Pavimentazioni filtranti: una nuova infrastruttura urbana contro caldo e allagamenti
AskaNews
di Marketing Administrator  
il 13/05/2026

Pavimentazioni filtranti: una nuova infrastruttura urbana contro caldo e allagamenti

Roma, 13 mag. – Le città italiane si misurano ogni giorno con una pressione climatica in crescita costante: secondo il report “Città Clima” di Legambiente, negli ultimi undici anni sono stati 811 gli eventi meteo estremi registrati nei comuni italiani con oltre 50 mila abitanti, di cui 97 soltanto nei primi nove mesi del 2025. Tra i fenomeni più frequenti figurano gli allagamenti da piogge intense, le trombe d’aria e le esondazioni fluviali. Eppure solo il 39,7% dei comuni interessati risulta dotato di un piano di resilienza climatica.

Per affrontare localmente la gestione delle acque meteoriche, Senini, storica azienda made in Italy specializzata in edilizia sostenibile, ha individuato una soluzione concreta nella corretta gestione del suolo e per questo ha creato masselli autobloccanti filtranti che possano sostituirsi al bitume e all’asfalto. La novità lanciata dall’azienda costituisce una risposta tecnica a un’esigenza urbana sempre più concreta: quella di rendere le superfici cittadine parte attiva delle strategie di adattamento climatico. Le pavimentazioni di Senini hanno infatti una capacità drenante fino al 100% e una permeabilità all’acqua pari ad almeno 328,3 litri per metro quadrato al minuto; inoltre, consentono di registrare fino a 30°C di differenza rispetto alle superfici asfaltate contrastando l’effetto “isola di calore”. Una soluzione sostenibile, resiliente ed efficiente, anche sotto il profilo manutentivo e del ciclo di vita.

Gestione dell’acqua e riduzione dell’effetto “isola di calore”
Per decenni, le città sono state progettate per allontanare rapidamente l’acqua attraverso superfici impermeabili e reti di drenaggio artificiali. Oggi, però, questo modello mostra limiti sempre più evidenti: asfalto e calcestruzzo, oltre a impedire l’infiltrazione naturale, aumentano il ruscellamento superficiale, sovraccaricano i sistemi di smaltimento e contribuiscono all’innalzamento delle temperature urbane. Il risultato è un doppio squilibrio: più vulnerabilità agli eventi meteorici intensi e un peggioramento del comfort microclimatico degli spazi aperti. La riduzione delle temperature consente inoltre un notevole risparmio del consumo di energia per il raffrescamento e la riduzione di COâ‚‚ immessa nell’aria. I masselli autobloccanti drenanti e filtranti ideati da Senini consentono invece il passaggio diretto dell’acqua nel terreno, riducono il deflusso superficiale e favoriscono il rispetto del principio di invarianza idraulica, aspetto sempre più rilevante nei contesti urbani esposti a precipitazioni concentrate e improvvise.

Accanto alla gestione dell’acqua, c’è anche il tema della temperatura. Senini ha progettato le sue pavimentazioni autobloccanti come superfici capaci di contribuire alla riduzione dell’effetto “isola di calore”, grazie alla maggiore riflettanza e al minore accumulo termico rispetto all’asfalto, che permettono di registrare fino a 30°C in meno, nei periodi estivi, rispetto alle superfici asfaltate. In un contesto urbano in cui le ondate di calore inficiano severamente la vivibilità degli spazi pubblici, l’utilizzo di tali prodotti significa restituire qualità ambientale a parcheggi, piazze, percorsi pedonali e aree di sosta, intervenendo non solo sulla forma della città ma sul suo comportamento climatico.
Se tutti i centri abitati dovessero pavimentare le loro strade con masselli autobloccanti fotocatalitici si avrebbe una migliore qualità di vita, più salubrità, un aspetto estetico migliore, una riduzione di costi ed emissioni di COâ‚‚ nell’atmosfera.

L’importanza di una manutenzione più efficiente nel tempo
Sul piano della manutenzione, il vantaggio dei mattoni di Senini è altrettanto impattante. Le pavimentazioni autobloccanti consentono infatti interventi localizzati e meno invasivi rispetto ad asfalto e calcestruzzo tradizionale, che in caso di ripristino richiedono più spesso demolizioni o rifacimenti estesi che comportano il trasporto del materiale di risulta in discarica . Anche per questo il loro impiego si presta ad una visione più evoluta dell’infrastruttura urbana: non una superficie da sostituire integralmente quando si degrada ma un sistema che può essere gestito, adattato e mantenuto con maggiore efficienza nel tempo. Per Senini, questa trasformazione non riguarda soltanto l’innovazione di un prodotto ma un cambio di paradigma nel modo di ragionare la città.

“Dove vive l’uomo dovrebbe essere bandito l’asfalto e adottate pavimentazioni autobloccanti”, ha dichiarato Massimo Senini, titolare di Senini Srl. “Ripensare le pavimentazioni significa intervenire su una leva immediata e tangibile della resilienza urbana. Oggi non possiamo più permetterci di progettare città che respingono l’acqua e accumulano calore: occorre un cambiamento culturale che riporti il tema della permeabilità, della gestione climatica, della riduzione della COâ‚‚ e della durabilità al centro delle scelte progettuali. Non si tratta di immaginare tecnologie futuristiche ma di valorizzare soluzioni già disponibili: è il momento di iniziare a considerarle parte integrante dell’adattamento urbano per rendere le città meno vulnerabili agli eventi estremi e più capaci di rispondere alle nuove condizioni climatiche”.