Haruki Murakami pubblica il suo primo romanzo con protagonista donna
Roma, 3 lug. (askanews) – L’acclamato scrittore giapponese Haruki Murakami ha pubblicato oggi in Giappone un nuovo, atteso romanzo: il primo della sua carriera con una protagonista femminile. L’autore, 77 anni, ha spiegato al Nikkei di aver sentito che era arrivato il momento di affrontare una storia familiare, un tema finora poco presente nella sua narrativa.
Il libro, initolato “Kaho” (accompagnato dal titolo inglese “The Tale of Kaho”), nasce dall’ampliamento di un racconto breve intitolato allo stesso modo, “Kaho”, e si apre con una frase volutamente spiazzante: “Ho frequentato ogni tipo di donna nella mia vita”, dice un uomo, “ma devo dire che non ne ho mai vista una brutta come te”.
La protagonista, Kaho, ha 26 anni ed è un’autrice di libri illustrati. Nella scena iniziale parla con un uomo più anziano conosciuto attraverso una editor. Kaho si arrabbia, ma resta, sorpresa e incuriosita.
“Il primo capitolo si basa su un racconto che ho scritto per una lettura con Mieko Kawakami nel marzo 2024”, ha detto Murakami. “Era qualcosa che avevo scritto dopo essere stato ricoverato per malattia e dopo una pausa dalla scrittura, e ho avuto la sensazione di aver creato qualcosa di piuttosto interessante”.
Murakami ha spiegato di non aver pensato subito al fatto che si trattasse del suo primo romanzo con una protagonista femminile, anche perché in passato aveva già scritto racconti con figure femminili centrali. “Ho reso Kaho una giovane donna molto ordinaria, a parte il fatto che le piace disegnare”, ha detto.
Secondo lo scrittore, il romanzo conserva il suo schema narrativo abituale: il mondo reale e quello irreale si incrociano e interferiscono, generando una tensione da cui prende forma la storia. “Ma poiché alla fine è diventata una storia con una protagonista femminile, ne è uscito un romanzo con un’atmosfera diversa rispetto ai miei lavori precedenti”, ha aggiunto.
Un’influenza importante è arrivata anche dall’esperienza di Murakami come visiting professor al Wellesley College, negli Stati uniti, tra gennaio e maggio 2023. “Era la prima volta che insegnavo in un college femminile”, ha raccontato. “Le studentesse avevano una forte consapevolezza politica e un grande interesse per le questioni di genere. Si discuteva molto di come gli scrittori uomini rappresentano le donne, e sono diventato più consapevole del punto di vista femminile”.
Scrivendo il romanzo, Murakami ha detto di aver cercato di guardare il mondo attraverso gli occhi di una donna di 26 anni, così come in “Kafka sulla spiaggia” aveva guardato il mondo attraverso quelli di un ragazzo di 15 anni. “Come il sentirsi un po’ spaventata camminando da sola di notte. Naturalmente sono un uomo, quindi non so se sia accurato o no”, ha osservato.
Il romanzo introduce anche il tema familiare, in particolare il rapporto tra madre e figlia. “Sono sempre stato molto interessato agli individui, quindi non avevo scritto molto sulle famiglie, ma ho sentito che era il momento”, ha detto Murakami.
Nei capitoli successivi Kaho incontra esseri misteriosi, tra cui un formichiere capace di parlare il linguaggio umano. “Quello che voglio fare è scrivere mondi irreali usando lo stile del realismo”, ha spiegato Murakami. “Non essendo fantasy, devo scriverlo realisticamente, ma tecnicamente è difficile”.
Nel libro compaiono tre luoghi dell’area di Tokyo: Musashi-Sakai, dove Kaho vive; Hanahata, dove ha vissuto in passato; e Urawa, nella prefettura di Saitama, dove vivono i suoi genitori. Murakami ha detto che sono luoghi legati a suoi conoscenti e li ha definiti, in questo senso, una sorta di riferimento privato.
Il romanzo contiene anche una riflessione sul valore delle storie. Attraverso lo zio di Kaho viene citato Walter Benjamin, secondo cui un vero racconto contiene sempre una qualche utilità, visibile o nascosta. Murakami ha contrapposto la complessità del romanzo alle narrazioni istantanee che dominano l’epoca dei social network, citando anche Donald Trump.
“In un mondo di social network, le narrazioni istantanee prodotte da Donald Trump e da altri attirano più facilmente l’attenzione”, ha detto. “Non ha senso competere in un mondo in cui più breve è meglio”. Per Murakami, proprio la narrazione complessa del romanzo può opporsi alle storie immediate e facili da comprendere.
“La coscienza umana è una totalità, quindi non può essere analizzata con le parole”, ha affermato. “Per questo voglio tradurre la totalità stessa in una storia. E’ questo che voglio fare”.
