Cina avverte: reagiremo se Ue impone altre restrizioni commerciali
Roma, 31 mag. (askanews) – La Cina ha avvertito l’Unione europea che adotterà contromisure se Bruxelles imporrà nuove restrizioni commerciali nei suoi confronti, mentre le due parti discutono possibili strumenti per affrontare lo squilibrio negli scambi e le pressioni della sovracapacità produttiva cinese su alcuni settori europei.
“Se l’Ue insisterà nell’introdurre unilateralmente nuovi strumenti commerciali e nell’imporre restrizioni discriminatorie, la Cina reagirà con fermezza e adotterà misure efficaci per salvaguardare i propri interessi”, ha dichiarato il ministero del Commercio cinese in una nota.
Il ministero ha precisato che i canali di comunicazione tra Cina e Ue restano aperti e che entrambe le parti intendono portare avanti i dialoghi pertinenti. Pechino ha anche annunciato che Cina e Ue stanno esplorando la creazione di un meccanismo di consultazione su commercio e investimenti, senza fornire ulteriori dettagli.
La presa di posizione arriva dopo le riunioni della Commissione europea di venerdì, dedicate alla valutazione di possibili strumenti di sicurezza economica per rispondere al crescente squilibrio commerciale con la Cina. Bruxelles non ha annunciato misure immediate, ma dovrebbe rafforzare le salvaguardie nei settori più esposti alla pressione della sovracapacità cinese.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presenterà le raccomandazioni ai leader dell’Ue al Consiglio europeo del 18 e 19 giugno, quando le relazioni con Pechino saranno all’ordine del giorno.
“L’attuale stato delle relazioni commerciali e di investimento non è sostenibile”, ha affermato Bruxelles dopo la riunione, ribadendo però che l’approccio europeo resta quello del “de-risking, non del decoupling”, cioè della riduzione dei rischi senza un disaccoppiamento dalla Cina.
Nelle ultime settimane sono aumentate in Europa le richieste di uno strumento simile alla Section 301 statunitense, che consente indagini e azioni contro Paesi accusati di pratiche commerciali scorrette. Secondo un rapporto del Center for European Reform, uno strumento europeo di questo tipo permetterebbe a Bruxelles di intervenire contro distorsioni non coperte dalle tradizionali difese commerciali e di proteggere settori vulnerabili come auto, chimica ed energia pulita.
Il deficit commerciale dell’Ue nei beni con la Cina è salito a 360 miliardi di euro lo scorso anno, contro i 312 miliardi del 2024, secondo dati europei. Pechino ha però contestato l’uso selettivo delle statistiche da parte dell’Ue.
La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning aveva affermato giovedì che valutare le relazioni commerciali bilaterali guardando solo al commercio di beni, ai dati complessivi e alle importazioni dalla Cina, ignorando servizi, ritorni sugli investimenti, flussi di profitti e restrizioni europee all’export, porta inevitabilmente a una conclusione parziale di squilibrio commerciale.


