Connexions Sonores, il Conservatoire presenta la nuova stagione musicale e la sua nuova veste
Il presidente del Conservatoire de Musique, Gianni Nuti, e il direttore Claudio Montesano
Musica
di Erika David  
il 13/05/2026

Connexions Sonores, il Conservatoire presenta la nuova stagione musicale e la sua nuova veste

Con lo slogan "Impara l'arte e conservala" il Conservatoire de Musique de la Vallée d'Aoste presenta il nuovo semestre musicale tra concerti, seminari, musicoterapia

Nuova governance, nuova campagna, nuova stagione musicale. Il Conservatoire de Musique de la Vallée d’Aoste ha presentato questo pomeriggio il programma culturale del semestre, Connexions Sonores, che prevede, fino a ottobre, 11 concerti, 6 seminari e una giornata informativa sulla musicoterapia.

Il nuovo corso del Conservatoire

«Il Conservatoire è un cantiere aperto, in questo momento», dice il direttore Claudio Montesano.

«La nuova governance ha deciso di avviare il suo lavoro nel segno del rinnovamento. Non una cesura, ma una continuazione della pregressa attività e, al tempo stesso, un rinnovamento, che significa nuovo inizio e nuovo cammino».

«Abbiamo rinnovato il sito, il logo e istituito la figura del manager culturale, Samuele Tedesco».

Le Connexions Sonores

Filo conduttore delle Soirées du Conservatoire sono le connessioni sonore. «Non solo sotto il profilo interdisciplinare, ma anche con il territorio», precisa il direttore.

«Abbiamo deciso di strutturare una stagione con intrecci tra tutte le arti e le scienze. Non solo concerti, ma anche seminari, approfondimenti, musicoterapia, rapporti tra musica e matematica e tra musica e alpinismo».

Le Soirées du Conservatoire sono articolate in 11 concerti, 6 seminari e una giornata informativa sulla musicoterapia.

«Riteniamo che il Conservatoire debba essere connesso con il territorio. Abbiamo pensato a una collaborazione con il MegaMuseo e i concerti si terranno nella sala civica del Museo dell’Area Megalitica. In questo modo il Conservatoire mette in atto una forza centrifuga: esce dalla propria sede e si proietta sul territorio, perché riteniamo che l’istituto debba produrre cultura anche al di fuori del conservatorio», prosegue Montesano.

All’Auditorium dei Balivi si svolgeranno invece le masterclass.

Tutte le iniziative sono aperte gratuitamente alla cittadinanza.

Il primo appuntamento di Connexions Sonores è in programma domani, giovedì 14 maggio, alle 17, nella sala civica del MegaMuseo di via Saint-Martin-de-Corléans, nell’ambito del Printemps en Musique, con il concerto del Trio Terzo Grado.

Qui il programma completo (BROCHURE – EVENTI & MASTERCLASS).

La nuova campagna

«Ringrazio il direttore per il suo lavoro e per aver dato un colpo di acceleratore nel costruire relazioni di rete in un territorio unicum in Italia per la fecondità musicale. Crediamo molto nelle interazioni», dice il presidente del Conservatoire, Gianni Nuti.

«Il Conservatoire ha cambiato nome e ha cercato un nuovo volto – aggiunge Nuti – perché conservare non significa mantenere lo status quo, ma comporta trasformazioni: un allungamento del tempo, un’evoluzione permanente e un gusto nuovo che può produrre la conservazione».

Proprio sul termine “conserva” si gioca la campagna promozionale del Conservatoire: una viola in un frigorifero, del sale nelle maracas e una giardiniera in vasetto, perché la musica è freschezza, sale della vita e fermento.

La campagna nasce da un gioco linguistico e concettuale attorno all’idea di conservazione: il Conservatoire non è solo il luogo in cui la musica si studia, maanche quello in cui si custodisce, si trasforma e si mantiene viva.

Il claim “Impara l’arte e conservala” valorizza la doppia anima dell’istituzione: da un lato la trasmissione del sapere musicale, dall’altro la capacità di renderlo contemporaneo, fresco, vitale e riconoscibile.

Il futuro

Nel prossimo futuro del Conservatoire c’è la richiesta al ministero dell’apertura di tre classi di jazz, «che merita di entrare nel mondo accademico a pieno titolo, e qui c’è un humus sensibile», dice Nuti.

Un percorso però «da non fare da soli», sottolinea il presidente.

Numerose le convenzioni sottoscritte negli ultimi mesi dall’istituto, ricorda il direttore Montesano: con il Liceo musicale di Ivrea e quello di Asti, l’accordo bilaterale con il Conservatorio di Gallarate, il concorso di Alcamo, Combin en Musique, il Casinò per tenere concerti nelle sue otto sale e il Comune di Saint-Oyen per concerti in chiesa. Poi ancora con la Sfom, Arcova, Printemps en Musique «e sono in corso contatti con Annecy e Tunisi per creare opportunità per studenti francofoni».

«La dimensione francofona ci sta a cuore – sottolinea Nuti -. Creare reti tra Paesi francofoni è un aspetto estremamente qualificante per il nostro conservatorio. Dobbiamo attrezzarci per il futuro, se non vogliamo rimanere indietro rispetto all’inverno demografico e ad altre istituzioni che hanno più appeal».

«Non c’è Regione in Italia dove ci sia così tanta gente che fa musica – ribadisce ancora una volta il presidente -. Ce lo diciamo ogni volta, ma poi ce lo dimentichiamo».  

Adesso però sembra che i tempi siano maturi per una reale collaborazione con la Sfom, la Scuola di formazione e orientamento musicale, collaborazione che permetterebbe al Conservatoire di incrementare la quota di studenti che accedono al percorso di alta formazione. L’idea è armonizzare l’offerta senza diminuire la dote.

Al momento sono 120 le richieste di ammissione al Conservatoire per il nuovo anno accademico; chi passerà la selezione si unirà ai 220 iscritti già presenti.

«Il nostro target è di 300-400 iscritti, un numero considerevole proporzionato ai numeri della Valle», osserva il direttore.

(erika david)

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