Aosta, approvato il rendiconto 2025 con il voto di Avs; bocciate le 8 mozioni della minoranza
Il consiglio comunale fiume ha visto l'approvazione del documento contabile riferito in gran parte alla precedente legislatura. Delle otto iniziative collegate presentate dalle minoranze, nemmeno una porta la firma di Forza Italia. Il sindaco Raffaele Rocco lancia però l'allarme: «Solo con le entrate tributarie si rischia di non riuscire a finanziare nuove opere, riuscendo al massimo a mantenere l'esistente»
È arrivato anche il voto favorevole di Avs, oltre a quello della maggioranza, per approvare il rendiconto 2025 del Comune di Aosta.
Il resto della minoranza (esclusa Forza Italia, che non ha presentato o sottoscritto alcunché), dopo essersi vista rispedire al mittente le otto mozioni collegate, ha deciso di astenersi.
Su tutto, rimane la dichiarazione conclusiva del sindaco che, al termine di un’intera giornata di dibattiti, ha confermato — come già fatto in commissione — la solidità del documento, sottolineando però un aspetto importante.
«Dal punto di vista degli investimenti il Comune è debole, dopo due anni “drogati” dal Pnrr per merito della giunta precedente che ha saputo intercettare i fondi — dichiara il primo cittadino —. Avremo tanti cantieri, spero di riuscire a lasciare molti progetti in corso di realizzazione, ma sarà difficile se non risolviamo la questione delle risorse; solo con le entrate tributarie si rischia di non riuscire a finanziare nuove opere, riuscendo al massimo a mantenere l’esistente».
I dati del rendiconto
Partiamo dai dati del rendiconto, già ampiamente diffusi da Gazzetta Matin.
Il documento vede un avanzo di amministrazione scendere a oltre 26 milioni di euro (era di 34,3 milioni nel 2024), con 9,1 milioni di accantonamenti (in buona parte per crediti di dubbia esigibilità), 6,685 milioni accantonati per trasferimenti statali e leggi regionali specifiche, e un avanzo libero di 9,98 milioni.
Il fondo cassa è di 37 milioni di euro, con pagamenti nell’anno per 103 milioni e riscossioni per 90 milioni.
Per quanto riguarda i capitoli “delicati”, ci sono 43 milioni di euro di residui attivi (crediti), a fronte comunque di una capacità di riscossione migliorata fino al 60%; i residui passivi ammontano invece a 29 milioni.
Rispettati gli equilibri di bilancio, così come gli otto parametri ministeriali che decretano la solidità del documento.
I pagamenti avvengono in media in 14 giorni, mentre la spesa per il personale è salita a 17,9 milioni di euro, con 4 milioni legati agli arretrati contrattuali (incidenza al 30% sulle spese correnti).
L’utile di esercizio è di 6,1 milioni di euro, con un patrimonio netto di 180 milioni.
Rendiconto: la relazione di maggioranza
Per la maggioranza, la relazione è stata affidata al capogruppo del Pd, Paolo Tripodi, il quale ha ricordato come il documento, in gran parte, «riporti le scelte della passata amministrazione, che rivendico, e solo in minima parte quelle della nuova maggioranza».
La situazione ereditata è «piuttosto prudente e oculata, incentrata al mantenimento dei servizi essenziali, ma contiene anche scelte coraggiose sugli investimenti — ha illustrato Tripodi —. Abbiamo una base solida da cui partire e un ente sano dal punto di vista finanziario».
Per quanto riguarda i vari obiettivi, Tripodi ha ricordato, in materia di turismo ed eventi, «la collaborazione costante con l’amministrazione regionale e le associazioni di categoria», unite alla continua ricerca di sponsorizzazioni e alla promozione di azioni «che hanno favorito le frazioni». Sul mercato coperto, «sono emerse idee progettuali», ma soprattutto si è realizzato un «volano per la filiera agricola».
Nell’ambito “Città sostenibile”, Tripodi ha citato il Pums e la conclusione dei lavori per la pista ciclabile, mentre per “Aosta da abitare” ha sottolineato «lo spedito recupero e la valorizzazione dei quartieri, con l’inizio dell’abbattimento dei grattacieli» e le operazioni sul Quartiere Dora.
