Forum ATRI 2026: il Travel Retail in Italia
Roma, 30 apr. – L’edizione 2026 del Forum ATRI (Associazione Travel Retail Italia), ospitata nella prestigiosa cornice di Palazzo Madama a Torino, segna un momento di svolta per l’intero comparto. Per la prima volta, infatti, vengono diffusi i dati ufficiali che fotografano le dimensioni e il valore strategico del settore attraverso la ricerca “Il Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese”. I lavori, aperti dal Presidente ATRI, Stefano Gardini, hanno visto l’illustrazione dello studio realizzato grazie alla collaborazione strategica di Nomisma.
Il forum è proseguito con la tavola rotonda “Human Centricity: gestire il cambiamento generazionale dei nuovi passeggeri e dei nuovi talenti”, un dibattito che ha esplorato come le aziende stanno evolvendo per rispondere alle esigenze delle nuove generazioni, sia in veste di consumatori che di forza lavoro. Al confronto hanno partecipato Andrea Arrighi, Chief Human Resources Officer di Lagardère Travel Retail Italia, Marilena Blasi, Chief Commercial Officer di Aeroporti di Roma, e Stefano Gardini, Presidente ATRI (Associazione Travel Retail Italia), con la moderazione di David Jarach, Founder & Executive Chairman di diciottofebbraio.
Il valore economico e la mappatura del settore
Il comparto del travel retail in Italia si attesta come un pilastro fondamentale del sistema economico nazionale, capace di generare, nel corso del 2025, un fatturato di 3,176 miliardi di euro, segnando una crescita del +7,2% rispetto all’anno precedente con un impatto complessivo di 7,8 miliardi di euro tra ricadute dirette, indirette e indotto. Questo indicatore è sostenuto da un effetto moltiplicatore di 2,5, il che significa che ogni euro speso all’interno del canale attiva una catena del valore che si propaga con forza su tutto il territorio nazionale.
«I dati di questa ricerca — dichiara Stefano Gardini, Presidente ATRI — hanno visto finalmente confermata l’importanza vitale del nostro settore. Per la prima volta abbiamo una misura oggettiva di come il travel retail non sia solo un insieme di punti vendita, ma un ecosistema che genera ricchezza e lavoro per l’Italia, con un impatto sul Pil e sull’occupazione che ci pone tra i protagonisti della crescita nazionale».
Sotto il profilo occupazionale, il settore garantisce il lavoro a 44.180 addetti, con una distribuzione che vede il 68% della forza lavoro impiegato nel segmento retail e duty free, mentre il restante 32% opera nel food & beverage. La composizione della forza lavoro evidenzia una prevalenza femminile: le donne rappresentano il 63% degli occupati del comparto, contro il 37% degli uomini.
Grazie all’effetto moltiplicatore in cui ogni occupato delle imprese del travel retail, con la propria attività, genera 1,7 occupati nell’intera economia nazionale, il numero di occupati in Italia attivato dal travel retail raggiunge le 80 mila unità circa.
La rete fisica del comparto è capillare e conta 1.951 punti vendita tra aeroporti e stazioni ferroviarie associate. La mappatura vede una prevalenza del retail, che rappresenta il 38% dei punti vendita, seguito dalla ristorazione al 29% e dai servizi al 23%, mentre i convenience store e il duty free completano l’offerta rispettivamente con l’8% e il 3%.
I flussi che alimentano questo mercato sono imponenti. I passeggeri che sono transitati in aeroporti e stazioni ferroviarie sono stati oltre un miliardo nel 2025. Gli aeroporti italiani hanno accolto 230 milioni di passeggeri, con i primi cinque scali nazionali che hanno intercettato oltre la metà del traffico totale. In questo contesto, la spesa media per passeggero in partenza si attesta sui 19,2 euro. Parallelamente, il sistema delle stazioni ferroviarie ha movimentato 830 milioni di passeggeri, confermando il ruolo centrale dei grandi hub ferroviari nel sostenere i consumi legati al viaggio e all’accoglienza.
“Lo studio che Nomisma ha realizzato per ATRI presenta una fotografia nitida del ruolo fondamentale che il settore del travel retail gioca per il sistema Paese. A maggior ragione considerando anche la forte vocazione turistica dell’Italia, sostenuta dalla rete di aeroporti e stazioni ferroviarie. Al netto del valore economico e occupazionale rilevato, va sottolineato come le strutture del travel retail si configurino non solo come retailer, ma come un asset imprescindibile per la crescita e la promozione delle eccellenze Made in Italy”, commenta Emanuele Di Faustino, Head of Industry & Retail di Nomisma.
