Aosta, sicurezza e degrado: telecamere, controlli e prevenzione al centro del dibattito
Due mozioni di Forza Italia Valle e Renaissance hanno acceso la discussione su sicurezza, degrado e vandalismo in alcune zone specifche della città di Aosta
Via Festaz e il tema più ampio del vandalismo e del degrado urbano riportano la sicurezza al centro del dibattito pomeridiano nel Consiglio comunale di Aosta.
Due mozioni, una dedicata in particolare alla zona di via Festaz e l’altra al monitoraggio degli interventi messi in campo dall’amministrazione, hanno acceso un confronto tra maggioranza e opposizione su controlli, videosorveglianza, polizia locale e prevenzione.
Via Festaz, «ci siamo mossi prima dell’esposto»
A rispondere sulla situazione di via Festaz è stata l’assessora Valeria Fadda, che ha rivendicato un’attività dell’amministrazione avviata già prima della discussione consiliare di luglio. «Il primo tavolo tecnico è stato fatto nella prima settimana di giugno e il primo Cosp a maggio», ha spiegato, sottolineando che le aree critiche erano già state segnalate dall’amministrazione e che alcuni cittadini autori dell’esposto erano già stati incontrati.
L’esposto, ha aggiunto Fadda, «è stato utile per avviare l’istruttoria con maggiore urgenza». Polizia locale e uffici comunali hanno verificato anche la possibilità di intervenire sulla vendita di alcolici. I controlli hanno però rilevato che gli esercizi della zona erano in regola dal punto di vista amministrativo e autorizzati alla vendita, senza violazioni sugli orari. È stata comunque valutata la possibilità di imporre chiusure anticipate attraverso provvedimenti specifici. «Dai controlli della Polizia è emerso però che non sono quei locali a creare i maggiori problemi», ha riferito l’assessora.
Telecamere entro ottobre
Il Comune punta quindi anche sulla videosorveglianza. Fadda ha ricordato un primo sopralluogo della Polizia locale con Inva e l’avvenuta installazione di una telecamera con quattro visualizzazioni, in grado di coprire l’area dalla Torre del Lebbroso. L’amministrazione ha inoltre chiesto controlli anche in borghese e un doppio passaggio del servizio Quendoz nelle strade interessate, soprattutto nei punti dove si concentra la sporcizia.
I tempi del programma ordinario di videosorveglianza di Inva, giudicati troppo lunghi, hanno spinto la Giunta a cercare una soluzione sperimentale. Inva ha presentato un progetto a costi inferiori, senza canone mensile, con apparecchiature che resteranno nella disponibilità dell’amministrazione e saranno collegate alle forze dell’ordine. L’obiettivo indicato è installarle entro ottobre, con almeno una telecamera nella piazzetta della chiesa di Santo Stefano.
La mozione di Forza Italia chiedeva un piano straordinario di controllo, più presenza della Polizia locale, verifiche sugli episodi di spaccio e microcriminalità, controlli sugli esercizi commerciali, potenziamento di videosorveglianza e illuminazione e un piano di pulizia dell’area della Torre del Lebbroso.
La vice sindaca Valeria Fadda
Non solo sicurezza: marginalità e prevenzione
Nel dibattito Fadda ha allargato il quadro ai percorsi di prevenzione sociale. Il Comune, ha spiegato, partecipa con la Regione a diversi tavoli, tra cui quello sulla legalità e l’intergenerazionalità, che coinvolge anche le scuole sui temi della civiltà, della sicurezza e della socialità. È stato inoltre chiesto di partecipare al progetto Integra, dedicato alle situazioni di marginalità.
Tra le iniziative citate anche il coinvolgimento della Croce Rossa per le persone in forte fragilità che dormono nel parcheggio Carrel, con un progetto per la distribuzione di beni di prima necessità e l’obiettivo di favorire l’accesso alle strutture di accoglienza. Per il parco dietro Bramafan, invece, il Comune ha scelto di affidare il parco Stevenin alla Casa Benedino, limitando l’accesso di soggetti esterni.
Sul fronte della prevenzione giovanile, Fadda ha ricordato l’intenzione di potenziare il progetto di educativa di strada su tutto il territorio cittadino.
Viglino: «Servono indicatori per capire se le misure funzionano»
La seconda mozione, presentata da La Renaissance Valdôtaine e illustrata dalla consigliera Arianna Viglino, chiedeva proprio di misurare gli effetti delle azioni intraprese. Nel testo si parla di episodi di vandalismo, danneggiamenti, aggressioni e comportamenti che hanno alimentato un senso di insicurezza, sottolineando come il fenomeno interessi diverse zone della città. La richiesta è di definire indicatori oggettivi e verificabili e di restituire periodicamente alla cittadinanza i risultati, compreso l’esito della sperimentazione della vigilanza privata notturna, finanziata con 60 mila euro fino a febbraio 2027.
Viglino ha chiesto quindi «indicatori precisi» per verificare l’efficacia degli interventi. Nel suo intervento ha citato il costo della vigilanza privata e quello, a suo giudizio, di un agente di Polizia locale, chiedendo di investire maggiormente sul presidio del territorio. Ha inoltre rilanciato la proposta di un fondo comunale per sostenere chi subisce danni da atti vandalici.
Polizia locale, illuminazione e ruolo dello Stato
Nel dibattito generale la consigliera Sylvie Spirli (Lega) ha richiamato la necessità di affrontare sicurezza, degrado urbano e vandalismo anche con interventi strutturali. Ha ricordato la mozione presentata nel novembre 2025 sul vigile di quartiere e chiesto una mappatura delle zone più sensibili sul fronte dell’illuminazione pubblica. «Un’area illuminata è un deterrente», ha osservato, sostenendo la necessità di lavorare anche sull’obiettivo di una Polizia locale attiva 24 ore su 24.
Nel confronto è intervenuta anche la consigliera Katya Foletto (Avs – Rete Civica), che ha invitato a distinguere tra la percezione di insicurezza e la complessità delle diverse situazioni presenti in città. Ha condiviso la necessità di rafforzare strutturalmente l’organico della Polizia locale e di lavorare sul senso civico e sul rispetto del bene comune, estendendo i percorsi di cittadinanza attiva anche agli adulti. Sul contrasto alla criminalità, ha ricordato invece il ruolo delle altre forze dell’ordine e dello Stato.
La vice sindaca Fadda ha ribadito che «una città non è mai stata totalmente sicura e totalmente fuori controllo»: esistono, ha detto, indici di insicurezza, ma questo non significa che l’intera Aosta sia insicura. L’assessora ha riferito di aver chiesto agli uffici una mappatura sull’illuminazione e ulteriori verifiche notturne. Ha inoltre sottolineato che, per garantire una presenza capillare sul territorio, è necessario anche l’intervento dello Stato.
Sul tema delle risorse, Fadda ha richiamato anche le criticità della Procura e degli altri apparati statali, sostenendo che per contrastare i fenomeni criminali servono organici e risorse adeguate. Ha citato inoltre l’incremento delle fragilità legate al consumo di stupefacenti, sottolineando l’importanza di rafforzare anche gli interventi del SerD.
Respinte le due mozioni.
(erika david)