Prorogata la gestione dei tennis di via Mazzini, il capogruppo ha poi ricordato l’incremento della videosorveglianza «soprattutto in alcune zone del Quartiere Cogne» e nei dintorni del Parco Lussu.
“Aosta per tutti” ha visto in particolare l’inaugurazione del nuovo nido del Quartiere Dora e il «rafforzamento dell’offerta di Plus».
Infine, l’ambito “Aosta innovativa, trasparente ed efficiente” ha rappresentato la «parte dietro le quinte, relativa alla digitalizzazione e all’informatizzazione dei programmi dell’ente, nonché il rafforzamento dell’Ufficio unico delle riscossioni».
Rendiconto: la relazione della minoranza
A relazionare per la minoranza è stata la leghista Sylvie Spirli, che ha tenuto a sottolineare come i prossimi anni «saranno decisivi per lo sviluppo della Capitale dell’Autonomia, per la quale non basterà più fare una mera lista della spesa, ma una lista di priorità che salvaguardino l’autonomia finanziaria dell’ente».
Spirli ha evidenziato come, alla luce del «divario emerso tra gli indirizzi di governo del 2020 e la realtà priva di visioni strategiche», serva ora «un cambio di rotta, per evitare di ritrovarci a parlare tra 12 mesi di un bilancio che non c’è».
Passando ai dati, ha fatto un paragone con gli ultimi rendiconti: «Urge avviare iniziative per migliorare la gestione dei residui, visto che i dati sono leggermente peggiorati. Si è dimostrata ancora una volta la lentezza nella riscossione e non basta l’Ufficio unico».
Sul lato entrate, Spirli ha denunciato il crollo delle entrate extratributarie, «che segnano il record negativo del -33,48%, in calo di circa 5,5 milioni di euro», mentre sul lato uscite si è soffermata sullo scostamento di circa «63 milioni di euro» rispetto alle previsioni.
Ha poi ribadito il problema delle poche risorse per gli investimenti post-Pnrr, spiegando la necessità di «visioni più pragmatiche e meno ideologiche».
Su progetti come il Puchoz o la scuola San Francesco, ha lamentato il mancato reperimento di fondi.
Non è mancata una stoccata alla Regione.
«A oggi non ci sono finanziamenti. Mi auguro che le interlocuzioni portino benefici, visto l’avanzo di amministrazione “monstre” regionale da oltre 277 milioni. Questi fondi devono essere usati per gli investimenti della finanza locale su scuole e infrastrutture».
Rendiconto: le mozioni collegate
La giornata ha visto l’astensione della maggioranza su tutte e otto le mozioni collegate presentate da Avs e dal resto della minoranza (esclusa Forza Italia).
Le iniziative chiedevano interventi sugli scostamenti tra bilancio previsionale e impegni assunti, l’utilizzo dell’avanzo (Avs chiedeva impegni su transizione ecologica e politiche abitative), attenzione alla qualità dei crediti e finanziamenti per il commercio di vicinato.
In materia di personale, il sindaco Raffaele Rocco ha tagliato corto.
«I soldi accantonati sono stati 4 milioni nel 2024 e un milione all’anno per il prossimo triennio su indicazione del Corecop».
Sulle incongruenze tra previsioni e stanziamenti, ha spiegato.
«Con la contabilità armonizzata, l’investimento può essere programmato in diverse modalità senza tradursi immediatamente in impegno di spesa. Dobbiamo migliorare il monitoraggio e lavorare su cronoprogrammi realistici».
Sulla riscossione, Rocco ha confermato la volontà di «affinare la capacità di recupero – ha detto -. La Giunta ha individuato gli obiettivi per l’Area A2, puntando a ottimizzare il recupero dei crediti tributari. Dal 2027 ci saranno miglioramenti».
Sul fondo crediti di dubbia esigibilità (7,9 milioni), ha ammesso.
«Abbiamo tenuto un atteggiamento prudente per garantire maggior tutela all’ente».
Sull’uso dell’avanzo di amministrazione, il sindaco ha precisato che i 10 milioni liberi «non sono un tesoretto, ma vanno utilizzati nel rispetto della sostenibilità pluriennale – ha concluso -. Sostegno agli affitti e assistenza domiciliare non possono essere finanziati stabilmente con risorse una tantum. Sicuramente la riduzione dei mutui potrebbe essere un passo per liberare risorse vincolate».