Uno sguardo al futuro: la sfida strategica dell’innovazione trainata dalle nuove generazioni
La sfida strategica per il futuro del travel retail consiste nel trasformare sempre più i luoghi di transito in vere e proprie destinazioni esperienziali, capaci di intercettare nuovi bisogni anche grazie all’utilizzo degli strumenti che l’evoluzione tecnologica mette a disposizione, partendo da una base di domanda che si prevede si manterrà solida nel medio e lungo periodo.
Chiaramente le fluttuazioni del traffico passeggeri, dovute alla situazione macroeconomica derivante dall’assetto geopolitico attuale, sono la principale fonte di incertezza nel brevissimo periodo. Guardando però ad un orizzonte più lontano, i fattori da tenere monitorati, secondo i protagonisti del travel retail, sono le limitazioni delle infrastrutture, con lo spazio dedicato all’offerta del travel retail che rischia di essere ridotto rispetto alle effettive necessità commisurate all’aumento dei clienti potenziali; e l’evoluzione normativa e regolamentare, poiché anch’essa potrebbe frenare i tempi dello sviluppo.
In un contesto incerto, gli operatori vedono anche molte opportunità, derivanti non solo dalla propensione al viaggio, che l’aumento del numero dei turisti in Italia, trainato dai flussi dall’estero, ha certificato, ma anche dalla capacità di soddisfare le nuove richieste dei viaggiatori.
Fra le dinamiche monitorate emerge, ad esempio, la consapevolezza crescente verso i temi della sostenibilità, ritenuta un fattore “rilevante” per il 90% degli operatori del retail, che nell’88% dei casi si dicono orientati a implementare le pratiche sostenibili nei punti vendita, così come la determinazione degli operatori ad investire in innovazione attraverso la digitalizzazione dei punti vendita (88%) e l’adozione di modelli multicanale (58%). In questo processo di costante rinnovamento l’adozione di sistemi di Intelligenza Artificiale viene considerata necessaria da circa il 90% delle aziende operanti nel travel retail, soprattutto nel caso di personalizzazione dell’esperienza del passeggero.
Tutte queste variabili devono innestarsi in un settore che è pienamente consapevole della necessità di dotarsi di competenze interne solide, integrando fin da subito nuove generazioni di operatori, in grado di relazionarsi con nuovi clienti e nuovi strumenti.
La lettura dello scenario geopolitico di Stefano Gardini, Presidente ATRI
Nel suo intervento al Forum 2026, Stefano Gardini, Presidente dell’Associazione Travel Retail Italia, ha fatto il punto su un comparto che opera oggi in un contesto di profonda incertezza. Il settore appare in parte condizionato dalle tensioni internazionali e dalla crisi energetica, pur avendo dato prova di una straordinaria capacità di resilienza.
Attualmente, la maggiore criticità è rappresentata dallo Stretto di Hormuz, passaggio vitale per il commercio globale, dove transita il 20% del petrolio e il 25% del gas naturale liquefatto mondiale. Le tensioni in quest’area hanno innescato uno shock significativo, portando i prezzi delle componenti energetiche a picchi che potrebbero avere nel medio periodo ripercussioni negative su tutte le filiere, inclusa quella dei trasporti. “A seguito dell’incertezza geopolitica e con il concreto rischio di inasprimento dei conflitti, ad oggi le stime del comparto aereo nel 2026 prospettano perdite per 148 miliardi di dollari a livello mondiale, mentre in Europa è stato al momento stimato un ribasso delle previsioni di crescita dei movimenti aerei rispetto al 2025 intorno al +2,7% rispetto ad un’iniziale previsione del +4%” ha affermato Stefano Gardini, precisando tuttavia che “la situazione è in continua evoluzione e che il comparto viaggi, a cui è strettamente correlato quello del travel retail, ha già dimostrato nel recente passato una forte capacità di ripresa, tornando in tempi rapidi ai livelli pre-crisi, per poi superarli.”
“Nonostante un orizzonte segnato da complessità geopolitiche e pressioni energetiche, il settore non si limita a resistere, ma riafferma la propria capacità di evolvere e anticipare il cambiamento” ha infine concluso il Presidente Stefano Gardini. “Abbiamo già affrontato crisi profonde uscendone rafforzati: la resilienza non è solo un concetto astratto, ma un valore concreto dimostrato da oltre un miliardo di passeggeri che continuano a scegliere le infrastrutture di trasporto italiane anche per i propri acquisti e per il tempo libero. I duemila punti vendita gestiti dai nostri associati sono molto più che semplici esercizi commerciali: rappresentano una vetrina di eccellenza e un pilastro strategico che genera valore reale, occupazione e innovazione, confermandosi come uno dei motori più dinamici e vitali dell’intero Sistema Paese”.
