Mancato adeguamento delle tariffe per l’intramoenia: presunto danno erariale da 1,4 milioni di euro, in 25 a giudizio
L'udienza è fissata il 23 settembre; gli accertamenti sono stati condotti dalla guardia di finanza
25 persone convenute a giudizio e un presunto danno erariale da 1,4 milioni di euro. È questo il bilancio dell’indagine della procura della corte dei conti della Valle d’Aosta, che ha messo sotto la lente d’ingrandimento il mancato adeguamento delle tariffe per l’intramoenia nel periodo dal 2019 al 2021. L’udienza è in programma il 23 settembre.
Il presunto danno erariale
A novembre erano stati notificati gli inviti a dedurre.
L’indagine della guarda di finanza aveva evidenziato disavanzi a partire dal 2014. Per gli esercizi fino al 2018 è già intervenuta la prescrizione. «A nostro avviso – ha detto il procuratore Quirino Lorelli in conferenza stama -, se si fosse fatto il lavoro del 2022 negli anni prima si sarebbero risparmiati parecchi milioni di disavanzi».
Per il magistrato contabile, se è vero che il bilancio complessivo dell’azienda sanitaria è in utile, «per coprire quei disavanzi sono state utilizzate risorse che potevano essere destinate ad altro».
L’attività A.L.P.I. è consentitta dal legislatore, a condizione che non comporti incremento delle liste d’attesa; non pregiudichi i fini istituzionali del sistema sanitario; non contrasti o pregiudichi gli obiettivi aziendali; non comporti per il dipendente una produttività superiore a quella assicurata per l’attività istituzionale.Inoltre, le prestazioni non devono generare disavanzi. Nel 2019, il disavanzo è stato di 498.226,81 euro, nel 2020 di 882.558 euro, mentre per il 2021 di 32.414,50 euro. Dal 2022, l’attività di intramoenia è stata in utile.
Le cifre
Il 40% del presunto danno erariale è contestato ai direttori generali e ai commissari dell’azienda sanitaria, in misura proporzionale alla durata in carica; 5% a carico dei direttori amministrativi proporzionalmente alla durata in carica; 15% a carico del dirigente responsabile pro-tempore della struttura complessa Programmazione, Bilancio e controllo di gestione; 15% a carico dei componenti del collegio sindacale, quota ripartita in pari misura internamente all’organo collegiale e proporzionalmente alla durata in carica; infine, un ulteriore 15% a carico dei componenti del nucleo interno di vigilanza, quota ripartita in pari misura internamente all’organo collegiale e proporzionalmente alla durata in carica.
Le contestazioni
La procura contabile guidata dal procuratore Quirino Lorelli contesta il mancato adeguamento delle tariffe, non adeguato all’aumento dei costi.
«Le condotte poste in essere – si legge in una nota – hanno avuto tutte natura omissiva essendo state tralasciate quelle doverose attività di monitoraggio e controllo dell’andamento della contabilità separata LPI che avrebbero dovuto condurre ad avviare il procedimento di revisione delle tariffe, anche questo normato in maniera puntuale dalla legislazione statale e regionale, dagli atti aziendali e dal regolamento ALPI».
Notizia in aggiornamento
(t.p.)
