Nordio: non c’è uno scudo penale per gli agenti, al massimo processuale
Roma, 21 lug. (askanews) – “L’espressione ‘scudo penale’ è assolutamente impropria perché lascia intendere una sorta di immunità, che in realtà non esiste. Al massimo si potrebbe parlare di scudo processuale”. Lo ha detto il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine dell’evento di intitolazione dell’aula magna della scuola di formazione Giovanni Falcone a Nicolò Amato a Roma.
Il guardasigilli ha risposto in merito alla vicenda di Bologna. “La riforma è molto semplice ù ha spiegato ù elimina l’automatismo dell’iscrizione nel registro degli indagati per chi agisce in presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi, l’adempimento di un dovere o l’esercizio di un diritto. Finora, infatti, l’iscrizione era obbligatoria anche solo per consentire alla persona di partecipare alle indagini tramite un proprio consulente, ma si convertiva di fatto in una condanna anticipata”.
Nordio ha aggiunto a che il provvedimento non riguarda solo le forze dell’ordine: “Auspico che finiscano le incomprensioni: questa norma riguarda anche i medici. Anzi, dal mio punto di vista, è ancora più importante nei casi di presunta malpractice. Fino a ieri il medico poteva nominare propri consulenti nelle perizie solo se iscritto nel registro degli indagati, con una macchia ingiusta sul proprio onore e sulla propria professione. Ora potrà farlo senza essere iscritto. Non c’è alcuna immunità ù ha detto Nordio ù ma solo il superamento di un automatismo lesivo”.
