Emergenza abitativa, Sunia e Fillea: «Situazione sempre più grave, servono investimenti»
ATTUALITA', POLITICA & ECONOMIA
di Alessandro Bianchet  
il 21/05/2026

Emergenza abitativa, Sunia e Fillea: «Situazione sempre più grave, servono investimenti»

I sindacati della Cgil chiedono interventi tempestivi a Governo nazionale e regionale, evidenziando come anche la Valle d'Aosta non sia immune dalla cosa

Emergenza abitativa sempre più grave, servono investimenti veri.

L’allarme arriva da Sunia Valle d’Aosta e Fillea Cgil Valle d’Aosta, che affidano a un comunicato le preoccupazioni per il continuo aggravarsi dell’emergenza abitativa.

Emergenza abitativa: i dati Fillea

Secondo i due sindacati in quota Cgil, l’emergenza abitativa è sempre più greve «in tutta Italia e anche la Valle d’Aosta non è immune da una crisi che colpisce famiglie, giovani, lavoratori e pensionati».

Come ormai detto in tutte le salse, «sempre più persone non riescono a trovare una casa a costi sostenibili, oppure faticano a mantenere quella in cui vivono, schiacciate dall’aumento degli affitti, dei mutui e delle spese legate all’abitare» continuano Sunia e Fillea.

Preoccupazione viene espressa sul Piano casa del Governo.

«Le misure previste destano forti preoccupazioni sia per l’entità insufficiente degli investimenti messi in campo, sia per i tempi troppo lunghi necessari a rendere realmente efficaci gli interventi» spiegano ancora i sindacati, che poi snocciolano delle cifre.

Secondo una ricerca di Fillea Cgil nazionale, ad esempio, il costo medio per costruire o ristrutturare un alloggio in Italia è di circa 2.000 euro al metro quadro.

«Considerando un appartamento medio di 60 metri quadrati, utile ad una famiglia, e tenendo conto delle circa 250.000 famiglie attualmente in attesa di una casa popolare, sarebbero necessari almeno 30 miliardi di euro per dare una risposta concreta all’emergenza abitativa – evidenziano i sindacati -. A fronte di questo fabbisogno, il Governo ha stanziato appena 950 milioni finanziati da fondi del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, assegnati con la legge di bilancio».

A tutto questo si aggiungono le difficoltà di studenti, lavoratori fuori sede e persone con problematiche sanitarie.

«Investire seriamente nella casa non significa soltanto affrontare un’emergenza sociale, ma anche sostenere lo sviluppo economico del Paese – sottolineano Sunia e Fillea -. Un grande piano pubblico per l’abitare avrebbe ricadute positive sull’occupazione, sulla formazione e sull’intero comparto delle costruzioni, soprattutto in una fase delicata per il settore industriale e in vista della progressiva conclusione degli investimenti legati al PNRR».

I sindacati esprimono anche preoccupazione per il coinvolgimento degli investitori privati nel Piano casa «con il rischio che prevalgano logiche speculative poco attente alla funzione sociale dell’abitare, alimentando ulteriormente le disuguaglianze e la privatizzazione del sistema dell’edilizia sociale».

Insomma, «non è più possibile attendere dieci anni per ottenere risposte parziali», anche perché la domanda di case cresce e l’offerta diminuisce.

«In Italia esistono migliaia di alloggi sfitti (77 mila solo in Valle d’Aosta, circa 4.000 solo nel capoluogo, come emerso nel convegno promosso da Uppi ndr.), spesso inutilizzati per mancanza di manutenzione oppure destinati ad affitti irregolari e in nero – dicono ancora -. Le abitazioni disponibili sul mercato raggiungono così costi sempre più elevati, colpendo anche il ceto medio, oggi sempre più in difficoltà. Secondo l’Istat, un italiano su cinque rischia la povertà o l’esclusione sociale, con un aumento significativo della povertà assoluta».

Emergenza abitativa: situazione difficile anche in Valle d’Aosta

Sunia e Fillea Cgil sottolineano come anche in Valle d’Aosta «molte famiglie vivono situazioni di forte disagio economico e sociale, aggravate dalle difficoltà nel pagamento degli affitti e dalle problematiche sanitarie – concludono i sindacati -. La Regione, nell’ambito delle proprie competenze, deve investire concretamente nel sistema casa, sostenendo la riqualificazione delle imprese e favorendo nuova occupazione in un settore strategico per il futuro del territorio».

Ecco quindi che i sindacati ritengono «fondamentale dare finalmente piena attuazione all’Agenzia per la Casa attraverso investimenti concreti e strutturali, superando la logica degli interventi frammentari e insufficienti. Garantire il diritto alla casa significa costruire una società più giusta, più stabile e più coesa».

(al.bi.)

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