Usa incriminano Raul Castro, Trump: a Cuba non ci sarà una escalation
Miami (Florida), 21 mag. (askanews) – Sale la tensione fra Cuba e Stati Uniti dopo l’incriminazione da parte dell’amministrazione Trump del 94enne ex presidente cubano Raul Castro, fratello del leader storico Fidel. L’accusa riguarda l’abbattimento di due velivoli civili nel 1996 nello Stretto della Florida, in cui morirono quattro persone, tra cui tre cittadini statunitensi.
“Per la prima volta in quasi 70 anni, alti vertici del regime cubano sono stati incriminati negli Stati Uniti d’America, per atti di violenza che hanno causato la morte di cittadini americani”, ha detto da Miami il procuratore generale degli Usa Todd Blanche, annunciando l’incriminazione.
Le vittime facevano parte dell’associazione “Brothers to the Rescue” (I fratelli in soccorso), solita lanciare volantini anticastristi sopra L’Avana e aiutare la guardia costiera americana a individuare i rifugiati cubani che tentavano di raggiungere la Florida a bordo di imbarcazioni di fortuna.
L’incriminazione è stata giudicata “una manovra politica, priva di qualsiasi fondamento giuridico” da Miguel Dìaz-Canel, che è l’attuale presidente di Cuba, mentre Castro non ha alcun ruolo ufficiale, seppur la sua influenza nella politica cubana viene considerata molto importante.
“Non ci sarà un’escalation – ha commentato Trump – non credo che sia necessaria, quel posto sta cadendo a pezzi, è un disastro e loro hanno praticamente perso il controllo di Cuba”. Una dichiarazione che non spegne i timori del governo cubano della possibilità di un intervento degli Stati Uniti nel loro Paese.
