India, la polizia non ferma gli “Scarafaggi”: la protesta va avanti
Nuova Delhi, 21 lug. (askanews) – Il movimento degli “Scarafaggi” promette di non arrendersi e portare avanti la protesta fino alle dimissioni del ministro dell’Istruzione indiano Dharmendra Pradhan. Gli studenti sono tornati in strada a Nuova Delhi dopo che la polizia ha cercato di reprimere la manifestazione arrivata davanti al Parlamento con bastoni e gas lacrimogeni: almeno in 180 sono rimasti feriti.
Migliaia di manifestanti si sono radunati nel cuore della capitale indiana per chiedere, oltre alle dimissioni del ministro, di essere ascoltati dal premier Modi, invocando una più ampia riforma dell’istruzione e degli esami per l’accesso all’università, dopo i ripetuti scandali e le fughe di notizie nelle recenti sessioni.
“La protesta non è confinata solo qui. A Nagpur c’è stata una protesta, nel Bengala ci sono diverse proteste, a Lucknow gli studenti sono accusati di aver protestato. E la protesta aumenterà perché c’è rabbia, rabbia delle persone contro queste politiche – dice una donna – qual è la politica di questo governo? Vogliono distruggere l’istruzione”.
E un manifestante assicura: “Daremo senza paura una risposta all’oppressione di ieri. Queste persone, quelle al potere, la polizia, pensano che se ci picchiano con i manganelli, ci spaventeremo. Anche oggi, dopo che ieri hanno usato i manganelli, siamo qui pronti a farci sentire”.
Il Cockroach Janta Party (CJP), il “Movimento degli scarafaggi”, ha conquistato milioni di follower sui social sin dal suo lancio a maggio scorso, alimentando una delle più grandi sfide per il primo ministro nazionalista Narendra Modi da quando ha vinto il suo terzo mandato nel 2024.
“Non ci fermeremo”, ha affermato il portavoce del movimento Ashutosh Ranka sui social condividendo un’immagine delle repressioni da parte della polizia con la scritta “il giorno nero della democrazia”. Mentre il fondatore Abhijeet Dipke ha dichiarato: “Ringraziamo la polizia per aver picchiato bambini e causato ferite alla testa a ragazze di 12 anni”, aggiungendo: “Vogliono spezzarci… Non lasciate che vi mettano a tacere”.
