Lutto: è morto Angelo Mappelli, ex consigliere regionale della Democrazia Cristiana
L'ex assessore regionale e vice presidente del Consiglio regionale si è spento dopo lunga malattia
Lutto: è morto Angelo Mappelli, ex consigliere regionale della Democrazia Cristiana.
Angelo Mappelli
È morto Angelo Mappelli, protagonista della scena politica valdostana tra la metà degli anni ’60 e la metà degli anni ’80, distintosi per competenza e senso del dovere.
Il presidente del Consiglio, Stefano Aggravi, la vicepresidente Loredana Petey, i consiglieri segretari Laurent Viérin e Corrado Bellora, a nome loro personale e dell’intero Consiglio Valle, esprimono il cordoglio per la scomparsa di Angelo Mappelli, consigliere regionale della Democrazia Cristiana per quattro legislature, dal 1963 al 1983.
Angelo Mappelli è stato assessore alla sanità e assistenza sociale dal 1963 al 1970, nella quarta e quinta legislatura.
Ha inoltre ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio dal 1978 al 1983 nella settima legislatura.
Il cordoglio del Consiglio regionale
«Le nostre sentite condoglianze vanno alla sua famiglia e in particolare al Vicepresidente del Consiglio Massimo Lattanzi, genero di Angelo Mappelli – dichiarano i componenti dell’Ufficio di Presidenza –. Con lui, la Valle d’Aosta perde un protagonista di una stagione importante della vita politica valdostana, che ha saputo interpretare il proprio ruolo istituzionale con serietà, senso del dovere e profondo legame con il territorio. Lascia il ricordo di una persona rispettata e apprezzata anche oltre le appartenenze politiche».
Mappelli, l’ideologo del partito
Il nome di Angelo Mappelli è strettamente collegato alle vicende politiche della Democrazia Cristiana in Valle d’Aosta e della sua attività politica nel corso degli anni in cui si è passati da una Democrazia Cristiana sola e unita a governi di coalizione di centro-sinistra e alle scissioni interne della «balena bianca».
Nato il 23 ottobre 1932, fin da giovane si era distinto nell’impegno politico negli ambienti cattolici e nelle organizzazioni cattoliche.
Aveva maturato una forte coscienza politica e una grande capacità di elaborazione del pensiero tanto che per lunghi anni era stato considerato l’ideologo del partito.
Incarichi, competenza e senso del dovere
Tuttavia non era solamente un pensatore e lo dimostrano i suoi lunghi anni di incarichi politici e amministrativi nei quali si distinse per competenza e per senso del dovere.
Venne eletto in Regione per la prima volta il 25 novembre 1963 nelle liste della Democrazia Cristiana con 905 voti.
Malgrado non fosse un «vecchio politico», ottiene l’assessorato alla Sanità e all’Assistenza sociale nel 6° governo regionale presieduto da Cesare Bionaz.
Sarà una Giunta di centro-sinistra con socialisti e social-democratici, ma senza l’Uv che allora era considerata alternativa alla Dc.
Nella legislatura successiva, iniziata il 21 maggio 1968, viene eletto con il suo massimo numero di preferenze: 3252.
Fece parte nuovamente come assessore alla Sanità e all’assistenza sociale nella Giunta nuovamente presieduta da Cesare Bionaz.
Alla caduta della Giunta, ne viene costituita una nuova di centro-sinistra presieduta, però, questa volta da Mauro Bordon.
È tra gli assessori confermati e quindi guiderà ancora l’assessorato alla Sanità fino al 7 aprile 1970 quando viene formata una nuova maggioranza guidata dagli Democratici popolari con Cesare Dujany.
Il 5 luglio 1973 inizia la VI Legislatura e Mappelli viene eletto con 1833 voti.
La Dc è in minoranza e quindi non ricopre incarichi, ma viene nominato segretario del Consiglio Regionale e farà parte di molte delle commissioni istituite.
L’ultima legislatura nella quale viene eletto, cominciata il 19 luglio 1978, lo vede vice-presidente del Consiglio regionale e membro di tre Commissioni: per le assunzioni alla Casa da Gioco, per i problemi energetici e per la sicurezza sociale.
Angelo Mappelli non entrerà più in Consiglio Regionale dopo un’esperienza ricca e variegata che lo ha portato a ricoprire cariche apicali sia sul piano politico che su quello istituzionale.
Lo accompagneranno, però, l’apprezzamento di compagni e di avversari che riconosceranno la sua correttezza nel ricoprire le cariche istituzionali.
(danila chenal)