Il dibattito
Giuseppe Manuel Cipollone
Nell’eterno dibattito (unito alle dichiarazioni di voto), Giuseppe Manuel Cipollone (Fratelli d’Italia) ha sottolineato l’utilizzo di risorse non vincolate «per progetti che non hanno valorizzato il Comune» e sottolineato come in materia di residui «le stiamo dando del credito signor sindaco – ha aggiunto -. Non sarebbe corretto imputarle delle responsabilità e il fatto che si sia tenuto le deleghe al bilancio testimonia che non si fida dei partiti da cui viene sostenuto».
In tema di continuità, poi, Cipollone ha dato a Rocco la “possibilità” di non rivelarsi «un maquillage di Nuti» astenendosi sul rendiconto e differenziandosi dai «pretoriani del rendiconto».
«Lei è l’elemento di rottura – ha chiuso -. Lei ha già dimostrato a titolo personale la discontinuità».
Giovanni Girardini (capogruppo di Renaissance) ha puntato il dito su tanti aspetti sparsi, riassumendo il tutto con un «votiamo convintamente contro» ha detto.
L’attacco è andato su più fronti, da un sostegno della rete tecnologica e della digitalizzazione che ha visto i programmi «comprati da Maggioli, nonostante diamo 2 milioni di euro all’anno a Inva», al sostegno ai cittadini deboli, per i quali «non esiste nemmeno un timbro in brail per la scheda elettorale delle persone non vedenti», fino ad arrivare al concetto di economia circolare «solo perché abbiamo ceduto l’acquedotto a Sev», per poi puntare contro la valorizzazione del collegamento Aosta-Pila.
«Qui ci prendete in giro – ha esclamato -. Per ascoltare i sindaci di Charvensod e Gressan non ci voleva un luminare. Parliamo da 25 anni di superare la ferrovia e ancora tutto tace».
Katya Foletto
Katya Foletto (Avs) ha votato a favore, visto che «abbiamo sostenuto la maggioranza in questo ballotaggio, pur non facendone parte in modo organico» e perché «il movimento ha fatto parte della Giunta precedente».
Foletto ha espresso anche delle contrarietà.
Intanto, la paura della troppa «discontinuità con la Giunta Nuti, con cui abbiamo già visto delle divergenze».
Inoltre, Foletto avrebbe voluto «maggiore disponibilità nel definire la destinazione dei 10 milioni di avanzo», fino a concentrarsi sui giovani.
«Ci vogliono politiche giovanili strutturate – ha evidenziato -, non si può pensare di farle solo all’insegna del divertimento».
Il sindaco
A tirare le fila, dopo i commenti dei vari movimenti della maggioranza, il sindaco Raffaele Rocco.
«Siamo partiti dal presupposto che presentiamo il documento di un’altra legislatura e che deve essere un punto di partenza e non di arrivo – ha esordito -. Abbiamo evidenziato con onestà intellettuale le criticità, perché siamo convinti che il rendiconto fornisca elementi di attenzione da mettere in atto nel corso dei prossimi anni».
Rocco ha poi confermato la debolezza dal punto di vista degli investimeti, ma ha anche stigmatizzato la «demonizzazione dell’esternalizzazione di servizi, il modo più rapido per renderli disponibili, perché un Comune con netturbini e bidelli non tornerà più».
Raffaele Rocco ha poi replicato a Giovanni Girardini.
«Assurdo polemizzare su questi esempi, sono cose che tutti conosciamo e su cui stiamo tentando di mettere mano – ha aggiunto -. Fare l’elenco dei puntui della precedente legislatura serve per riempire 20 minuti, ma non è il programma di questa maggioranza. Gli obiettivi sono in parte ripresi, ma siamo persone diverse, con atteggiamento diverso e spartito diverso. Il prossimo anno la discussione sarà molto differente, avremo questioni già avviate e potremo portare esempi di cose già fatte, sperando che a dicemebre si possa portare un bilancio con risorse che servano a garantire servizi e qualità della vita».
(alessandro bianchet)
