Rivolta al carcere di Brissogne: lanci di oggetti e un detenuto che si autolesiona con una lametta
L'ingresso del carcere di Brissogne
CRONACA
di Thomas Piccot  
il 28/08/2026

Rivolta al carcere di Brissogne: lanci di oggetti e un detenuto che si autolesiona con una lametta

I disordini sono incominciati ieri sera: interrotta la visita dei Radicali all'istituto di pena

La visita dei Radicali di questo pomeriggio, al carcere di Brissogne, è stata interrotta a causa di una rivolta. La delegazione guidata dal segretario Filippo Blengino non ha potuto accedere alle sezioni detentive. La visita si è quindi limitata a un colloquio con la comandante. Un detenuto si sarebbe autolesionato utilizzando una lametta ed è stato visitato nell’infermeria del carcere.

Interrotta la visita dei Radicali per una rivolta

«I disordini sono iniziati ieri sera e per ragioni di sicurezza non abbiamo potuto accedere alle sezioni, che sono sotto controllo della polizia penitenziaria, a cui va tutta la nostra solidarietà – ha detto Blengino nel corso di un punto stampa all’esterno dell’istituto -. C’è molta tensione non dovuta a un fatto specifico, sono dovute a più disagi e condizioni di fragilità, anche psichiatriche. Sono tensioni che riguardano lanci di oggetti e di acqua, fino ad atti di autolesionismo».

Per Blengino, «è un brutto segnale che per la prima volta in quattro anni non siamo potuti andare oltre, anche ad Aosta succedono fatti gravi».

Il Sinappe: «Aria insostenibile da giorni»

A stretto giro è arrivata anche la presa di posizione del Sinappe.

«Da giorni si respirava un’aria insostenibile – dichiara il vice segretario regionale, Matteo Ricucci -. Nonostante tutti gli alert lanciati dal nostro sindacato, la direzione ha sempre sminuito la gravità dei fatti, fornendo riscontri evasivi e svalutando il contenuto delle nostre note ufficiali. Scelte gestionali discutibili, l’assenza cronica di un direttore fisso e la presenza di un comandante con pochissima esperienza hanno trascinato il carcere di Brissogne in uno stato di completo abbandono. Il personale è allo stremo. Costretto a turni di oltre 12 ore al giorno, spesso senza poter usufruire della pausa pranzo, in servizio per più di 20 giorni consecutivi e chiamato a coprire più posti contemporaneamente. Si tratta di condizioni di lavoro totalmente fuori dalla norma e in aperta violazione di qualsiasi accordo sindacale. Il sistema è letteralmente in autocombustione».

Raffaele Tuttolomondo: «Pretendiamo l’assegnazione di un direttore in sede»

Il segretario nazionale Raffaele Tuttolomondo aggiunge poi altri dettagli. «Desideriamo esprimere tutto il nostro sostegno e la massima solidarietà al personale di Polizia Penitenziaria che, pur allo stremo delle forze e operando in un contesto disastroso, continua a tenere testa all’emergenza con uno straordinario senso del dovere – dice -. Non possiamo però permettere che si continui a speculare sul loro sacrificio. Nelle ultime settimane siamo intervenuti direttamente presso il Provveditore Regionale per chiedere un’immediata verifica sull’adeguatezza della gestione del direttore in missione e del comandante. Pretendiamo l’assegnazione immediata di un direttore titolare in sede e chiediamo ufficialmente che si tenga conto delle carenze di Brissogne nella prossima ripartizione degli allievi agenti del secondo scaglione del 186° corso, per rimpinguare un organico decimato. Non lasceremo soli i nostri colleghi».

(t.p.)

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