«Il crocefisso non si tocca»: è la campagna lanciata dalla Lega Aosta e VdA
Reagiscono così i consiglieri comunali leghisti alla richiesta di Avs, avanzata in una mozione, di rimuovere il crocefisso nell'aula del Consiglio comunale del capoluogo e chiedono ai cittadini di fare girare la locandina
«Il crocefisso non si tocca»: è la campagna lanciata dalla Lega Aosta e VdA.
Reagiscono così i consiglieri comunali leghisti alla richiesta di Avs, avanzata in una mozione, di rimuovere il crocefisso nell’aula del Consiglio comunale del capoluogo.
La Lega lancia la campagna «Touche pas à ma croix» a difesa del crocifisso e .«Il crocifisso non si tocca — Touche pas à ma croix». La Lega invita i cittadini di Aosta e tutti i a pubblicare la locandina (foto) sui propri profili social, condividerla, esporla, accompagnandola con gli hashtag #IlCrocifissoNonSiTocca e #TouchePasÀMaCroix.
No alla mozione di Avs
«Il gruppo consiliare di Avs ha depositato una mozione – motivano in una nota – per chiedere la rimozione del crocifisso dall’aula del Consiglio comunale di Aosta, cercando di nascondere questa richiesta dietro alla locuzione “rimozione dei simboli religiosi attualmente esposti nell’aula del Consiglio Comunale di Aosta e nei locali adiacenti di stretta pertinenza istituzionale” come se vi fossero decine di simboli e non il solo crocifisso».
Senza mezzi termini l’annuncio: «La Lega Vallée d’Aoste e il gruppo consiliare della Lega al Comune di Aosta annunciano sin d’ora la propria netta contrarietà e lanciano una campagna pubblica a sostegno del mantenimento del simbolo, aperta a tutti i cittadini di Aosta e a tutti i valdostani».
Le spiegazioni
«Una divisione inutile, su un problema che non esiste – scrivono ancora -. Il crocifisso è appeso in quell’aula da generazioni. Non ha mai impedito a nessuno di candidarsi, di essere eletto, di prendere la parola, di votare secondo coscienza o di rappresentare i propri elettori. Non ha mai condizionato una sola deliberazione, non ha mai tolto un diritto a nessuno. Rimuoverlo non risolverebbe alcun problema reale ma ne creerebbe uno nuovo, ovvero aprirebbe una frattura identitaria nella città in un momento in cui Aosta attende risposte concrete su ben altro: emergenza abitativa, sicurezza, tenuta del commercio di vicinato, decoro urbano, viabilità e servizi ai cittadini».
Crocifisso segno di identità
«Non è solo un simbolo religioso ma un segno di identità storica e culturale – sottolineano -. Chi chiede di rimuovere il crocifisso commette un errore di prospettiva, lo tratta come un semplice oggetto di culto, dimenticando che esso è anzitutto il segno di una storia — la nostra. È la storia di una terra che alla croce ha legato il proprio volto: la Cattedrale e la Collegiata di Sant’Orso, l’Ospizio del Gran San Bernardo che per mille anni ha soccorso i viandanti sul valico, Sant’Anselmo d’Aosta che da questa città partì per diventare uno dei più grandi pensatori d’Europa, e le croci che i nostri padri hanno piantato sulle vette, non per imporre una fede, ma per dire chi erano.Quel legno fissato al muro dell’aula racconta la civiltà che ha generato i nostri ospedali, le nostre scuole, la nostra assistenza ai poveri, e i princìpi di dignità della persona che stanno oggi alla base della nostra Costituzione. Si può non credere e riconoscere, comunque in quel simbolo, tutto questo. Rimuovere il crocifisso non renderebbe l’aula più neutrale, la renderebbe solo più muta, privandola di un pezzo della memoria che rappresenta».
(re.aostanews.it)
