Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, un ponte lungo un decennio
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di Administrator admin  
il 29/04/2026

Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, un ponte lungo un decennio

Roma, 29 apr. (askanews) – Con la sua decima edizione, svoltasi a Bari e Lecce lo scorso novembre, il Forum of Mediterranean Women Journalists (FMWJ) ha aperto una nuova fase. Fondato nel 2016 dalla professoressa Marilù Mastrogiovanni e organizzato dall’APS Giornaliste del Mediterraneo, il Forum ha percorso una traiettoria che pochi avrebbero immaginato: da meeting annuale per addette ai lavori, a infrastruttura stabile di cooperazione euro-mediterranea, capace di connettere centinaia di giornaliste, attiviste, ricercatrici accademiche e rappresentanti di Istituzioni impegnate nella difesa dei diritti umani, nella libertà di stampa e nel contrasto alle disuguaglianze di genere. Ora, mentre si lavora all’undicesima edizione, è il momento di capire dove l’evento vuole arrivare.

Dieci anni di presenze, voci e reti internazionali. Fare il bilancio di un decennio di Forum – si sottolinea in un comunicato – significa prima di tutto raccontare le oltre 400 relatrici internazionali di alto profilo che, anno dopo anno, hanno attraversato l’aula magna dell’Università di Bari e delle altre prestigiose sedi pugliesi per portare la propria testimonianza, ricerca, impegno. Croniste di guerra, esperte di geopolitica, corrispondenti estere, studiose di genere e media, diplomatiche, rappresentanti di organismi internazionali come UNESCO, Amnesty International, Reporters Without Borders, UNHCR o Anna Lindh Foundation. Una costellazione di voci che ha fatto del Forum delle Giornaliste del Mediterraneo una delle principali piattaforme italiane di alta formazione sulla libertà di stampa in prospettiva di genere.

Per limitarci all’ultima edizione, spicca la partecipazione dell’Ambasciatrice di Palestina in Italia di Mona Abu Amara, accolta dal Rettore Roberto Bellotti e dal Presidente Michele Emiliano nella sua ultima uscita pubblica come presidente della Regione Puglia, il 25 novembre 2025.

L’evento si articola in panel tematici che integrano sessioni accademiche interdisciplinari, attività formative accreditate (sia con crediti deontologici per i giornalisti che con CFU per studenti e dottorandi), networking, produzione documentale di protocolli d’intesa o position paper, e disseminazione digitale attraverso streaming e archiviazione online. Un format pensato per non essere soltanto un convegno, ma uno spazio di elaborazione collettiva e di trasferimento di competenze, aperto a professioniste dell’informazione, ricercatrici, studentesse, praticanti e cittadine attive.

Anche la rete di istituzioni nazionali è di alto livello, con relazioni formalizzate con le due Università pugliese, l’Ordine dei Giornalisti, FNSI, Ossigeno per l’Informazione, Articolo 21, Associazione Giulia Giornaliste, Usigrai, Accademia della Crusca, e molti altri prestigiosi soggetti.

Sul piano progettuale, il decennio ha visto il Forum protagonista di importanti finanziamenti europei e nazionali: dal progetto CERV-DAPHNE di ActionAid, al programma CREA CROSS 2022 JOURPART con il progetto “XQ the Why of the News”, fino alle iniziative sostenute dal MAECI e dalla Regione Puglia. Ogni progetto ha lasciato strumenti concreti: moduli formativi, monitoraggi, raccomandazioni operative, reti di partenariato che sopravvivono alla conclusione dei finanziamenti.

Il Forum che verrà: un network informale, un centro di formazione. Se il primo decennio ha costruito le fondamenta, nel secondo si vuole edificare un network orizzontale dell’area euro-mediterranea che colleghi stabilmente giornaliste, attiviste, accademiche, ricercatrici e insegnanti, trasformando il momento annuale in un flusso continuo di scambi, collaborazioni e produzioni culturali. Un’infrastruttura leggera ma solida, radicata nei territori e proiettata verso l’Europa e il Mediterraneo.

Parallelamente, l’APS GIORNALISTE DEL MEDITERRANEO si consolida come un Centro di formazione specializzato nel contrasto alle discriminazioni di genere, all’hate speech e alle fake news, con attività di ricerca-formazione rivolte a docenti e dirigenti scolastici; campagne social coprogettate con le scuole per riconoscere e smascherare stereotipi e discriminazioni di genere: tutte attività che stiamo ultimando nell’ambito del “Bando NORA”, per il quale stiamo implementando un’idea particolarmente innovativa: usare delle campagne di comunicazione come strumento pedagogico.

Partendo dall’assunto che le vittime di stereotipi e discriminazioni di genere sono tanto le donne quanto gli uomini – perché entrambi sono ingabbiati in ruoli sociali imposti fin dall’infanzia – la campagna mira a sensibilizzare entrambi i generi, creando le condizioni per una decostruzione intersezionale dei ruoli stereotipati. In questo modo, l’educazione ai media diventa educazione alla cittadinanza critica.

Il secondo decennio del FMWJ si è aperto all’interno di un quadro europeo del progetto MED – MEdia Roots for Democracy, che rafforza il Forum come hub transnazionale di confronto e disseminazione, all’interno del quadro teorico-metodologico della prospettiva decoloniale e intersezionale.

La missione del Forum, sintetizzata nel principio “creare ponti, abbattere muri”, non è uno slogan, ma un programma. Un programma che nei prossimi dieci anni – conclude la nota – si propone di rafforzare il rapporto tra informazione, diritti e democrazia, contribuendo a costruire uno spazio pubblico più consapevole, più equo, capace di dare voce a chi è stato sistematicamente marginalizzato. Perché, come ricorda il Forum, non c’è democrazia se non è paritaria.

[Da evento internazionale a network permanente su formazione, advocacy e produzione culturale|PN_20260429_00105|sp47| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/04/20260429_132239_527083D6.jpg |29/04/2026 13:22:55|Forum delle Giornaliste del Mediterraneo, un ponte lungo un decennio|Cultura|Cronaca, Info e Imprese]

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