Reintegro Testolin, Zucchi (FdI): «Regione sospesa attorno a una controversia personale»
Alberto Zucchi in piedi al banco delle opposizioni
Politica
di Danila Chenal  
il 13/05/2026

Reintegro Testolin, Zucchi (FdI): «Regione sospesa attorno a una controversia personale»

Per Zucchi «è una lunga battaglia finalizzata, di fatto, a restare in carica il più a lungo possibile»

Decadenza Testolin, Zucchi (FdI): «Regione sospesa attorno a una controversia personale».

L’intervento

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Alberto Zucchi ha scandito in aula: «Lo ribadiamo con chiarezza: nessuno contesta il diritto di difesa, nessuno contesta il diritto di proporre appello, nessuno intende sostituirsi alla Corte d’Appello. Ma una cosa è esercitare un diritto processuale; altra cosa è trasformare una questione politica evidente in una lunga battaglia finalizzata, di fatto, a restare in carica il più a lungo possibile. Ogni settimana che passa produce un effetto politico preciso: consente a chi è stato dichiarato decaduto in primo grado di continuare a esercitare le proprie funzioni mentre la Regione resta sospesa attorno a una controversia che riguarda la legittimazione dei suoi vertici istituzionali».

L’interrogativo

«Com’è possibile che una norma rimasta pacificamente in vigore per quasi vent’anni venga improvvisamente reinterpretata proprio nel momento in cui produce effetti sulle più alte cariche regionali?» si chiede Zucchi.

«È questo il punto che politicamente non convince – prosegue nella sua analisi -.E non convince nemmeno il tentativo di rifugiarsi dietro pareri pro veritate o interpretazioni accademiche. I pareri si possono chiedere, certo. Ma la responsabilità politica non si delega. Non si trasferisce agli avvocati, ai professori o ai giudici. La politica deve assumersi direttamente il peso delle proprie decisioni.

«Qui invece sembra accadere il contrario: usare il processo per rinviare una scelta politica, usare il calendario giudiziario per prendere tempo, usare la sospensione dell’efficacia della sentenza per continuare a esercitare il potere in una situazione di evidente incertezza istituzionale».

(d.c.)