Stellantis, torna in utile ma margini sotto attese: titolo a picco
Roma, 30 lug. (askanews) – Stellantis torna all’utile e genera un miliardo di cassa nel secondo trimestre, ma la redditività sotto le attese e la concorrenza cinese in Europa frenano il rilancio. Il titolo ha perso fino all’8% a Piazza Affari, restando sui minimi poco sotto i 5 euro, pari a una capitalizzazione di circa 14,4 miliardi.
Nel periodo aprile-giugno i ricavi sono saliti del 13% a 43,482 miliardi di euro, l’utile netto è stato pari a 293 milioni, contro la perdita di 1,869 miliardi di un anno prima, e le consegne sono cresciute del 10% a 1,597 milioni.
L’utile operativo rettificato è aumentato da 213 a 773 milioni, sotto il consenso, con il margine salito dallo 0,6% all’1,8%. Il flusso di cassa industriale è stato positivo per un miliardo nel trimestre, ma resta negativo per 921 milioni nel semestre.
“Stiamo continuando il trend positivo del primo trimestre, con miglioramenti significativi su base annua in tutte le principali metriche finanziarie”, ha dichiarato il ceo Antonio Filosa agli analisti.
Filosa ha confermato la guidance 2026, il ritorno a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027 e i target FaSTLAne 2030 per il 2028. “La strada è lunga, ma ci stiamo muovendo nella direzione giusta, con le priorità e il ritmo corretti”, ha aggiunto.
Le priorità sono ampliare la gamma, ridurre i costi e migliorare la qualità, portando la copertura del mercato a circa il 90% in Nord America e in Europa.
Stellantis punta ad attuare entro fine anno il 40% del Value Creation Program. “Nel 2027 prevediamo di beneficiare di 2,4 miliardi di euro”, ha spiegato Filosa. Nel 2028 i risparmi annualizzati dovranno raggiungere sei miliardi.
“Le partnership sono un pilastro fondamentale di FaSTLAne 2030 e i recenti annunci dimostrano quanto Stellantis sia attraente per i costruttori automobilistici e le aziende tecnologiche”, ha affermato Filosa citando Leapmotor, Dongfeng e Tata e “possibili altri partner”.
La qualità dei nuovi veicoli è migliorata del 38% in Nord America e del 24% in Europa, anche se negli Stati Uniti restano elevati i costi per garanzie e richiami.
In Europa le vendite dei marchi Stellantis sono cresciute del 3% e del 7% includendo Leapmotor. Le elettriche sono aumentate del 20%, o del 61% comprendendo il marchio cinese. I maggiori volumi non si sono però tradotti in profitti: l’Europa allargata ha registrato una perdita operativa rettificata di 94 milioni e un margine negativo dello 0,6%, penalizzata da prezzi, mix elettrico e materie prime.
Il cfo Joao Laranjo ha precisato che Leapmotor è redditizia e darà un contributo crescente, ma presenta margini inferiori alla media europea a causa dell’alimentazione elettrica. Nella call non sono emerse nuove indicazioni sugli stabilimenti italiani, mentre Filosa ha ribadito che l’offensiva europea procede nei tempi.
In Nord America le vendite sono cresciute del 6%, segnando il quarto trimestre consecutivo di aumento, mentre negli Stati Uniti la quota è salita di 50 punti base, ma restano gap nei costi e nella qualità.
Nel terzo trimestre Stellantis prevede consegne inferiori per fermate estive e stagionalità. Nel quarto è attesa un’accelerazione dei risparmi, con prezzi favorevoli negli Stati Uniti.
Laranjo ha indicato nel secondo semestre circa un miliardo di effetti negativi rispetto al primo, tra materie prime e mancato ripetersi del rimborso sui dazi Usa (Ieepa), parzialmente compensati da mix, prezzi e taglio dei costi.
Gli analisti restano cauti: Jefferies segnala utile operativo sotto il consenso e leva operativa debole, pur confermando Buy; Equita ritiene che la cassa positiva prevalga sull’utile operativo più basso e conferma Hold con target a 6,40 euro.

