Calcio: l’anno d’oro di Selena Petroz, promossa in serie B con il Moncalieri
La giocatrice classe 2005 di Pont-Saint-Martin è stata una delle protagoniste della splendida cavalcata della squadra allenata da Franco Semioli
C’è anche la firma di Selena Petroz sull’impresa del Moncalieri Women che ha conquistato la promozione in serie B di calcio femminile.
L’eclettica difensora classe 2005 che ha mosso i primi passi nel Pont Donnaz Hône Arnad Evançon, è stata una delle protagoniste della splendida cavalcata della formazione guidata da Franco Semioli, un passato importante nel calcio di serie A con le maglie di Torino, Fiorentina e Chievo.
Le biancoblu hanno vinto il girone A di serie C, completando l’opera ai play-off, nei quali hanno regolato 2-0 la Salernitana in semifinale e piegato 1-0 l’Orobica Bergamo nella finalissima giocata a Roma.
La cavalcata vincente di Selena Petroz
Selena Petroz, che dopo quattro anni nel settore giovanile della Juventus con tanto di finale scudetto raggiunta nella categoria Under 17 (persa 3-1 contro il Milan) ha quindi giocato due stagioni nel campionato di Primavera 1 con Napoli e Lazio, prima di avvicinarsi a casa e sposare, nell’estate 2024, il progetto del Moncalieri, ambizioso club che aveva la cadetteria nel mirino.
Selena Petroz in azione
E, dopo un anno di assestamento, l’obiettivo è stato centrato, con la valdostana grande protagonista, come certificano le 17 presenze da titolare (più 2 da subentrante) nelle 22 gare di campionato condite da 2 reti (altrettante le ha segnate in Coppa Italia).
E per completare al meglio l’opera, Petroz è entrata in campo al 20’ del primo tempo nella semifinale e ha giocato tutta la finale, per un totale di 24 presenze in 28 impegni ufficiali considerando tutte le competizioni.
Selena Petroz: «La vittoria è il coronamento dei grandi sacrifici fatti da me e dalla mia famiglia»
Selena, il primo grande successo a livello senior: cosa c’è nel trionfo di Roma?
«È una grande soddisfazione a livello personale, sono giovane e ho centrato in fretta un grande traguardo, mentre molte mie compagne erano anni che ci provavano. È stato un bel percorso, una sorta anche di riscatto a livello personale nei confronti di chi in precedenza mi aveva scartato. Di sicuro è il coronamento dei grandi sacrifici fatti da me e dalla mia famiglia».
Com’è nata la scelta di firmare per il Moncalieri?
«Dopo diversi anni lontana da casa, due anni fa ho deciso di avvicinarmi a casa per stare più tranquilla. Cercavano una serie C per ripartire dopo due stagioni nel campionato Primavera 1 e il Moncalieri mi ha proposto un bel progetto. L’estate scorsa la società ha diviso totalmente l’attività femminile da quella maschile e c’è stata un’attenzione maggiore al nostro settore, permettendoci di fare il salto di qualità».
Selena Petroz: «Festeggiare insieme ai miei genitori e mia sorella è stato unico»
Giocarsi tutta la stagione in una partita non è semplice: cosa rimane della finale di Roma?
«È stato un giorno bellissimo, la società ha organizzato un pullman per i tifosi e sentire il calore dei nostri supporters ha reso tutto molto più speciale. In tribuna c’erano i miei genitori e mia sorella, poter festeggiare con loro è stato unico. Avevo giocato una finale scudetto U17, ma non avevo provato quelle emozioni, è stato qualcosa di indescrivibile, solo a riguardare le foto mi vengono i brividi».
Selena Petroz con la sorella e i genitori dopo il trionfo a Roma
Selena Petroz: «Semioli ha saputo essere molto empatico»
Che rapporto ha avuto con Franco Semioli?
«All’inizio non ho avuto un rapporto tranquillo con lui e con la squadra, ci siamo scontrati tante volte, ma poi ha saputo essere molto empatico, il che per una giocatrice come me è fondamentale. Mi ha dato tanto a livello calcistico e umano, riuscendo a farmi sentire la sua fiducia anche nei momenti nei quali io ero oggettivamente in difficoltà».
Selena Petroz: «L’addio alla Juve è stato difficile da superare»
Ha parlato di riscatto: qual è la bocciatura che più le ha fatto male?
«Quella della Juve. A Torino avevo tutto e dover andare via, ad appena 16 anni, è stato difficile, pensavo che non avrei mai più trovato nulla di simile, però non ho mai considerato l’idea di smettere. Grazie all’aiuto della mia famiglia e delle mie compagne che avevano subito la mia stessa sorte sono riuscita a trovare una soluzione e a ripartire».
Cosa si è portata via da Napoli e Lazio?
«Napoli è stato l’inizio di una nuova avventura, ho conosciuto persone meravigliose con le quali mi sento ancora e che mi hanno fatto il regalo di venire a vedere la finale. Ho vissuto una stagione molto bella e ancora adesso mi chiedono di tornare, opzione che non ho mai scartato. Con la Lazio è stato un anno più complicato, anche perché di mezzo c’era la maturità, ma è stato comunque positivo. Conciliare la scuola superiore con il calcio non è stato facile, ma con il giusto impegno sono riuscita ad arrivare al diploma. Adesso studio scienze motorie e, avendo scelto un’università telematica, tutto è più semplice».
Selena Petroz: «Rimango a Moncalieri per giocare il mio primo campionato di serie B»
Cosa c’è nel futuro di Selena Petroz?
«Rimango sicuramente a Moncalieri per giocare il mio primo campionato di serie B. Sarà una stagione molto difficile, ma da parte mia ci sono una grande ambizione e la massima disponibilità per continuare a imparare e a crescere sia a livello mentale che a livello calcistico».
Selena Petroz: «Promozione dedicata alla mia famiglia»
Una promozione in serie B non arriva tutti i giorni: a chi la dedica?
«Alla mia famiglia che mi è sempre stata al fianco, a partire dalla bisnonna Giuliana che aspetta sempre la telefonata con il risultato della partita, ai miei nonni Ivonne e Remo e a mio fratello Alex che hanno guardato la finale in televisione soffrendo sul divano, a papà Luca, mamma Claudia e a mia sorella Giulia che si sono fatti 12 ore di pullman per essere presenti. Tutti loro hanno fatto tanti sacrifici che non si vedono, ma che sono alla base del mio successo sportivo».
(davide pellegrino)
