Biennale Arte 2026, Security Guarantees per Padiglione ucraino
Venezia, 8 mag. (askanews) – Il progetto del Padiglione ucraino alla Biennale Arte di Venezia 2026 affronta il tema delle garanzie di sicurezza non soddisfatte, per le quali l’Ucraina ha rinunciato al proprio arsenale nucleare nel 1996, in seguito alla firma del Memorandum di Budapest avvenuta due anni prima.
Il Memorandum di Budapest, del 1994, è un accordo politico firmato dall’Ucraina, dagli Stati Uniti d’America, dal Regno Unito e dalla Federazione Russa, in base al quale l’Ucraina ha aderito al Trattato di non proliferazione delle armi nucleari come Stato non dotato di armi nucleari in cambio di assicurazioni di sicurezza. Il progetto riflette anche sulla fragilità della pace e sulla resilienza del popolo ucraino.
Al centro del progetto Security Guarantees curato da Ksenia Malykh e Leonid Marushchak è la scultura The Origami Deer di Zhanna Kadyrova The Origami Deer. Nel 2019 l’opera è stata installata nel Parco Yuvileynyi (Giubileo) a Pokrovsk, nella regione di Donetsk, sul sito di un velivolo sovietico Su-7 con capacità nucleare smantellato. La scultura è stata collocata su un piedistallo e non era stata progettata per essere trasportata. Nel 2024, mentre il fronte di guerra si avvicinava alla città, Zhanna Kadyrova e l’ONG Museum Open for Renovation, insieme a un gruppo di specialisti e operai comunali di Pokrovsk, l’hanno evacuata. Leonid Marushchak, storico e co-curatore del Padiglione ucraino, faceva parte del gruppo di iniziativa. La mostra del Padiglione dell’Ucraina all’Arsenale della Biennale Arte 2026 presenta materiali d’archivio relativi al Memorandum di Budapest, oltre a una documentazione video dell’evacuazione della scultura e del suo viaggio verso Venezia, realizzata con la collaborazione di Natalka Dyachenko, Pavel Sterec e Max Màslo. La scultura è invece sospesa da una gru montata su un camion all’ingresso dei Giardini della Biennale. Lo stato di sospensione della scultura simboleggia l’incertezza che oggi caratterizza la vita degli ucraini e funge da metafora dello spostamento forzato.
Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura dell’Ucraina, dell’UNESCO, di Sushko Philanthropy, ZAG, Nova Post, Ajax Systems, Avrora Multimarket, Agrosem. Partner media: Suspilne Kultura, Radio Kultura, Artslooker, The Kyiv Independent.
