Picco di caldo nel fine settimana: fino a 40 gradi. Nei pronto soccorso +10-15% accessi ma nessun allarme
AskaNews
di admin Administrator  
il 26/06/2026

Picco di caldo nel fine settimana: fino a 40 gradi. Nei pronto soccorso +10-15% accessi ma nessun allarme

Roma, 26 giu. (askanews) – Il caldo raggiungerà il picco nel weekend, con punte fino a 40 gradi reali o percepiti su una parte ampia dell’Italia, prima di una svolta attesa dalla prossima settimana con temporali organizzati, calo termico e rischio più elevato di grandine. La fase più intensa dell’anticiclone africano Caronte è prevista tra sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 giugno; il cambiamento dovrebbe iniziare tra il tardo pomeriggio di lunedì e martedì 30 giugno sulle aree montane, per poi diventare più netto da mercoledì 1 luglio.

Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media di iLMeteo, collega la possibile uscita dalla fase più calda all’arrivo di una perturbazione atlantica dall’Islanda. Il sistema, individuato come nucleo di instabilità in area groenlandese, dovrebbe rafforzarsi nei prossimi 5-6 giorni e raggiungere prima l’arco alpino, poi il resto del Paese.

Prima del cambio di circolazione, l’alta pressione manterrà condizioni di caldo intenso. L’indice bioclimatico di disagio, usato per valutare lo stress termico sul corpo umano, raggiungerà il livello massimo di “pericolo” su Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Le notti resteranno molto calde, con valori indicati fino a 27-28 gradi nelle situazioni più sfavorevoli.

Il primo segnale del cedimento dell’anticiclone è atteso sulle aree alpine e appenniniche, dove tra lunedì 29 e martedì 30 giugno potranno svilupparsi i primi temporali organizzati. La data centrale resta mercoledì 1 luglio, quando la perturbazione groenlandese-islandese dovrebbe aprire un varco nell’alta pressione e favorire l’ingresso di aria più fresca nordatlantica in quota.

Il passaggio non sarà privo di criticità. L’aria calda e umida presente nei bassi strati si troverà a interagire con aria più fresca in quota, aumentando l’instabilità atmosferica. In queste condizioni possono formarsi cumulonembi con correnti ascensionali intense e discendenze capaci di trasferire verso il suolo aria molto più fredda, con bruschi cali di temperatura, raffiche violente e precipitazioni localmente forti.

Il fenomeno indicato come “Cold Pool”, letteralmente piscina di aria fredda, nasce all’interno dei temporali quando l’evaporazione della pioggia e della grandine raffredda rapidamente una massa d’aria. Questa sacca, più pesante, scende verso il basso e, una volta raggiunto il suolo, si espande in modo rapido verso pianure e fondovalle. È uno dei meccanismi che può accompagnare i downburst, cioè le raffiche improvvise e violente associate agli acquazzoni estivi.

Il calo termico atteso dalla metà della prossima settimana sarà quindi accompagnato da un rischio più alto di fenomeni intensi, in particolare grandinate e colpi di vento. Dopo il primo impulso del 1 luglio, un secondo passaggio temporalesco viene indicato intorno a venerdì 3 luglio.

Intanto, l’ondata di caldo eccezionale che sta interessando l’Europa occidentale, con Francia e Spagna in prima linea e temperature ben sopra la media stagionale, comincia a farsi sentire anche sui Pronto soccorso italiani. L’aumento degli accessi, per ora, “resta contenuto” e “non c’è nessun allarme”, anche se “possiamo stimare l’incremento in un 10-15% nei dipartimenti di Emergenza-urgenza delle grandi città”, fa sapere la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (SIMEU).

Dopo un fine settimana rovente, il Servizio sanitario nazionale non ha ancora registrato un’impennata negli arrivi.

A pesare è soprattutto la fragilità. “Vediamo molti anziani, in particolare chi convive con più patologie croniche: è la fascia più esposta quando le temperature salgono”, rileva la Società scientifica. Accanto a loro, una presenza che chiede attenzione: “Negli ultimi tempi assistiamo anche alle richieste d’aiuto di persone con difficoltà psichiatriche. Il pronto soccorso supplisce spesso alla mancanza di una rete di sostegno: le nostre strutture restano aperte giorno e notte”.

Con le ondate di calore gli ospedali attivano i codici calore, un percorso assistenziale preferenziale e differenziato per chi manifesta segni e sintomi legati alle alte temperature, di gravità variabile. Uno strumento utile, ma non risolutivo sul piano organizzativo. “I codici calore vanno bene, ma non cambiano molto l’assetto di un pronto soccorso”, osserva la SIMEU: “I picchi di accessi per il caldo colpiscono soprattutto gli ospedali delle grandi città, dove l’afa è più intensa per fattori ambientali e urbanistici”.

[Tra 30 giugno e 1 luglio arrivano temporali con rischio grandine|PN_20260626_00043|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/06/20260626_131612_8BE64827.jpg |26/06/2026 13:16:13|Picco di caldo nel fine settimana: temperature fino a 40 gradi. Nei pronto soccorso +10-15% accessi ma nessun allarme|Meteo|Cronaca]

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