Incentivi Mase: Leapmotor T03 regina, sostiene vendite Stellantis
Milano, 19 giu. (askanews) – Gli incentivi Mase per l’elettrico (600 milion circa) hanno cambiato in pochi mesi la fotografia del mercato Bev italiano, premiando soprattutto citycar e modelli d’ingresso. Il caso più evidente è Leapmotor T03, diventata il modello simbolo della misura: secondo Motus-E, nei primi cinque mesi dell’anno è stata l’elettrica più venduta in Italia con 19.094 immatricolazioni, davanti a Citroen C3, Dacia Spring, Tesla Model Y e Byd Dolphin Surf.
L’effetto Leapmotor aiuta anche a leggere i numeri di Stellantis in Italia. Nei primi cinque mesi, ha spiegato il ceo Antonio Filosa nell’audizione in Parlamento, le vendite del gruppo sono aumentate di circa il 6%, ma il progresso sale a circa il 15% includendo Leapmotor.
Il traino degli incentivi si vede soprattutto nelle elettriche pure e nei territori. Secondo Unrae, a maggio le Bev hanno raggiunto una quota dell’8,8%, sostenute dall’”onda lunga” degli incentivi concentrati su uno specifico brand e modello. Nel primo trimestre, Sud e Isole sono passati da 3.700 a 11.849 immatricolazioni Bev, triplicando la quota nazionale dal 16,1% al 31,3%; la Sicilia è cresciuta del 314%, da 889 a 3.684 unità.
Il meccanismo ha inciso sui modelli più economici, perché il contributo massimo da 11mila euro, legato a Isee, rottamazione e requisiti della misura, ha abbattuto il prezzo effettivo pagato dal cliente. Leapmotor T03, con prezzo promozionale e incentivo massimo, è arrivata a costare 5.500 euro. Prezzo che ha reso la citycar cinese, venduta in Europa dalla joint venture Leapmotor International controllata da Stellantis, la regina degli incentivi.
Tra le alternative più convenienti ci sono Dacia Spring, con prezzo teorico con incentivo massimo nell’ordine di 7mila euro, e Byd Dolphin Surf, con costo effettivo potenzialmente sotto 9mila euro, mentre la Citroen ë-C3 si attesta intorno a 9.500 euro.
Più in alto Fiat Grande Panda elettrica, da circa 24mila euro, e MG4, da circa 25.500 euro nella versione d’accesso: anche in questi casi il contributo ha ridotto in modo significativo il prezzo, ma senza arrivare ai livelli di T03 e Spring. Toyota figura fra le case che hanno beneficiato della misura, ma non è nel cuore del segmento low cost: la Bev oggi in gamma in Italia è soprattutto bZ4X, suv elettrico di fascia più alta.
C’è poi il fronte degli effetti distorsivi. Il prezzo molto basso pagato da alcuni clienti grazie agli incentivi si accompagna al fatto che le vetture vengano assicurate sul valore commerciale pieno, aprendo un’area di attenzione su possibili comportamenti opportunistici o truffe. Gli stessi concessionari segnalano inoltre che una parte della clientela ha acquistato Bev soprattutto per il prezzo, senza conoscere bene prodotto, autonomia e modalità di ricarica.
Un tema sollevato anche da Andrea Bartolomeo, country manager di MG Motor Italy, secondo cui incentivi così elevati e non proporzionali al prezzo dell’auto hanno spinto alcuni clienti verso l’elettrico più per convenienza immediata che per reale valutazione delle proprie esigenze. Il problema si accentua nelle aree lontane dai centri urbani, in particolare al Sud e in Sicilia, dove la rete di ricarica resta più rarefatta e diversi clienti si trovano in difficoltà nell’utilizzo quotidiano dell’auto elettrica.
