Lavoro, svolto il consiglio generale Fai-Cisl Marche
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 30/04/2026

Lavoro, svolto il consiglio generale Fai-Cisl Marche

Roma, 30 apr. – Si è riunito oggi a Pesaro il Consiglio Generale della Fai Cisl Marche, la categoria dei lavoratori agricoli e dell’industria alimentare, della forestazione, dei consorzi di bonifica, del tabacco e della pesca. All’incontro, aperto dalla relazione del Segretario generale regionale Danilo Santini, hanno partecipato anche il Segretario generale della Cisl Marche Marco Ferracuti e il Reggente nazionale della Fai Cisl Antonio Castellucci.
“L’approvazione del Decreto Primo Maggio – ha evidenziato Danilo Santini – crea in noi molteplici aspettative perché affronta aspetti decisivi come la contrattazione nazionale e di secondo livello e il tema del salario giusto, per noi particolarmente importante in quanto peculiarità prettamente cislina”. Inevitabili i riferimenti anche al contesto internazionale: “Gli effetti economici dei conflitti – ha affermato Santini – producono pesanti ricadute sul carrello della spesa, aspetto da monitorare attentamente soprattutto per quanto riguarda il settore primario”.

Anche per Marco Ferracuti, diventa sempre più urgente la risoluzione dei conflitti in corso: “Siamo nel quarto anno di guerra russa contro l’Ucraina, con oltre 250 mila vittime e devastazioni di ogni tipo, il rischio è quello di essere assuefatti e che questo scenario rappresenti la normalità: le ricadute per l’Europa e l’Italia – ha denunciato il leader della Cisl Marche – hanno prodotto dazi, crisi energetica, inflazione, rallentamento della crescita, tassi d’interesse più alti”.

Anche Antonio Castellucci, concludendo i lavori dopo un ampio dibattito, ha sottolineato le ricadute delle tensioni geopolitiche su lavoro e imprese: “In un contesto internazionale sempre più instabile – ha affermato – il lavoro torna ad essere il vero punto di equilibrio su cui costruire futuro, coesione e dignità. Gli effetti sulle economie globali e sui sistemi produttivi sono evidenti, con ricadute dirette anche sul nostro Paese e su settori strategici come l’agroalimentare. In questo scenario complesso, il ruolo del sindacato, della Fai e della Cisl, diventa ancora più centrale, a partire dalla contrattazione, che resta lo strumento principale per redistribuire valore, tutelare i diritti e valorizzare le professionalità”.

Castellucci ha evidenziato i diversi tavoli negoziali in corso per i rinnovi dei Ccnl scaduti e il bisogno di valorizzare la contrattazione decentrata e la bilateralità “non solo come strumenti di tutela, ma come leve di partecipazione, inclusione e qualificazione del lavoro”.
“Dalle trattative per il rinnovo dei contratti agricoli e dell’industria alimentare, fino alle criticità del comparto pesca e ai processi di riorganizzazione produttiva – ha aggiunto il sindacalista – è necessario continuare a presidiare ogni ambito con determinazione. Al tempo stesso, dal livello nazionale lanciamo una sfida decisiva, quella di rafforzare il radicamento della Fai nelle aziende e nei territori, di investire sui delegati, intercettare i cambiamenti del lavoro, soprattutto tra giovani e lavoratori migranti. Fondamentale è anche il tema della formazione strutturale, come quella avviata in queste settimane con il nostro Corso nazionale per costruire competenze, rafforzare identità, rappresentanza e qualità dell’azione sindacale. Dalla lotta al caporalato alla valorizzazione del lavoro agricolo di qualità, dalle politiche europee alla bilateralità, fino alla sinergia con tutti i servizi, enti e categorie della Cisl: nella Fai emerge con forza, nelle Marche come negli altri territori, un modello sindacale che punta su integrazione, competenze, tutela e innovazione. La sfida è chiara: più rappresentanza, più partecipazione, più contrattazione. Perché il lavoro non è solo economia: è dignità, è comunità, è futuro”.

Tra le priorità della federazione, ha concluso Castellucci, “la necessità di un patto sociale con cui sostenere, attraverso un confronto strutturato e responsabile con le parti sociali, il rilancio di salari, produttività, coesione, competitività, resilienza del sistema industriale e delle filiere del Made in Italy agroalimentare”.

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