L’Atlante dell’Arte Contemporanea Giunti si rinnova
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il 25/05/2026

L’Atlante dell’Arte Contemporanea Giunti si rinnova

Roma, 25 mag. – Lo storico Atlante dell’Arte Contemporanea edito da Giunti, il più antico annuario d’arte italiana (nato nel 1940) giunto alla sua 74°edizione, torna in libreria a giugno con la copertina dedicata al maestro di fama internazionale Gabriele Maquignaz e con una veste grafica completamente rinnovata. L’opera, che sarà presentata in anteprima il 5 giugno a Roma presso l’Università eCampus (via Matera 18), segna una svolta radicale: da semplice strumento di catalogazione e consultazione per addetti ai lavori, l’Atlante si trasforma in un manifesto di “arte attiva”, un veicolo di messaggi etici e politici capace di stimolare il dibattito pubblico e decostruire le gerarchie tradizionali del sistema culturale.
Abbandonata l’originaria impostazione nazionalista a favore di una visione aperta e interculturale, il volume – diretto da Daniele Radini Tedeschi – mette al centro l’inclusione, i diritti, le questioni di genere e la giustizia sociale. L’arte viene qui intesa nella sua dimensione più militante e operativa: non pura estetica fine a se stessa, ma forza attiva in grado di unire le persone e ispirare il coraggio e la volontà di agire contro le discriminazioni.
I pilastri della nuova edizione:
Identità e contrasto all’odio: Ampio spazio ad artisti come ADGART, il cui ciclo di opere sulle identità culturali marginalizzate diventa un simbolo potente contro l’odio razziale e di genere.
Rivendicazione e Body Art: Un focus specifico è dedicato al ruolo delle donne nell’arte, con approfondimenti sul collettivo romano “Rivolta Femminile” (1970) e sulla body art, intesa come presa di coscienza di un corpo libero e di un’identità indipendente. Viene inoltre restituita voce alla presenza attiva (spesso dimenticata dal pregiudizio) delle artiste nelle avanguardie del Novecento.
Corpi disobbedienti e narrazioni Queer: L’Atlante mappa le esperienze ai margini, i corpi non-normativi e invisibili nei documenti ufficiali, dando spazio a storie quasi mai raccontate.
Oltre i confini nazionali: Il volume valorizza la pluralità dei linguaggi ospitando approfonditi focus sugli artisti immigrati che hanno fondato il proprio studio in Italia.
“La pubblicazione di quest’anno è finalmente veicolo di un forte messaggio etico che mira all’affermazione della dignità umana oltre il genere, l’orientamento sessuale, il colore della pelle” – dichiara il direttore Daniele Radini Tedeschi.
A fargli eco è l’autrice Stefania Pieralice, che sottolinea la responsabilità politica della cultura: “Viviamo una contemporaneità fatta di lacerazioni e conflitti; l’arte deve tener conto di queste forze sociali disgreganti per contribuire a maturare una responsabilità culturale e politica”. Tra i saggi presenti, si analizzano figure emblematiche di questa urgenza sociale, come l’iraniana Shirin Neshat e l’opera di Faè A. Djéraba, che affrontano i temi della censura, dell’esilio e della condizione femminile nell’Islam.

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