Migranti, neonata muore per ipotermia dopo lo sbarco a Lampedusa. Save the Children: politiche
Roma, 16 mag. (askanews) – Una neonata di circa un mese è morta per ipotermia poco dopo essere sbarcata a Lampedusa con la mamma, la sorellina e altre 52 persone, provenienti dall’Africa sub-sahariana. La bambina era in condizioni critiche quando, intorno alle 4.30, è sbarcata al molo Favarolo con gli altri migranti soccorsi da una motovedetta, ed è morta durante il trasferimento al punto di primo soccorso.
“E’ l’ultima giovane vita spezzata nel tentativo di trovare un futuro migliore, fuggendo da guerre, crisi umanitarie, povertà estrema. Ancora una volta, uomini, donne e bambini hanno affrontato un viaggio disperato verso l’Europa, e ancora una volta il Mediterraneo si è trasformato in un confine di morte, aggravato da politiche restrittive volte alla difesa dei confini e non alla tutela delle persone”, commenta Save The Children.
“Non è inevitabile: è una scelta. Quando muore una neonata, non è una fatalità, è il fallimento di politiche che continuano a mettere i confini davanti alla vita. Il diritto a vivere e a cercare protezione non può essere negoziabile. Il rispetto del diritto internazionale deve essere pieno e sostanziale, mettendo il Superiore Interesse del Minore al primo posto” ha dichiarato Giorgia D’Errico, Direttrice Relazioni Istituzionali di Save the Children.
Dal 2014 sono più di 34.800 le persone morte o disperse nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere un futuro possibile. Solo quest’anno le vittime sono già più di 1.200, di cui oltre 800 nel Mediterraneo Centrale, e tra loro ci sono anche molti bambini: più di 100 ogni anno negli ultimi tre anni.
