La moglie, il fratello, Zapatero: le vicende giudiziarie che minano Sanchez
Roma, 30 mag. (askanews) – Il 27 maggio Pedro Sanchez era a Roma da papa Leone XIV. Informalmente era stato preannunciato anche un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma il faccia a faccia è saltato. “Problemi di agenda, sarà riprogrammato a margine del G7”, la spiegazione ufficiale venuta dal governo italiano, che non ha convinto molti cronisti.
Passate poche ore, è arrivata la notizia della perquisizione nella sede del Psoe e delle accuse contro il suo predecessore Jose Luis Rodriguez Zapatero, che in qualche modo hanno scosso anche l’attuale esecutivo. E’ forse in questa nuova ‘tegola’ che va cercato il motivo della decisione di cancellare l’incontro con Meloni.
Per Sanchez sarà un’estate lunga e difficile, con i processi per corruzione che coinvolgono suo fratello, sua moglie e il suo predecessore Jose Luis Rodriguez Zapatero, che saranno chiamati davanti ai giudici nelle prossime settimane. Il leader socialista – salito al potere otto anni fa dopo aver utilizzato un voto di sfiducia per rovesciare il governo del Partito Popolare (Pp) – ha insistito sull’innocenza della sua famiglia ed ha inoltre difeso Zapatero e il suo diritto alla presunzione di innocenza.
Tuttavia con due dei suoi ex collaboratori più stretti accusati di corruzione e il suo ex procuratore generale sospeso dal suo incarico per due anni dopo essere stato riconosciuto colpevole di divulgazione di informazioni riservate, Sanchez dovrà superare mesi difficili prima delle elezioni generali del prossimo anno.
Il fratello di Sanchez accusato di abuso d’ufficio
Il fratello minore del primo ministro, David Sanchez, è accusato di traffico di influenze e abuso d’ufficio nella regione sud-occidentale dell’Estremadura. Altre dieci persone affrontano le stesse accuse. Il caso trae origine da una denuncia presentata da Manos Limpias (Mani Pulite), un sindacato autoproclamatosi tale con legami di estrema destra che ha una lunga storia di ricorsi ai tribunali per perseguire coloro che ritiene una minaccia per gli interessi democratici della Spagna. Secondo la denuncia, David Sanchez avrebbe ricevuto un incarico su misura dal consiglio comunale a guida socialista della città sud-occidentale di Badajoz nel luglio 2017, quando suo fratello era il leader nazionale del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe), ma non ancora primo ministro. David Sanchez, che nega le accuse, rischia tre anni di carcere se riconosciuto colpevole.
Le accuse contro la moglie
Anche la moglie del primo ministro, Begona Gomez, si è trovata in tribunale a seguito di una denuncia presentata da Manos Limpias. Il mese scorso, un giudice di Madrid ha incriminato Gómez per appropriazione indebita, traffico di influenze, corruzione in ambito commerciale e malversazione di fondi, al termine di un’indagine durata due anni. È accusata di aver sfruttato la sua influenza come moglie del primo ministro per ottenere e gestire un incarico presso l’Università Complutense di Madrid e di aver utilizzato risorse pubbliche e conoscenze personali per perseguire i propri interessi privati. Il giudice Juan Carlos Peinado ha incriminato anche l’assistente personale di Gómez, Cristina Álvarez, e l’imprenditore Juan Carlos Barrabés, in relazione al caso. Tutti gli imputati si sono dichiarati non colpevoli. Gómez comparirà davanti al giudice Peinado per un’udienza preliminare il 9 giugno.
