Aosta, malore al volante: «grazie a chi mi ha salvato chiamando i soccorsi»
La disavventura a lieto fine di Moreno Golia che vuole far arrivare la sua gratitudine alla persona che ieri sera lo ha soccorso sulla strada per Porossan
Aosta, malore al volante: «grazie a chi mi ha salvato chiamando i soccorsi».
Una piccola grande storia di civiltà, educazione, altruismo, empatia, chiamatela come volete.
Anzichè tirar dritto con la propria auto, qualcuno si è fermato e ha allertato i soccorsi, notando un uomo svenuto nell’abitacolo di una utilitaria a bordo strada.
È accaduto ieri sera ad Aosta, all’altezza della rotonda per Porossan, per fortuna senza gravi conseguenze. Un quarantenne di Aymavilles, temporaneamente domiciliato a Porossan, stava rientrando a casa intorno alle 21.30; ha avvertito un malore e ha avuto la prontezza di accostare la sua Panda rossa. Di lì, il vuoto. Non ricorda più nulla.
«Qualcuno però si è fermato notando la mia auto, ha visto che ero svenuto e ha allertato i soccorsi. Non so chi sia, so solo che se oggi posso scrivere queste parole è perchè qualcuno ha deciso di non voltarsi dall’altra parte» spiega Moreno Golia, piccolo imprenditore e sindacalista, protagonista della disavventura di ieri sera.
«Se quella persona dovesse leggere questo messaggio, vorrei che sapesse che le sarò grato per tutta la vita. Hai visto un perfetto sconosciuto in difficoltà e hai scelto di fermarti. Quel gesto, che forse per te è stato naturale, per me ha significato tutto» scrive sui social Golia, nel tentativo di far arrivare la sua gratitudine allo sconosciuto o sconosciuta che ieri sera lo ha aiutato.
Grazie agli operatori del 118 e pronto soccorso
«Voglio ringraziare con tutto il cuore anche gli operatori del 118, i soccorritori, le operatrici socio-sanitarie, gli infermieri, i medici e tutto il personale dell’ospedale che si è preso cura di me con una professionalità e un’umanità che non dimenticherò mai.
Mi hanno raccontato che, quando ho ripreso conoscenza, non sono stato molto gentile.
Se sono sembrato maleducato o indisponente, vi chiedo sinceramente scusa. Non ero davvero io. Era come essermi risvegliato dopo aver preso un pugno in pieno volto, completamente confuso, senza capire dove fossi, cosa fosse successo e perché mi trovassi lì» racconta il giovane.
«Ieri ho capito quanto possa essere importante un gesto che dura pochi minuti. Fermarsi, chiedere se qualcuno ha bisogno di aiuto, fare una telefonata. Per chi lo compie può sembrare una cosa normale, ma per chi la riceve può significare una vita. Io non conosco i vostri nomi e probabilmente non riuscirò mai a ringraziarvi uno a uno, ma spero che queste parole arrivino fino a voi – dice Golia -. Dal profondo del cuore, grazie a chi si è fermato per aiutare quel ragazzo sulla Panda rossa, grazie a chi ha chiamato i soccorsi e grazie a tutte le persone che si sono prese cura di me. Mi avete ricordato che, anche nei momenti più bui, esistono ancora persone straordinarie. E questo è qualcosa che porterò nel cuore per tutta la vita».
«Adesso sto meglio, i medici mi hanno trovato disidratato, forse si è trattato di un problema neurologico per il quale mi hanno consigliato riposo e qualche approfondimento clinico che eseguirò presto» conclude Golia.
(c.t.)
