Fake news, tra social e IA: esce “Verosimile” di Andrea Pennacchioli
Roma, 25 mag. (askanews) – Dalle bufale spacciate per verità all’incredibile ritorno di Donald Trump, dal potere dei tecnocrati alla debolezza della politica, fino alla polarizzazione prodotta dai social network e dall’intelligenza artificiale. Arriva in libreria “Verosimile” del giornalista e conduttore di Omnibus La7 Andrea Pennacchioli, un viaggio lucido e spietato dentro la grande trasformazione del dibattito pubblico contemporaneo e della comunicazione stessa.
In un’epoca in cui i fatti obiettivi sembrano contare sempre meno rispetto alle convinzioni personali, Pennacchioli racconta come la realtà sia diventata terreno di manipolazione, spettacolo e consenso emotivo. Il libro parte dalla definizione di “post-verità”, entrata nel lessico globale nel 2016, per ricostruire la linea che collega fenomeni apparentemente distanti. Dal populismo emotivo alla comunicazione politica di Donald Trump e Silvio Berlusconi; dalla crisi del giornalismo tradizionale all’ascesa dell’infotainment e delle nuove applicazioni dell’intelligenza artificiale.
“Verosimile” (in libreria dal 19 giugno per Paesi Edizioni, pagine 144, prezzo 15,00€), analizza le radici profonde delle fake news e la loro forza politica. Come sottolinea Enrico Mentana nella prefazione, il libro affronta il concetto di “fake inaffondabile”, ovvero menzogne che, a differenza delle vecchie “bufale di Stato”, non si esauriscono dopo essere state smascherate. Resistono, circolano, si adattano. “Siamo entrati nell’era del bluff che resiste allo smascheramento”, si legge nell’introduzione, “dove gli alternative facts sono diventati il vero brevetto della comunicazione politica moderna”.
Al centro del volume c’è una domanda cruciale per la democrazia contemporanea: che cosa resta del dibattito pubblico quando il confine tra vero e falso si dissolve? Pennacchioli osserva il ruolo degli algoritmi, delle piattaforme digitali e dell’intelligenza artificiale nella costruzione di nuove bolle informative, capaci di deformare la percezione della realtà e trasformare ogni tema, dalle tasse al clima, dall’immigrazione alla guerra culturale, in un campo di battaglia identitario.
Il caso Trump (con le sue invettive ormai famose, vedi quella nei confronti di Papa Leone IV) è così il simbolo di una stagione in cui rabbia, paura e appartenenza contano più della verifica dei fatti. Il volume guarda anche all’Italia, individuando nell’eredità comunicativa di Silvio Berlusconi una delle anticipazioni più efficaci dell’era social. Il leader come brand, la politica come racconto personale, il consenso come spettacolo.
Con uno stile diretto e analitico, Andrea Pennacchioli firma un saggio sul presente che parla di informazione, democrazia e potere. Ma anche della necessità di ricostruire un’arena pubblica capace di resistere all’onda lunga della disinformazione.
Andrea Pennacchioli: Giornalista e autore televisivo. Lavora al TgLa7 ed è tra i conduttori di Omnibus, storico talk show mattutino della rete che intreccia informazione, rassegna stampa e dibattito politico. Prima di approdare a La7, ha collaborato con programmi di approfondimento e informazione per Rai2 e Rai3. Nel corso della sua carriera ha sviluppato una particolare competenza sul linguaggio dei talk show. Accanto all’attività giornalistica, svolge anche la formazione per aspiranti comunicatori politici, tra cui lezioni alla Scuola Nazionale dell’Amministrazione, dedicate alla comunicazione politica, ai meccanismi dell’informazione televisiva e al funzionamento delle redazioni.
