Università di Siena, ha approfondito le sinergie tra il Piano Mattei e il Global Gateway europeo, affermando convintamente che l’eredità di Enrico Mattei rappresenti il cuore delle politiche sulla cooperazione internazionale portate avanti dall’Unione Europea. Dal canto suo, Paolo Piciocchi, dell’Università di Salerno, ha richiamato il peso delle interdipendenze economiche tra Europa e Africa e la necessità di costruire nuove traiettorie di sviluppo più equilibrate e basate su una sempre maggiore predisposizione alla comunicazione e alla conoscenza reciproca, come modalità imprescindibile per conoscere i nostri interlocutori e ottenere risultati concreti.
Raffaele Marchetti, dell’Università LUISS Guido Carli, ha infine offerto una lettura geopolitica, evidenziando l’attualità della visione di Enrico Mattei e il ruolo di Africa e Mediterraneo come spazio strategico condiviso, anche in un’ottica di sovranità energetica e della riaffermazione della matrice identitaria italiana, la cui vocazione guarda al Mediterraneo. Contesto nel quale, ha chiuso Marchetti, l’Italia può giocare un ruolo da protagonista nel Vecchio Continente.
In chiusura, il Presidente Modavi Francesco Piemonte ha ribadito che “il Piano Mattei può rappresentare una svolta, ma solo se sarà in grado di generare impatto reale. Il Terzo Settore, per la sua capacità di radicamento e di intervento sui territori, è uno degli attori chiave per trasformare questa strategia in sviluppo concreto”.
Alessandro Nardone, Responsabile Comunicazione Modavi, ha quindi chiuso i lavori sottolineando che “Enrico Mattei ebbe il coraggio di sfidare ordini precostituiti invertendo il paradigma. Riuscì in un intento così alto perché credeva fermamente che l’Italia potesse conquistare l’indipendenza energetica, che l’Eni avesse le potenzialità per competere con le “Sette sorelle” e che i partner africani dovessero essere trattati con pari dignità. Il Governo Meloni si muove su questa linea con il Piano Mattei: una scelta strategica che rafforza l’Italia, in cui il Terzo Settore si conferma un fattore determinante”.
Dal confronto è emersa con chiarezza la necessità di un approccio integrato, capace di mettere insieme visione istituzionale, capacità industriale e radicamento territoriale, con il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni.
