Divulga: 31% famiglie taglia spesa cibo per le conseguenze delle guerre
AskaNews
di admin Administrator  
il 04/09/2026

Divulga: 31% famiglie taglia spesa cibo per le conseguenze delle guerre

Milano, 4 set. (askanews) – Il 31% delle famiglie italiane ha tagliato la spesa sia in quantità che in qualità dei cibi acquistati a causa anche degli effetti delle guerre in corso e degli aumenti dei costi che ne derivano. È quanto emerge dal paper Guerre e food insecurity pubblicato dal Centro Studi Divulga.

Dai dati Divulga emerge che nel nostro Paese una famiglia su 10 non può permettersi un pasto proteico (carne o pesce) almeno ogni due giorni. La povertà alimentare colpisce il 9,3% degli italiani e schizza al 18,4% tra le fasce a basso reddito, con quasi il 2,2% della popolazione che vive una condizione di moderata o grave insicurezza alimentare. Un dato che al Sud sale al 2,9%, mentre sia al Nord sia al Centro si attesta all’1,8%.

La fotografia del Centro Studi Divulga mette in evidenza una crisi strutturale in costante peggioramento a causa di guerre, tensioni politiche internazionali e conseguenti aumenti dei costi di produzione nel settore agroalimentare che si riverberano su famiglie e imprese agricole. Nel 2025 il 3,4% dei nuclei familiari non è riuscito a sostenere le spese alimentari in alcuni periodi dell’anno, toccando il 4,1% nel caso delle famiglie unipersonali.

La situazione nazionale riflette una tendenza che attraversa l’intero continente europeo, dove nel 2025 numerosi Paesi si sono attestati al di sopra della media Ue dell’8,5% per incapacità economica di accedere a un pasto proteico regolare.

In Europa la difficoltà economica di alimentarsi correttamente colpisce circa una persona su cinque tra quelle a basso reddito. Il cibo continua a essere disponibile sugli scaffali, ma la sua produzione, distribuzione e vendita sono diventate insostenibili per una fetta sempre più ampia della popolazione, trasformando l’accesso a un’alimentazione sana da diritto fondamentale a fattore di disuguaglianza sociale.

“L’Italia risulta particolarmente esposta alle ripercussioni delle crisi geopolitiche mondiali – ammette Felice Adinolfi, direttore del centro Studi Divulga -. I costanti rincari dei fertilizzanti, dei carburanti e dei mezzi tecnici continuano a gravare sui bilanci delle imprese agricole, affossate da costi di produzione che rimangono sensibilmente superiori rispetto ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto in Ucraina”.

“Le conseguenze arrivano sui carrelli della spesa dei cittadini perché quando i rincari accumulati lungo la filiera si trasferiscono sui prezzi al dettaglio, a ridursi non è soltanto il potere d’acquisto generale, ma la concreta possibilità di scelta alimentare delle famiglie. – continua Adinolfi -. Se a livello globale circa una persona su tre non dispone delle risorse necessarie per sostenere una dieta varia, in Italia e in Europa il fenomeno si traduce in una rinuncia progressiva agli alimenti ad alto valore nutrizionale”.

[Una su 10 non può permettersi pasto con carne o pesce almeno ogni 2 giorni|PN_20260904_00012|gn00 nv03 sp33| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/09/20260904_100009_CF7092BE.jpg |04/09/2026 10:00:31|Divulga: 31% famiglie taglia spesa cibo per le conseguenze delle guerre|Consumi|Economia, Agrifood]

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