La rivista della Biennale di Venezia: “Il respiro di un’istituzione”
Venezia, 19 giu. (askanews) – Un nuovo numero, dedicato al tema degli emisferi, con contributi di Cai Guo-Qiang, Giorgio Vallortigara, Eyal Weizman e Grazie Toderi, e immagini di Luigi Ghirri, della missione Artemis, di Adrian Paci, di Tullio Pericoli o Claudio Parmiggiani. La pubblicazione del secondo tomo del 2026 è l’occasione per tornare a parlare della rivista della Biennale di Venezia, trimestrale che trasporta sulla carta il senso poliedrico dell’istituzione guidata da Pietrangelo Buttafuoco. “La rivista della Biennale di Venezia, così come l’attività di Archivio, così come l’attività della Biennale in sé – ha detto il presidente ad askanews – è il respiro quotidiano di un’istituzione che produce contenuti, sollecita la riflessione e soprattutto riesce a dimostrare nella ultracinquantennale esistenza della rivista la capacità di avere anche lettori oltre che visitatori”.
Rinata nel 2024 dopo 53 anni, la rivista della Biennale segue la parola guida “ricerca”, ma rappresenta anche una precisa scelta delle forme che la cultura può assumere nel nostro tempo, assediato dalla vita digitale. “È un concreto manufatto la rivista – ha aggiunto Buttafuoco – ovviamente realizzato questo manufatto con tutti i crismi della bellezza, della qualità e del contenuto. E’ rigorosamente cartacea, proprio perché ha una sua unicità e ovviamente può diventare collezione, ma su questo ci affidiamo alla volontà dei lettori di saperne fare custodia”.
Anche come testimoni di un tempo nel quale la cultura resta una luce in mezzo a tanto buio.
