Tor des Glaciers, Franco Collé: «Il Tor è gioia e dolore, fino al traguardo non è finita»
Alle 17.36, il dominatore della gara da 450 km è passato al rilevamento cronometrico del ristoro Place Moulin
Tor des Glaciers, Franco Collé: «Il Tor è gioia e dolore, fino al traguardo non è finita».
Quasi 360 km, lungo la diga di Place Moulin, Franco Collé si avvicina al ristoro sereno, a buon passo.
«Sto bene, ho gestito qualche crisi che non sono riuscito a evitare, ma ho un buon ritmo dall’inizio, anche se la fatica c’è».
Al microfono di Erika David, Collé apprende la notizia del ritiro del suo inseguitore, il francese François Devaux, ritiratosi dell’arrivo al rifugio Perucca Vuillermoz.
«Non sapevo, poverino mi spiace -. Io ho corso un po’ fino al secondo giorno con Peter Kienzl (ritiratosi la seconda notte di gara per un problema alla rotula, ndr), dietro di noi c’era un francese molto forte. Poi li ho persi».
Con ogni probabilità la gestione della gara sarà più serena, ma Collé fa tesoro di quanto gli hanno insegnato le tante edizioni del Tor e di fare le cose con calma non ne vuol sentir parlare.
«Dieci anni di Tor qualcosa mi hanno insegnato. Fino a un km fa correvo come un matto, adesso ho una piccola vescica, niente corsa, cambio calze e sistemo. Finchè non si passa il traguardo non è finita, questo è il bello e il brutto del Tor».
Dopo il cambio calze e aver mangiato una Simmenthal e un po’ di pasta, alle 18 Collé ha lasciato il ristoro Place Moulin direzione Crête Sèche.
(re.aostanews.it)
