“Trame di Vino”: il 5 e 6 giugno lo Stagnone si racconta nel calice
AskaNews
di admin Administrator  
il 30/05/2026

“Trame di Vino”: il 5 e 6 giugno lo Stagnone si racconta nel calice

Milano, 30 mag. (askanews) – Il 5 e 6 giugno tra Marsala (Trapani) e lo Stagnone si terrà “Trame di Vino”, con un programma che punta a leggere la laguna non soltanto come luogo simbolo della Sicilia occidentale ma come area vitivinicola con una propria identità produttiva. L’iniziativa è promossa da Feudo Stagnone e si inserisce in una fase delicata per il territorio, oggi al centro della candidatura a Riserva della Biosfera Mab Unesco.

Il progetto ruota attorno all’idea che lo Stagnone possa essere raccontato anche attraverso il vino, come espressione diretta di un ecosistema costruito da mare, vento, sale, luce e biodiversità. In questo tratto di costa la viticoltura si sviluppa in un paesaggio dove convivono le saline, i mulini a vento, l’eredità archeologica di Mozia e una lunga storia di scambi nel Mediterraneo. La coltivazione della vite viene così presentata non solo come attività agricola ma come parte della tutela e della lettura contemporanea del territorio.

I vigneti di Feudo Stagnone si estendono tra Marsala e Trapani, su suoli sabbiosi ricchi di sali minerali e sedimenti marini. A incidere sul profilo dei vini sono anche le brezze costanti, che mitigano le temperature lungo l’anno, rallentano le maturazioni e aiutano a preservare freschezza e integrità aromatica. Da qui l’insistenza dell’azienda su una viticoltura che nasce dentro un equilibrio naturale preciso e che trova proprio in questi elementi la propria riconoscibilità.

Tra i protagonisti del percorso di valorizzazione c’è Giuseppe Figlioli, direttore tecnico di Feudo Stagnone e presidente di Assoenologi Sicilia. “Trame di Vino rappresenta una tappa importante di un percorso che mette finalmente al centro il valore autentico di questo territorio” ha messo in luce Figlioli, sottolineando che “lo Stagnone non è soltanto un paesaggio straordinario: è un ecosistema produttivo capace di generare vini con una riconoscibilità precisa, contemporanea, profondamente mediterranea”. Nella sua lettura il vino deve diventare il principale interprete della laguna, della sua biodiversità e della sua cultura, fino a sostenere anche un nuovo modello di enoturismo.

Il programma alternerà momenti di confronto alle Saline Ettore e Infersa e attività direttamente nei vigneti. Una parte degli incontri sarà dedicata ai modelli di consumo e al rapporto con il canale Horeca, mentre il momento tecnico centrale sarà una masterclass guidata da Andrea Amadei, costruita per approfondire le potenzialità evolutive dei vini prodotti in quest’area. Il filo conduttore sarà il rapporto tra venti marini, suoli chiari e stile dei vini.

La degustazione sarà dedicata ad alcuni dei principali vitigni autoctoni siciliani, dal Grillo al Lucido, dal Nerello Mascalese al Perricone. In questo passaggio Feudo Stagnone prova a legare il proprio nome non a un’unica etichetta o varietà, ma a una visione più ampia della Sicilia occidentale, fondata sulla pluralità delle sue espressioni viticole e sulla capacità di tradurle in un racconto coerente.

Sul fronte commerciale, l’azienda collega questo lavoro anche all’evoluzione della domanda. “Cresce la richiesta di vini autentici, riconoscibili e in grado di raccontare al meglio l’anima di un luogo” ha affermato il direttore commerciale Salvatore Marino, spiegando che “il nostro obiettivo, in tal senso, è quello di costruire una proposta capace di valorizzare la straordinaria biodiversità viticola della Sicilia occidentale, portando nel panorama nazionale ed estero prodotti contemporanei e di grande personalità”.

Le due giornate del 5 e 6 giugno assumono così il valore di un passaggio dentro un progetto più ampio, con cui Feudo Stagnone prova a collocare lo Stagnone tra i territori del vino capaci di tenere insieme qualità produttiva, accoglienza e tutela ambientale.

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