Aosta Pride, l’attacco di Fratelli d’Italia: «Il Comune fa ancora da bancomat a una manifestazione connotata politicamente»; la replica: «Noi dalla parte parte dell’uguaglianza, della dignità e della libertà di tutte e di tutti»
Il duo Drag Karma B
ATTUALITA'
di Erika David  
il 26/08/2026

Aosta Pride, l’attacco di Fratelli d’Italia: «Il Comune fa ancora da bancomat a una manifestazione connotata politicamente»; la replica: «Noi dalla parte parte dell’uguaglianza, della dignità e della libertà di tutte e di tutti»

Il consigliere comunale Cipollone punta il dito sul contributo di quasi 7.000 euro del Comune di Aosta per gli eventi culturali dell'Aosta Pride 2026

«Altri 7mila euro pubblici, il Comune fa ancora da bancomat a una manifestazione connotata politicamente» è il j’accuse di Giuseppe Manuel Cipollone sul contributo del Comune di Aosta per l’Aosta Pride 2026.

Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia VdA contesta la scelta dell’Amministrazione comunale di sostenere con risorse pubbliche gli eventi culturali collegati all’Aosta Pride 2026, manifestazione culturale con «un preciso significato politico».

Il contributo

Cipollone entra nel dettaglio evidenziando le somme e la loro destinazione.

Per un totale di 6.999,04 euro il Comune di Aosta sosterrebbe le spese dello spettacolo del duo drag Karma B (1.500 euro + Iva), lo show del comico Matteo Fallica (1.500 + Iva), oltre a 3.424,54 euro (Iva inclusa) per il service tecnico del teatro e 274,50 euro per l’assistenza tecnico-informatica all’Università della Valle d’Aosta.

«Manifestazione dal fortissimo carattere politico»

«Checché se ne dica, la manifestazione non è meramente culturale ma ha un fortissimo carattere politico» dice Cipollone che richiama il manifesto politico pubblicato sul sito dell’Aosta Pride.

«Qualcuno dovrà rispondere molto bene sull’opportunità di sostenere, con i soldi di tutti i contribuenti, una manifestazione innegabilmente politica nello stesso anno in cui per una importante tradizione come i Carnavals de Montagne non si sono trovate risorse» aggiunge il consigliere in quota FdI.

A essere contestata, sosteine Fratelli d’Italia in una nota, non è la libertà delle persone, ma la scelta dell’Amministrazione di utilizzare risorse per sostenere una manifestazione caratterizzata da contenuti e posizioni ideologiche chiare.

Secondo Fd’I, è proprio l’impiego di risorse pubbliche a rendere necessaria una valutazione politica della scelta: «una cosa è garantire le condizioni affinché ciascuno possa manifestare le proprie idee. Altra cosa è decidere che quelle idee e quella specifica manifestazione debbano essere patrocinate e sostenute economicamente con il denaro di tutti», aggiunge Cipollone.

«Non esiste alcun diritto a essere finanziati dal Comune. Esiste invece il dovere dell’Amministrazione di spiegare ai cittadini perché quasi 7mila euro delle loro risorse debbano essere impiegati per sostenere una manifestazione con una marcata connotazione politica e culturale» aggiunge il Commissario di Fd’I Vd’A, Walter Musso.

«È una scelta politica della Giunta Rocco e, come tale, la contestiamo nel merito».

La replica della Giunta: «Stiamo dalla parte dell’uguaglianza, della dignità e della libertà di tutte e di tutti»

Nel tardo pomeriggio è arrivata la replica della Giunta comunale.

«Per questa amministrazione tutte le persone e tutte le identità hanno eguale dignità e valore – si legge in una nota -. Non esistono cittadine e cittadini i cui diritti, la cui libertà o la cui possibilità di essere rappresentati nello spazio pubblico siano meno meritevoli di attenzione da parte delle istituzioni.

Il Pride ha certamente anche una dimensione politica, nel significato più alto del termine. Nasce da una storia di rivendicazione di diritti, di contrasto alle discriminazioni e di richiesta di piena cittadinanza. Questo non lo rende una manifestazione di partito, né rende improprio che un’amministrazione pubblica sostenga iniziative culturali dedicate alla conoscenza, al confronto, alla libertà e al rispetto delle differenze.

Il sostegno del Comune riguarda infatti una parte della programmazione culturale della Pride Week, composta da spettacoli teatrali, stand-up comedy, cinema, incontri e laboratori che attraversano diversi luoghi della città. È una scelta trasparente e pienamente rivendicata.

Riteniamo che anche attraverso la cultura una comunità possa interrogarsi, conoscersi meglio e contrastare stereotipi, discriminazioni e pregiudizi.

L’utilizzo di risorse pubbliche implica certamente delle scelte. Ed è precisamente responsabilità della politica compierle e spiegarle.

Tra le priorità di questa amministrazione vi sono anche la promozione dei diritti civili, delle pari opportunità, dell’inclusione e del rispetto di ogni persona.

Sono obiettivi che consideriamo parte integrante della costruzione di una città nella quale chiunque possa sentirsi riconosciuto e libero di vivere la propria identità.

È invece improprio contrapporre questo sostegno ai Carnavals de Montagne.

L’edizione 2026 non è saltata perché l’amministrazione abbia scelto di destinare le risorse ad altre identità o ad altre culture.

L’unica data concretamente disponibile era quella immediatamente precedente al passaggio ad Aosta della Fiamma Olimpica, evento che ha richiesto un imponente impegno organizzativo, logistico e di sicurezza, mentre gli organizzatori non disponevano di ulteriori date compatibili con il calendario dei carnevali.

La volontà del Comune di valorizzare questa importante tradizione valdostana è dimostrata dal lavoro avviato immediatamente dopo e dalla programmazione del ritorno dei Carnavals de Montagne ad Aosta il 10 gennaio 2027.

Mettere in competizione la tutela delle tradizioni valdostane con il riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQIA+ significa costruire una contrapposizione che non ci appartiene.

Aosta può essere contemporaneamente orgogliosa delle proprie tradizioni e una città aperta, plurale e capace di riconoscere tutte le persone che la abitano.

Non riteniamo che l’identità di qualcuno valga meno perché minoritaria, né che i suoi diritti diventino “ideologici” nel momento in cui vengono portati nello spazio pubblico. Questa è una scelta politica, certamente. Ed è una scelta che l’amministrazione rivendica. Stare dalla parte dell’uguaglianza, della dignità e della libertà di tutte e di tutti».

(re.aostanews.it)