Vaccinazioni pediatriche: Zucchi (FdI) contro la Regione: «macchè semplificazione, in Commissione, un muro sprezzante»
Primo a destra, il consigliere capogruppo di Fratelli d'Italia Alberto Zucchi
ATTUALITA', Politica, Salute, Sanità
di Cinzia Timpano  
il 01/07/2026

Vaccinazioni pediatriche: Zucchi (FdI) contro la Regione: «macchè semplificazione, in Commissione, un muro sprezzante»

Tiene banco la circolare regionale contestata da Fratelli d'Italia già a novembre 2025

Vaccinazioni pediatriche: Zucchi (FdI) contro la Regione: «macchè semplificazione, in Commissione, un muro sprezzante».

Di obbligo vaccinale in ambito scolastico, ha discusso stamattina la V Commissione.

Nella prima sessione sono stati auditi la vice presidente del Coordinamento del Movimento italiano per la libertà di vaccinazione (Comilva) Anna Pettinaroli, il medico specialista in igiene e medicina preventiva Alberto Donzelli e l’avvocato Francesco Paolo Cinquemani, esperto in diritto sanitario.

Successivamente, la Commissione ha sentito gli assessori alla Sanità Carlo Marzi, e all’Istruzione, Erik Lavevaz, accompagnati dal dirigente dell’Avvocatura regionale Riccardo Jans, dalla Sovraintendente agli studi Marina Fey, dal coordinatore del Dipartimento regionale della sanità Claudio Perratone, dal direttore generale ad interim dell’azienda Usl Mauro Occhi e dal direttore della Struttura di Igiene e sanità pubblica dell’Usl Salvatore Bongiorno.

«Le audizioni odierne fanno seguito a due iniziative presentate in Consiglio regionale dai gruppi FdI e Lega VdA – ha detto la presidente della Commissione, Luisa Trione (CA) – riguardanti la circolare regionale adottata a partire dall’anno scolastico 2025-2026, che disciplina le modalità di applicazione in Valle d’Aosta della legge n. 119 del 2017 sull’obbligo vaccinale per i minori».

«Semplificare gli adempimenti, nessuna ulteriore restrizione»

Secondo l’assessore alla Sanità Carlo Marzi e all’Istruzione Erik Lavevaz, la circolare contestata da FdI, Lega, Comilva e VdA Futura, «non introduce ulteriori restrizioni al quadro normativo nazionale ed è stata predisposta con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti per le famiglie e per le istituzioni scolastiche».

L’interpellanza di FdI nel novembre 2025

Della questione, si occupa da mesi il consigliere capogruppo di FdI Alberto Zucchi che già il 21 novembre 2025 aveva presentato un’interpellanza in Consiglio regionale, chiedendo l’annullamento in autotutela o la modifica della circolare regionale.

Era seguito anche un ordine del giorno del capogruppo della Lega VdA Andrea Manfrin, il 17 dicembre scorso.

Il commento del consigliere Zucchi

«Tre circolari, una peggiore dell’altra, con dettati ancora più restrittivi, più duri che vanno ben oltre ciò che è previsto dalla legge Lorenzin – spiega il consigliere Alberto Zucchi. Già per le prime due avevo chiesto la revoca in autotutela o la modifica, il rischio di ricorsi o richieste risarcitorie è fondato».

«Intanto mi chiedo e ci siamo chiesti se sia possibile che un atto amministrativo qual è una circolare possa sovrastare una norma di legge – commenta Zucchi -. C’è secondo me un non rispetto della gerarchia delle fonti al quale si aggiungono la questione della privacy e la situazione evidentemente difforme, in tema di consenso informato, alla luce dell’ultima sentenza della Corte di Cassazione.
Oggi, in Commissione, ho espressamente chiesto al dottor Donzelli se a fronte di una eventuale impugnativa, in tema di consenso informato, l’effetto sia retroattivo.

«Bhè direi che parliamo di una sequenza di rischi non trascurabile e mi chiedo come sia possibile che l’amministrazione regionale non abbia meglio valutato, limitandosi all’applicazione della legge Lorenzin e della circolare ministeriale. Una legge è una legge, che piaccia o meno» puntualizza il consigliere Zucchi.

Delusione dopo l’audizione in V Commissione

Zucchi è molto deluso dall’esito dell’audizione in V Commissione.

«Non siamo innanzi a una crociata ideologica né da una parte né dall’altra – spiega -. I componenti del Comilva sono arrivati in Commissione con spirito collaborativo, esortando l’analisi della situazione, portando a esempio ciò che avviene nelle altre regioni, che lavorano per disciplinare quanto detto dalla legge Lorenzin, non a inasprire.

E invece ci siamo trovati di fronte il muro sprezzante di chi pensa che chiedere il rispetto della legge sia un modo per evitare la vaccinazione e non ha arretrato la sua convinzione di un millimetro»  secondo Zucchi.

«Il Comilva non è venuto qui con l’intento di minacciare causa, ma non è rispondendo che «le cause si vincono o si perdono» che la questione si risolve. Penso però che forzando la norma e andando contro la legge, il rischio di dover pagare danni non sia così remoto.
Penso anche che si perde di vista il fatto che si parla di bambini che devono essere vaccinati e ritengo che sia giusto rispettare chi decide di informarsi sui tempi di erogazione, sul numero e la frequenza di vaccini; inoculare 10 vaccini al proprio figlio non è uno scherzo e se un genitore vuole essere informato anche sulle conseguenze o se desidera ulteriori valutazioni, non deve correre il rischio di veder estromesso dai servizi alla prima infanzia il proprio bambino».

(c.t.)

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