Meloni convince ancora von der Leyen, ma la flessibilità non è quella che voleva
AskaNews
di admin Administrator  
il 06/06/2026

Meloni convince ancora von der Leyen, ma la flessibilità non è quella che voleva

Roma, 6 giu. (askanews) – Ancora una volta Giorgia Meloni è riuscita a convincere Ursula von der Leyen. Ma la “vittoria” della presidente del Consiglio italiana è a metà: la flessibilità concessa da Bruxelles non è precisamente quella che aveva richiesto. E se mediaticamente ha avuto buon gioco a rivendicare il successo di un governo che “indica la strada” all’Europa, quanto ottenuto non soddisfa la Lega che mugugna (più o meno apertamente) ma anche parte di Fratelli d’Italia. In sostanza l’Italia potrà sì spendere circa 14 miliardi in più nell’arco di tre anni, ma non per ridurre i costi di carburanti e bollette, ma bensì per investire sulla decarbonizzazione. Insomma per accelerare su quel green deal “ideologico” (cit.) su cui sin qui l’Italia non ha fatto il massimo.

Spieghiamo un po’ meglio. Il 3 giugno la Commissione ha presentato il “pacchetto di primavera” del Semestre europeo sulle politiche di bilancio. L’Italia resta sottoposta a procedura europea per deficit eccessivo, perchè anche se “complessivamente” ha “attuato i suoi impegni in maniera soddisfacente” i dati non consentono ancora una conclusione della procedura stessa. Dalla procedura esce Malta, mentre entrerà la Bulgaria, a pochi mesi dall’ingresso nell’euro. Per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia, la Commissione considera che sono state intraprese azioni per correggere i deficit eccessivi e “perciò a questo stadio non sono necessari altri passi”.

Per quanto riguarda Roma, nella Comunicazione complessiva sul Semestre europeo, la Commissione rileva che nel 2025 la crescita della spesa ha superato i limiti raccomandati dal Consiglio, sia in termini di variazione annua sia in termini cumulati, ma solo in maniera marginale in quest’ultimo caso. “La spesa netta per il 2026 è prevista al di sotto dei limiti raccomandati sia in termini annuali sia in termini cumulati. Per questo, si valuta che l’Italia sia inadempiente per il 2025 ma che sia prevista adempiente sul 2026. La deviazione del 2025 richiede una valutazione complessiva. Tenendo conto del calo nominale del deficit – prosegue la Commissione – della correzione prevista della situazione di deficit eccessivo del 2026 e della limitatezza della deviazione del 2025, si considera che l’Italia abbia assunto misure efficaci. Per questo – dice la Commissione – la procedura per deficit eccessivo è tenuta in sospeso”. Veniamo alla richiesta di flessibilità. La Commissione ha proposto un margine di flessibilità ai paesi dell’Unione Europea pari allo 0,3% del Pil all’anno, o comunque uno 0,6% complessivo fino al 2028 (pari a circa 14 miliardi di euro), da utilizzare nell’ambito della clausola per le spese supplementari in difesa ma da dedicare “al rafforzamento della resilienza strutturale del sistema energetico europeo e dell’accelerazione dalla della transizione dalle fonti fossili”, includendo “sostegni a imprese e famiglie per ridurre la loro dipendenza da carburanti fossili.

Dunque non sconti sui carburanti (su cui l’Italia ha sin qui speso 1,5 miliardi “lordi”, circa 520 mln contando quanto è stato finanziato con extragettito Iva) ma piuttosto il contrario. Lo ha detto chiaramente il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, in conferenza stampa: la flessibilità concessa “non copre le misure che sovvenzionano l’uso di carburanti fossili, come le riduzioni non mirate della tassazione” e “le nostre raccomandazioni restano invariate – ha aggiunto – servono misure temporanee e mirate, che non alimentino la domanda di carburanti fossili perché ora fronteggiamo uno shock dell’offerta”.

Quindi la Commissione non prenderà in considerazione misure come quelle già prese dall’Italia riguardo alla riduzione delle accise sui carburanti (pari allo 0,3% del Pil), o eventuali sussidi agli autotrasportatori come compensazione dei rincari sugli stessi carburanti, e qualunque misura di sostegno che abbia l’effetto di ridurre i costi pagati per le fonti fossili. Sarebbero ammissibili invece tutte le misure per ridurre la dipendenza da carburanti fossili e promuovere la decarbonizzazione, per accelerare l’elettrificazione (compresi gli investimenti per lo sviluppo delle reti elettriche, lo stoccaggio di elettricità e le batterie), per il risparmio di energia e per l’espansione delle fonti di energia pulite.

Certo, sottolineano in questi giorni fonti parlamentari, poi la flessibilità potrebbe essere usata almeno in parte come una partita di giro “all’italiana”. “Nell’ambito delle pieghe del bilancio – spiegano le fonti – è possibile spostare alcuni investimenti ‘green’ all’interno di quelli che verranno proposti alla Commissione per liberare risorse da altri capitoli, da utilizzare per misure che altrimenti non sarebbero concesse. C’è un po’ da lavorare sui numeri ma qualche operazione sarà possibile farla”. Anche in vista della campagna elettorale per le Politiche 2027. Comunque, bisogna sempre tener presente che essendo in procedura per deficit eccessivo l’Italia potrà sì spendere per il 2026 e per il 2027 lo 0,3% del Pil, in più rispetto al percorso di riduzione della spesa netta per sette anni che è stato fissato per il Paese per mettersi in regola, secondo quanto previsto dal nuovo Patto di stabilità. Ma al termine dei sette anni, l’Italia dovrà comunque aver riassorbito la spesa aggiuntiva per le misure energetiche, e soprattutto dovrà avere il suo debito pubblico dell’ultimo anno in diminuzione, rispetto all’anno precedente, e il trend di riduzione confermato anche nelle previsioni per i due anni seguenti.

Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli

[Cosa ha ottenuto il governo italiano (e cosa può fare con i fondi)|PN_20260606_00033|nl50| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260606_114304_ADF1FA71.jpg |06/06/2026 11:43:11|Meloni convince ancora von der Leyen, ma la flessibilità non è quella che voleva|Ue|Politica, Europa Building]

Regione VdA: in arrivo il voucher di conciliazione vita-lavoro per 1,9 milioni di euro
L’importo sarà determinato in base all’Isee e ai carichi di cura dichiarati. Per ogni persona assistita è previsto un contributo tra i 200 e gli 800 euro, implementati fino a 1200 euro in presenza di disabilità
il 05/06/2026
L’importo sarà determinato in base all’Isee e ai carichi di cura dichiarati. Per ogni persona assistita è previsto un contributo tra i 200 e gli 800 e...
Cosa fare nel fine settimana in Valle d’Aosta
Tra Aosta e Brissogne si tiene la Giornata Nazionale dello Sport; a Cogne prosegue Cantine Gourmet; Ernia è il grande ospite dell’Aosta Summer Festival; Joan Thiele si esibisce a Doues
il 05/06/2026
Tra Aosta e Brissogne si tiene la Giornata Nazionale dello Sport; a Cogne prosegue Cantine Gourmet; Ernia è il grande ospite dell’Aosta Summer Festiva...