Edileco: il Tribunale concede 60 giorni per avviare un percorso di ristrutturazione del debito
La crisi della cooperativa di Nus vive un'altra puntata. Presentato il nuovo piano di ristrutturazione del debito; udienza in Tribunale per la richiesta di apertura della liquidazione giudiziale rinviata al 25 novembre
Rinvio al 25 novembre dell’udienza sulla richiesta di apertura della liquidazione giudiziale e inizio del percorso per definire un accordo di ristrutturazione del debito, finalizzato a superare la crisi e rilanciare l’attività in continuità aziendale. Questi gli ultimi aggiornamenti in arrivo da Edileco, la cooperativa con sede a Nus, che martedì 18 ha visto la prima tappa, presso il tribunale di Aosta, del processo relativo alla richiesta di apertura della liquidazione giudiziale, pervenuta da uno studio di commercialisti milanese, che risulta tra i creditori.
Edileco: 60 giorni per presentare uno strumento di regolazione della crisi
In sede di camera di consiglio, infatti, il Tribunale di Aosta ha concesso a Edileco Costruzioni e Ristrutturazioni Ecocompatibili l’ok per avviare un percorso per la definizione di un accordo di ristrutturazione del debito, così da provare a superare la fase di crisi e rilanciare l’attività.
Il Tribunale, nella giornata di martedì, ha concesso alla cooperativa di Nus 60 giorni (prorogabili di altri 60) per presentare tale strumento.
Come si legge in una nota diffusa dall’azienda, la camera di consiglio, composta da Paolo Bernardini, Marco Tornatore e Giulia De Luca, ha anche concesso (nuovamente, dopo che era stata negata la proroga lo scorso 1° luglio) le misure protettive per salvaguardare il patrimonio della società, consentendo così «la prosecuzione delle trattative con i creditori nelle more del deposito dello strumento di regolazione della crisi».
Commissaria giudiziale è stata nominata la commercialista pinerolese Manuela Viotto, che dovrà vigilare sull’andamento di attività e trattative, «preservando l’interesse dei creditori e il patrimonio aziendale» spiega ancora la nota.
Edileco: il nuovo percorso di ristrutturazione
Nel comunicato, la cooperativa di Nus illustra la situazione e il percorso di ristrutturazione avviato.
Secondo la ditta del presidente del cda Davide Trapani, la crisi di Edileco è nata «dalla brusca contrazione del mercato edile seguita alla fine del Superbonus, che ha più che dimezzato il fatturato aziendale – specifica la nota -. Una situazione difficile, che Edileco ha scelto per tempo di affrontare con la massima trasparenza nei confronti di tutti i propri interlocutori: fornitori, istituti di credito, finanziatori ed Erario».
Passando al percorso di ristrutturazione, per quanto riguarda i fornitori si parla di un debito scaduto di circa 3 milioni di euro, con l’83% dei creditori ad aver aderito tra rateizzazioni e chiusure a saldo e stralcio.
Con l’erario, la trattativa relativa alla proposta di rinegoziazione sarebbe «in fase avanzata».
Per quanto riguarda istituti di credito e finanziatori, invece, il piano «complesso e diversificato, prevede uno stralcio del debito bancario e rinegoziazione delle scadenze con i finanziatori, la trattativa è in fase avanzata, è previsto un tavolo banche la prima settimana di settembre».
Il nuovo piano di ristrutturazione, poi, secondo l’azienda, si basa «sulle dismissioni di beni della cooperativa e sulla nuova finanza, che deriva dalla vendita di beni messi a disposizione dai soci – spiega ancora il comunicato -. Per il saldo e stralcio previsto dalla manovra sono necessari oltre 1,4 milioni di euro. Sono già state raccolte proposte di acquisto irrevocabili su beni della cooperativa e dei soci per oltre 1,5 milioni, con l’obiettivo di raggiungere 2 milioni entro i prossimi 60 giorni».
Edileco: «L’obiettivo è consolidare l’azienda»
Insomma, l’obiettivo dichiarato di Edileco, per questo 2026, è quello di «consolidare l’azienda e rafforzare il patrimonio oltre le necessità di cassa previste dalla manovra, per consentire una stabilità e una sicurezza operativa per il prossimo futuro».
La cooperativa fa poi un punto sulla difficoltosa operatività attuale.
«Il portafoglio resta una solida garanzia per il futuro – evidenzia l’azienda -. Quindici cantieri sono attivi e diversi nuovi progetti sono in fase di avviamento», con l’impiego di una cinquantina tra dipendenti e soci.
(al.bi.)