L’ex premier Zapatero e il caso Plus Ultra
Jose Luis Rodríguez Zapatero, che è stato primo ministro dal 2004 al 2011 – e che rimane una figura emblematica per la sinistra spagnola – è stato posto sotto inchiesta per presunto traffico di influenze e altri reati da un giudice che sta esaminando il salvataggio statale di una compagnia aerea legata al Venezuela durante la pandemia di Covid. L’ultima inchiesta che lo riguarda, in particolare, rientra nell’ambito di un’indagine sul salvataggio statale da 53 milioni di euro (46 milioni di sterline) della compagnia aerea spagnola Plus Ultra nel marzo 2021. I pubblici ministeri stanno verificando se la compagnia abbia fatto un “uso improprio” dei fondi pubblici stanziati dal governo per il salvataggio, mentre la polizia anticorruzione sta indagando se la compagnia aerea abbia utilizzato i fondi del salvataggio per riciclare denaro dal Venezuela attraverso Francia, Svizzera e Spagna. Secondo il giudice istruttore, Zapatero avrebbe supervisionato “una struttura gerarchica di traffico di influenze”, il cui scopo era “ottenere vantaggi economici attraverso l’intermediazione e l’esercizio di influenza presso gli organi pubblici a favore di terzi, principalmente Plus Ultra”. Zapatero ha ribadito la propria innocenza e si è dichiarato disponibile a collaborare con le indagini.
Il Psoe nel mirino: le altre accuse
Nel giugno dello scorso anno, Sanchez ha ordinato le dimissioni di Santos Cerdan, segretario organizzativo del PSOE e suo braccio destro, dopo che un giudice della Corte Suprema aveva riscontrato “prove concrete” del suo possibile coinvolgimento nell’accettazione di tangenti su appalti pubblici per opere pubbliche. Cerdan ha negato ogni addebito. Il caso di Cerdan è legato a quelli di altri due uomini, entrambi un tempo vicini a Sanchez. L’ex ministro dei trasporti José Luis Ábalos è accusato – insieme al suo ex assistente Koldo García e all’imprenditore Víctor de Aldama – di aver ricevuto tangenti su appalti pubblici per attrezzature sanitarie durante la pandemia di Covid. Ábalos e García, che negano ogni accusa, rischiano rispettivamente 24 e 19 anni di reclusione, mentre Aldama, che ha già ammesso il suo coinvolgimento nel presunto schema, rischia sette anni.
Non solo: il 27 la Guardia Civil ha perquisito la sede del Psoe a Madrid alla ricerca di documenti che provino l’esistenza di un’organizzazione interna al partito per influenzare l’esito di alcune idagini: secondo le accuse, lo stesso Cerdán avrebbe usato i soldi del partito per pagare una giornalista, Leire Díez, per ottenere informazioni sulle inchieste contro politici e screditare, attraverso il suo lavoro, magistrati e agenti coinvolti nelle indagini. Indagati anche imprenditori, politici, membri della Guardia Civil e Ana María Fuentes Pacheco, responsabile della segreteria del Partito.
La reazione di Sanchez a tutte le accuse
Quando, nell’aprile del 2024, si diffuse la notizia che sua moglie era sotto inchiesta, Sanchez sospese i suoi impegni pubblici per cinque giorni, durante i quali rifletté sul suo futuro politico. Il premier ha quindi accusato i suoi avversari politici e mediatici di aver lanciato un’”operazione di molestie e intimidazioni” contro la sua famiglia, ma ha deciso di rimanere in carica. Ha sempre sostenuto che sua moglie e suo fratello sono vittime di campagne diffamatorie a sfondo politico. Inoltre, ha appoggiato Zapatero man mano che sono emersi ulteriori dettagli sul caso, affermando di non vedere “alcun motivo” per ritirare il suo sostegno al suo predecessore.
Il futuro: opposizione chiede elezioni anticipate
In una dichiarazione rilasciata dopo le perquisizioni nella sua sede, il Psoe ha affermato che “manterrà sempre una posizione di massima collaborazione con il sistema giudiziario e di assoluto rispetto per le azioni giudiziarie”. Sanchez, dal canto suo, ha respinto le richieste di elezioni anticipate, sostenendo che la Spagna ha bisogno di “stabilità”. Ma i suoi oppositori premono per anticipare le elezioni del prossimo anno. “L’unica scelta rimasta è lasciare che il popolo spagnolo si esprima ora”, ha dichiarato il leader del Pp, Alberto Nunez Feijoo. “Non possiamo più tollerare questa situazione”.
Santiago Abascal, leader del partito di estrema destra Vox, ha affermato: “Non passa una settimana, non passa un giorno, non passa un’ora senza che emergano nuovi dettagli sulla mafia che governa la Spagna… Devono essere fermati e portati in tribunale”.


