Da ballottaggio a premio, centrodestra studia modifiche a riforma elettorale
Roma, 6 mag. (askanews) – Avanti “dritti”, per usare le parole di Matteo Salvini, con la riforma della legge elettorale sulla quale l’orientamento che emerge dal vertice di governo a Palazzo Chigi è di procedere aperti al dialogo con le opposizioni che però fino a oggi continuano a considerare il testo Bignami “irricevibile”.
Con o senza opposizione, tuttavia, la maggioranza andrà avanti, tanto che gli sherpa già studiano – in alcuni casi hanno già pronte – le modifiche da apportare “assolutamente” al testo per risolvere criticità già emerse nella fase di messa a punto della proposta di legge e confermate in questi giorni dagli esperti nelle audizioni.
Ad esempio il superamento dell’ipotesi che il risultato elettorale possa riportare maggioranze diverse tra Camera e Senato. L’intenzione, viene spiegato, è di stabilire che in questo caso non venga assegnato il premio di maggioranza e che tutti i seggi – anche quelli del premio – siano attribuiti con un sistema proporzionale puro.
Un’ipotesi di proporzionale puro è già prevista dalla proposta di legge attuale che, in assenza dei presupposti per lo svolgimento del ballottaggio, prevede che anche i seggi del premio vengano ripartiti nell’ambito della distribuzione proporzionale generale.
Anche l’ipotesi del ballottaggio, nella fase emendativa, sarà certamente rivista: il testo del centrodestra a prima firma Bignami lo prevede nel caso non siano soddisfatti i requisiti per l’assegnazione del premio al primo turno (ovvero il raggiungimento della soglia del 40%) tra le coalizioni che abbiano ottenuto almeno il 35% dei voti a livello nazionale. Anche qui, l’eventualità che vengano fuori due maggioranze diverse alla Camera e al Senato è concreta e va scongiurata.
Quanto ai tempi, in commissione Affari costituzionali alla Camera si procede senza sosta con le audizioni, ne sono state fatte già più di trenta: anche questa settimana la commissione ha dedicato ben tre giornate ad ascoltare professori ed esperti e così sarà la prossima. Quindi sarà rispettato il timing di chiudere questa fase entro fine maggio, secondo i più ottimisti anche con una settimana di anticipo. Poi si entrerà nel vivo con la fase emendativa.
Domani mattina intanto il vicepremier e segretario di Fi, Antonio Tajani, farà il punto con il presidente della commissione Affari Costituzionali e tra i quattro relatori della riforma, Nazario Pagano (Fi). Ma sia quest’ultimo che Stefano Benigni, vicesegretario del partito, assicurano: “Non c’è nessuna frenata di Fi sulla legge elettorale”.
