Tabacco: sindacati chiedono una normativa che tenga conto della salute dei cittadini
Roma, 11 giu. – La Commissione Europea ha avviato l’iter di revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD) e della Direttiva sulla Pubblicità del Tabacco (TAD), lanciando una consultazione pubblica aperta a tutti gli stakeholder. A renderlo noto sono i sindacati di categoria Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, che esprimono preoccupazione per un approccio che ignora del tutto l’impatto socioeconomico e occupazionale che le nuove restrizioni avranno sulle lavoratrici e i lavoratori del settore e di tutta la filiera tabacchicola.
“Le valutazioni preliminari della Commissione – affermano Fai, Flai e Uila – si concentrano sugli aspetti sanitari, violando i suoi stessi standard di ‘Better Regulation’, i quali impongono di valutare attentamente le ricadute su occupazione, condizioni di lavoro e protezione sociale. Condividiamo pienamente l’obiettivo della tutela della salute pubblica, ma se perseguita insieme alla tenuta occupazionale di chi opera nel settore”.
I sindacati sottolineano che l’industria del tabacco in Europa garantisce occupazione stabile, buoni salari e contratti collettivi solidi a 47mila lavoratori diretti e supporta oltre 1,5 milioni di posti di lavoro lungo l’intera filiera agricola, manifatturiera e distributiva. “Un inasprimento normativo che spinga fuori mercato i prodotti legali – affermano – rischia di spostare i consumatori verso il commercio illecito, alimentando la criminalità organizzata e facilitando la distruzione di posti di lavoro sicuri e tutelati. Chiediamo alla Commissione europea di integrare la normativa introducendo meccanismi che difendano l’occupazione e garantiscano percorsi legali verso la transizione del settore”.
I sindacati invitano pertanto le lavoratrici e i lavoratori del settore a organizzare assemblee nei luoghi di lavoro, a coinvolgere rappresentanti politici e istituzionali sia locali che nazionali ed europei, e a partecipare alla consultazione attraverso il sito della Commissione europea, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare le istituzioni rispetto ai rischi di derive normative che non tengano conto della tenuta sociale e della salute pubblica.
