Reintegro Testolin, Carrel (AdC): «No, non è ‘totte a modo’. Qui si rischia un lungo stallo»
Il consigliere regionale di Pour l'Autonomie Marco Carrel
Politica
di Danila Chenal  
il 13/05/2026

Reintegro Testolin, Carrel (AdC): «No, non è ‘totte a modo’. Qui si rischia un lungo stallo»

Non passa la risoluzione delle opposizioni che chiede le dimissioni di Testolin qualora la Corte d'appello di Torino sollevasse la questione di incostituzionalità della legge elettorale

Reintegro Testolin, Carrel (AdC): «No, non è ‘totte a modo’. Qui si rischia un lungo stallo».

«’Totte a modo’ possiamo governare, sentiamo forte la responsabilità, abbiamo 270 milioni da distribuire. Non tutti gli elettori pensano che sia ‘totte a modo’». Tuona Marco Carrel (AdC) in aula, illustrando una risoluzione nella quale le opposizioni chiedono le dimissioni di Testolin qualora la Corte d’appello di Torino sollevasse la questione di incostituzionalità della legge elettorale e, se ciò non avvenise, la risoluzione impegna la maggioranza a presentare una mozione di sfiducia. La risoluzione, con voto nominale, non passa.

L’intervento

«Noi crediamo che non sia ‘totte a modo’ – prosegue Carrel -. Noi crediamo che questa situazione metta in forte imbarazzo la Regione e mini la credibilità delle nostre istituzioni. Noi non tolleriamo questa situazione».

La replica

«La faccia siamo abituali a mettercela in aula e fuori – replicato il capo dell’esecutivo Renzo Testolin -. Penso che la maggioranza abbia acquisito un largo consenso dagli elettori che l’hanno legittimata a governare. Credo che siano state fatte delle condivisioni su come andava fatto il ricorso. Questo si farà anche dopo la sentenza d’appello. A valle della sentenza saranno la maggioranza, i partiti e i movimenti a prendere le decisioni, che non possono essere dettate da questa risoluzione».

L’affondo

Corrado Bellora (Lega) ha detto: «Personalmente mi piace questa mozione. Mi piace per il merito e per il metodo. Non amo le mattenze o i tutti contro uno. Lei la faccia ce l’ha messa. La risoluzione non è demagogica ma ben ragionata perché si riferisce a un caso specifico. Le questioni di costituzionalità possono essere sollevate ex ufficio. Se ciò avvenisse comporterebbe lo slittamento della pronuncia della sentenza di appello in attesa del parere della Corte costituzionale. Io voglio che tutti i 20 membri di maggioranza dicano, respingendo la risoluzione, ”per noi la sospensione di 2 anni va bene”. Metteteci la faccia, dichiarando che stallo e incertezza possono essere protratti sine die».

(danila chenal)

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