Cina, Xi rivendica ruolo globale del Partito comunista cinese
Roma, 1 lug. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ha espresso forte fiducia nel ruolo del Partito comunista cinese, sia nella governance interna sia sul piano internazionale, in un discorso pronunciato oggi per il 105mo anniversario della fondazione del partito.
Nel suo intervento alla Grande sala del popolo di Pechino, Xi ha ripercorso la storia del partito, rivendicandone i risultati e indicando tra i fattori del successo la disciplina interna e la purezza politica.
Secondo Xi, il percorso seguito dalla Cina ha aperto una nuova via alla modernizzazione per i Paesi in via di sviluppo. “Questo ha creato una nuova forma di civiltà umana e aperto nuove strade per la modernizzazione dei Paesi in via di sviluppo. La Cina ha anche contribuito con le sue idee e le sue soluzioni alle principali sfide globali”, ha affermato.
Xi ha definito il Partito comunista cinese il più grande partito di governo al mondo, dotato di “significativa influenza globale” e del “sincero sostegno del popolo”. Al tempo stesso ha esortato i quadri a non sottovalutare i rischi futuri e a essere pragmatici e flessibili nella soluzione dei problemi, per consentire al partito di restare all’avanguardia.
Il discorso arriva in una fase segnata da conflitti e tensioni globali, dalla guerra in Ucraina alla crisi in Venezuela, fino alla guerra tra Stati uniti e Israele contro l’Iran, estesa in Medio Oriente da febbraio.
Durante la cerimonia, Xi ha anche consegnato le medaglie del primo luglio a personalità riconosciute per il loro contributo al partito. L’evento si svolge in un momento chiave per il Pcc, che si prepara al congresso nazionale del prossimo anno, appuntamento quinquennale destinato a definire la nuova leadership e probabilmente ad approvare un nuovo mandato di cinque anni per Xi alla guida del partito.
Xi ha inoltre chiesto di accelerare la modernizzazione militare, sollecitando l’Esercito popolare di liberazione a raggiungere gli obiettivi fissati per il suo centenario, il primo agosto 2027, e ad avanzare verso la costruzione di una forza armata “di livello mondiale”, traguardo indicato da Pechino per il 2050.
Il leader cinese ha invocato anche il rafforzamento della costruzione politica delle forze armate e il governo dell’esercito secondo la legge, formule associate alla campagna anticorruzione nelle forze armate.
Il richiamo arriva mentre Pechino prosegue la stretta anticorruzione nell’Esercito popolare di liberazione, che ha coinvolto una serie di generali, compresi cinque dei sette membri della Commissione militare centrale, il massimo organismo decisionale militare del Paese.
Xi ha ribadito anche la linea su Taiwan. “Risolvere la questione di Taiwan e realizzare la completa riunificazione della madrepatria è la missione storica incrollabile del nostro partito e l’aspirazione comune di tutto il popolo cinese”, ha detto.
Il presidente ha chiesto di approfondire gli scambi, la cooperazione e lo sviluppo integrato tra le due sponde dello Stretto, promettendo al tempo stesso di “colpire risolutamente le forze separatiste dell’indipendenza di Taiwan”, opporsi alle interferenze esterne e portare avanti la causa della riunificazione nazionale.
Pechino considera Taiwan una provincia ribelle da riunificare anche con la forza, se necessario. La maggior parte dei Paesi, compresi gli Stati uniti, non riconosce l’isola autogovernata come Stato indipendente, ma si oppone a un cambiamento dello status quo con la forza.
